Processo Civile Telematico: al via la semplificazione della giustizia italiana

Simone Casavecchia

24 Giugno 2014 - 11:11

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Dal prossimo 30 giugno 2014, la PEC diventa lo strumento principe per le comunicazioni giudiziarie e per la trasmissione di atti di parte e ricorsi.

In dirittura d’arrivo l’avvio di un processo di semplificazione che cambierà gradualmente il volto della giustizia italiana. Il 30 Giugno 2014 sarà raggiunta, infatti, l’ultima tappa del percorso che consente l’adozione definitiva del processo civile telematico. Tra una settimana gli atti di parte, esclusi gli atti di costituzione e i ricorsi per ingiunzione potranno essere depositati esclusivamente in via telematica, nei tribunali di tutta Italia.

Anche se la misura si inserisce armonicamente nel processo di riforma della giustizia civile che il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, si appresta a varare, il Processo Civile Telematico si caratterizza come una misura di maggiore efficientamento del sistema della giustizia, per le conseguenze pratiche - l’eliminazione dell’uso della carta, il taglio tagliare i costi di stampa e di approvvigionamento, la riduzione dei tempi di esecuzione della attività e di emissione dei decreti ingiuntivi – che dovrebbe apportare.

L’uso del mezzo informatico nelle attività forensi era già stato previsto dal DPR 123/2001, in cui veniva delineato il profilo tecnico e normativo dei servizi informatici funzionali al Processo Civile Telematico (PCT). L’obiettivo dell’intero iter normativo che ha portato all’attuazione del processo civile telematico è quello di gestire con modalità informatiche e telematiche la redazione, la sottoscrizione (con valore legale), la trasmissione e la conservazione degli atti processuali e di garantire la possibilità agli utenti interessati e legittimati, di poter accedere alle informazioni e agli atti contenuti nei registri di cancelleria e nei fascicoli processuali, al fine di assicurare una maggiore trasparenza degli atti stessi.

La nuove regole e le nuove modalità di trasmissione degli atti che entreranno in vigore il 30 Giugno prossimo, non porranno in essere un sistema alternativo a quello tradizionale, ma modificheranno le modalità di trasferimento degli atti e delle comunicazioni tra avvocati e Uffici Giudiziari, come anche quelle interne agli uffici giudiziari.

Nel corso degli anni sono state molte le innovazioni, relative al Processo Civile Telematico che hanno modificato e specificato le procedure operative di funzionamento, dai due Decreti (2008 e 2011) che hanno previsto l’abbandono Casella di Posta Elettronica Certificata del Processo Telematico (CPECPT), in favore della PEC ordinaria, per il flusso dei dati per i depositi, fino alle disposizioni della Legge di Stabilità 228/2012 che, insieme al DL 179/2012, ha introdotto il principio dell’obbligatorietà del deposito telematico di una serie di atti processuali (atti di parte e ricorsi di ingiunzione) entro il 30 Giugno 2014.

Strumento principe del Processo Civile Telematico sarà la Posta Elettronica Certificata (PEC), da considerarsi come un vero e proprio elemento integrativo del processo telematico perché costituisce il canale esclusivo attraverso cui sarà possibile portare avviare e portare avanti le fasi di notifica e di comunicazione tra i soggetti esterni e gli uffici giudiziari e, successivamente, realizzare la fase, maggiormente complessa, di invio (deposito) del fascicolo processuale (busta telematica).

In quest’ultima fase, la più delicata dell’intero procedimento, affinché sia garantita la validità sia giuridica che procedurale del procedimento, entreranno in vigore specifiche regole tecniche, in base alle quali l’atto giudiziario e i relativi allegati dovranno essere trasmessi con l’utilizzo di formati, modalità digitali e buste crittografiche complesse, strumenti che, per la loro complessità, potranno essere gestiti solo grazie ad appositi software che rendano le procedure trasparenti e semplici per l’utente.

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