Proroga blocco licenziamenti e preavviso di 90 giorni nella Legge di Bilancio 2022

Simone Micocci

22 Dicembre 2021 - 12:56

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Licenziamenti, nuova proroga per il blocco: le grandi aziende dovranno inviare una comunicazione preventiva almeno 90 giorni prima.

Proroga blocco licenziamenti e preavviso di 90 giorni nella Legge di Bilancio 2022

Alcuni licenziamenti sono stati - nuovamente - bloccati con l’introduzione di un nuovo periodo di preavviso: lo prevede la Legge di Bilancio 2022 vista l’approvazione di un emendamento che introduce “nuove disposizioni in materia di cessazione dell’attività produttiva al fine di salvaguardare il tessuto occupazionale e produttivo”.

L’impatto del Covid sul mercato del lavoro è stato devastante: nonostante le promesse dell’allora Governo Monti, con l’assicurazione che “nessuno avrebbe perso il proprio lavoro”, si stima che solo nel 2020 si siano persi 935 mila posti di lavoro (confronto tra febbraio 2020 e febbraio 2021). Il tutto nonostante un blocco dei licenziamenti che di fatto è riuscito nel suo intento solo parzialmente.

Ma la crisi non è ancora finita del tutto e il diffondersi della variante Omicron ci conferma che non è arrivato il momento per abbassare la guardia. Ragion per cui il Governo ha scelto di prorogare lo stato di emergenza, così come alcune delle misure a questo collegato. Ed è per lo stesso motivo, probabilmente, che ad alcune aziende non verrà ancora data la possibilità di licenziare i propri dipendenti.

Blocco dei licenziamenti in Legge di Bilancio 2022: chi riguarda

C’è stata una lunga trattativa, ma alla fine un risultato è stato raggiunto: con la manovra finanziaria vengono introdotte nuove regole in materia di cessazione dell’attività produttiva, con le quali di fatto vengono bloccati i licenziamenti nelle grandi imprese fino ad aprile 2022.

Nel dettaglio, interessate dalla nuova norma sono quelle realtà produttive che nel 2021 contano almeno 250 dipendenti. Per il calcolo dei dipendenti bisogna prendere in considerazione anche dirigenti ed eventuali apprendisti. L’unica eccezione è rappresentata da quelle aziende dove viene riscontrato un forte squilibrio patrimoniale o economico-finanziario.

Come possono licenziare le grandi aziende: nuovo periodo di preavviso

Le grandi aziende che nel 2022 vogliono ridurre il loro organico devono cominciare a organizzarsi fin da subito. Da gennaio 2022, infatti, questi dovranno dare un preavviso ai loro dipendenti di almeno 90 giorni.

Prima che scatti l’effettiva risoluzione del rapporto di lavoro, dunque, ci vorranno almeno 90 giorni. Ad esempio, un dipendente che riceve dal proprio datore di lavoro una comunicazione di licenziamento datata lunedì 3 gennaio, vedrà il proprio rapporto di lavoro interrompersi solamente dal 3 aprile 2022.

In assenza di questa comunicazione qualsiasi licenziamento, sia nel caso che si tratti di un’interruzione individuale che per le risoluzioni collettive, verrà considerato come nullo.

Licenziamenti: le regole per una corretta comunicazione preventiva

È importante poi che la comunicazione contenga alcune importanti informazioni, quali:

  • le ragioni economiche, finanziarie, tecniche e organizzative dei licenziamenti;
  • il numero e i profili dei dipendenti interessati dalla riduzione dell’organico o dalla chiusura dello stabilimento;
  • il termine entro il quale è prevista la cessazione dell’attività.

E non solo, è necessario che per l’invio della comunicazione preventiva di licenziamento si segua un iter ben preciso. Non solo bisogna rispettare un preavviso di almeno 90 giorni, ma bisogna anche ricordarsi d’inviarla non solo al lavoratore interessato ma anche alle rappresentanze sindacali aziendali o unitarie (RSA o RSU), alle sedi territoriali delle associazioni sindacali di categoria (quelle più rappresentative a livello nazionale), alle Regioni interessate, al Ministero del Lavoro, al Ministero dello Sviluppo economico e all’ANPAL.

Un tale obbligo è però previsto solo nel caso in cui l’azienda intenda “procedere alla chiusura di una sede, filiale, ufficio, stabilimento o reparto autonomo situato nel territorio nazionale, con cessazione definitiva della relativa attività con licenziamento di un numero di lavoratori non inferiore a 50”. Diversamente basterà la comunicazione al lavoratore.

Inoltre, entro 60 giorni dalla data di comunicazione vi è la possibilità per la grande azienda di redigere e inviare ai suddetti destinatari un piano contenente tutte quelle misure utili a contenere eventuali ricadute occupazionali ed economiche conseguenti alla chiusura della sede, filiale, ufficio, stabilimento o reparto autonomo, con la possibilità poi di discutere di un tale dossier entro i successivi 30 giorni con la possibilità di raggiungere un accordo con i sindacati.

Per i licenziamenti collettivi bisognerà pagare il ticket di licenziamento ordinario, d’importo triplicato, qualora non si raggiunga un accordo con i sindacati. Se invece il piano non viene presentato il ticket di licenziamento si paga in misura doppia, come pure quanto questo non contiene gli elementi previsti. In mancanza di un accordo sindacale sul piano, invece, si pagherà un ticket di licenziamento maggiorato del 50%.

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