Primarie PD: come si vota a Roma e Bologna

Alessandro Cipolla

18 Giugno 2021 - 10:50

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Il PD sceglierà con le primarie i candidati sindaco a Roma e Bologna per le elezioni amministrative 2021: il regolamento, dove saranno posizionati i gazebo e chi potrà votare.

Primarie PD: come si vota a Roma e Bologna

Tornano le primarie del Partito Democratico, con i gazebo in vista delle elezioni amministrative 2021 che, tra le principali città chiamate al voto, saranno allestiti a Roma e Bologna.

Si è già votato invece a Torino, dove le primarie hanno decretato l’investitura a candidato sindaco di Stefano Lo Russo. A preoccupare però è stata la bassa affluenza: soltanto 11.000 votanti.

Non ci sarà invece bisogno delle primarie a Milano e Napoli: nel primo caso il centrosinistra appoggerà compatto il sindaco uscente Beppe Sala, mentre all’ombra del Vesuvio PD e Movimento 5 Stelle sosterranno insieme l’ex ministro Gaetano Manfredi.

A Roma il grande favorito delle primarie è Roberto Gualtieri, mentre a Bologna la situazione appare essere molto più incerta: sotto le due Torri, non sono mancate di recente le scintille tra i due candidati Matteo Lepore e Isabella Conti.

Ma come si vota alle primarie del Partito Democratico? Rispetto agli altri anni la grande novità dovrebbe essere Partecipa, la piattaforma online per partecipare alla consultazione in maniera telematica.

PRIMARIE PD 2021

Primarie PD: come si vota?

Le primarie sono uno strumento da anni utilizzato dal Partito Democratico, riprendendo così a partire dal 2005 quella che negli Stati Uniti è la prassi non solo per i dem, ma anche per il Partito Repubblicano.

Solitamente si tratta di primarie allargate, ovvero aperte anche ad aspiranti candidati o segretari provenienti dalla società civile oppure da altri partiti appartenenti sempre all’area del centrosinistra. Lo scopo è quello di coinvolgere iscritti e militanti evitando così delle decisioni “calate” dall’alto.

Quando si tratta di dover scegliere un candidato sindaco, diventerà l’aspirante primo cittadino designato della coalizione chi sarà capace di ottenere anche un solo voto in più dei suoi sfidanti.

Per le elezioni amministrative 2021 che si terranno a ottobre, nelle principali città il PD ha scelto di ricorrere alle primarie a Roma, Torino e Bologna. Vediamo allora nel dettaglio la data e il regolamento per ciascuno di questi appuntamenti.

Roma

Le primarie a Roma si terranno il prossimo 20 giugno. La coalizione di centrosinistra che correrà insieme nella capitale è così formata: Partito Democratico, Articolo 1, Sinistra Italiana, Verdi - Europa Verde, Partito Socialista, Radicali Roma, DEMOS, Sinistra per Roma, Liberare Roma, Pop, Green Italia, PRI, Volt, E’ Viva, Possibile, Tutti per Roma. Roma per tutti, Roma puoi dirlo Forte, Rete Civica, Italia Bene Comune e Partito Animalista.

In totale saranno sette i candidati in campo: Imma Battaglia, Giovanni Caudo, Paolo Ciani, Stefano Fassina, Roberto Gualtieri, Cristina Guarcio e Tobia Zevi. Per partecipare a queste primarie, ognuno degli aspiranti sindaco ha dovuto presentare 1.500 firme a sostegno della propria candidatura.

La modalità sarà quella consueta del voto nei gazebo che saranno posizionati in diverse parti della capitale. Dopo aver versato un contributo di 2 euro, potranno votare tutti i residenti dai 16 anni in sù, stranieri compresi.

Oltre che nei gazebo, si potrà votare online attraverso Partecipa, la piattaforma del Partito Democratico. Sarà necessario però registrarsi tramite SPID con almeno cinque giorni di anticipo.

Bologna

A Bologna le primarie si terranno nella giornata di domenica 20 giugno. Due i candidati in campo: l’assessore dem Matteo Lepore e per Italia Viva Isabella Conti, ex PD e attuale sindaca di San Lazzaro.

Anche in questo caso è richiesto un contributo di 2 euro e si potrà votare anche online tramite Possibile, con 5.000 cittadini che si sono registrati. Potranno partecipare anche gli over 16 e gli stranieri, che però prima si dovranno pre-registrare sul sito primariebologna.com.

Non potranno prendere parte a queste primarie invece i fuori sede, scelta questa che ha provocato non poche polemiche in città vista la storica forte vocazione universitaria di Bologna.

QUI L’ELENCO DEI GAZEBO

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