Una donna ha perso migliaia di euro a causa di una truffa telefonica basata sulla falsa prenotazione di un appartamento.
Si parla così tanto di truffe telefoniche che si rischia di perdere il contatto con l’effettivo impatto sulle vittime, che poi è il rischio da cui tutti dovrebbero cercare di ripararsi. Mentre molte truffe hanno come oggetto importi ridotti, spesso proprio per passare meglio inosservati, non mancano quelle più ambiziose, che stravolgono a tutti gli effetti la vita dei malcapitati. Proprio di recente è stata commessa una truffa da telefonica da ben 32.000 euro, tutto partendo da una falsa prenotazione su Airbnb. La vittima è una cittadina francese, presidente di un’associazione culturale (Mjc), nient’affatto sprovveduta. Eppure, come ha raccontato la donna ai media, il raggiro è stato preparato con cura, l’errore di prenotazione sembrava del tutto reale. Scopriamo cos’è successo.
Una truffa telefonica da 32.000 euro
La vittima di questa truffa risiede a Longny-au-Perche e ha raccontato di essere molto informata sulle truffe online, come d’altronde la maggior parte dei cittadini al giorno d’oggi. Eppure, i criminali sono riusciti a rubarle migliaia di euro. Una sera di dicembre 2025 ha ricevuto un messaggio che confermava l’affitto di un appartamento su Airbnb per un costo di 1.250 euro. Non avendo ovviamente effettuato alcuna prenotazione ha contattato il numero che le è stato fornito per chiarire la vicenda e bloccare l’addebito.
Così, ha parlato con quello che non sapeva essere un finto operatore, che le ha chiesto qualche informazione e l’ha rassicurata in merito alla risoluzione. La conversazione non è stata affatto sospetta, come ha raccontato la vittima, l’uomo ha parlato in modo professionale e con il linguaggio che si sarebbe aspettata da un vero addetto. Da questo reclamo bancario, però, la situazione non è affatto migliorata, tutt’altro. Quando ha controllato il proprio conto corrente ha scoperto che erano avvenute ben tre operazioni non autorizzate, per una perdita totale di 32.000 euro.
Vedendo questo esborso ha ricontattato il servizio clienti dell’istituto di credito, ma questa volta quello reale non seguendo il numero telefonico indicato dalla comunicazione truffaldina. Proprio così ha scoperto di essere stata ingannata, avendo subito furti sia dal proprio conto personale che da quello dell’associazione di cui è presidente, essendo entrambi collegati. Intervenendo con l’istituto di credito la vittima è riuscita a ottenere un rimborso parziale, per un valore complessivo di 7.500 euro. La banca ha riconosciuto il reintegro delle sole somme addebitate impropriamente sul conto corrente dell’associazione culturale, che adesso sta provando a risollevarsi attraverso una raccolta fondi.
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Attenzione alle truffe
Questo triste episodio ricorda l’importanza di seguire le precauzioni indicate dagli esperti per proteggersi dalle truffe, ricordando che proprio i consigli più semplici formano le barriere più sicure. La prima buona norma da tenere a mente riguarda i contatti per reclami, verifiche e quant’altro. Bisogna fare riferimento esclusivamente alla propria banca o gestore della piattaforma, a seconda del problema, scegliendo soltanto dai recapiti indicati nei canali ufficiali.
Oltre a questo, comunque, non si devono mai condividere informazioni personali o relative al proprio conto corrente. Anzi, quando si parla con un operatore legittimo, anche della banca stessa, questo tipo di dati non deve mai essere richiesto. Per questo motivo, richieste improprie sono un campanello d’allarme non indifferente. Allo stesso tempo, è bene assicurarsi che il conto corrente sia protetto adeguatamente, chiedendo una specifica autorizzazione per ogni pagamento o addebito diretto.
Controllare spesso l’app di home banking aiuta molto in questo senso, poiché permette di rintracciare tempestivamente qualsiasi anomalia. Attenzione anche ai link contenuti in email e sms, che potrebbero rimandare a siti web fittizi che rubano i dati inseriti, anche quelli di pagamento. Pure in questo caso vale la regola di affidarsi soltanto alle piattaforme ufficiali e riconosciute. Se tutto ciò non bastasse, comunque, è importante contattare immediatamente l’istituto di credito e le forze dell’ordine.
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