Elezioni Milano 2021: data, candidati e sondaggi

Alessandro Cipolla

18 Dicembre 2020 - 10:37

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Il 2021 sarà l’anno delle elezioni amministrative a Milano: la possibile data, chi sono i candidati in corsa e cosa dicono i sondaggi in merito a un voto che vedrà ancora in campo l’attuale sindaco Beppe Sala.

Elezioni Milano 2021: data, candidati e sondaggi

Si inizia a scaldare la corsa verso le elezioni amministrative di Milano che, da calendario auspicando che non ci sia bisogno di un rinvio a causa del Covid, si terranno nella tarda primavera del 2021.

Dopo un periodo di incertezza, alla fine Beppe Sala ha sciolto ogni dubbio annunciando la sua intenzione di presentarsi di nuovo alle urne per cercare di ottenere un secondo mandato alla guida di una coalizione di centrosinistra.

Deve ancora fare la sua scelta anche il centrodestra, che dovrebbe puntare su un civico visto che l’ipotesi Silvio Berlusoni appare essere più che altro una suggestione.

Di recente il cantautore Morgan ha annunciato la sua candidatura in queste elezioni amministrative a Milano in rappresentanza di Rinascimento, il movimento che fa capo a Vittorio Sgarbi che invece sarà candidato a Roma.

ELEZIONI MILANO 2021

Elezioni amministrative Milano 2021: la data

Le elezioni amministrative a Milano si dovrebbero tenere nella tarda primavera del 2021. Mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo per la data, vista la gravosa incognita a riguardo rappresentata dal coronavirus.

La tornata 2020 delle comunali infatti si è svolta nella inedita data del 20 e 21 settembre insieme alle regionali e al referendum, dopo che tutte queste votazioni erano state rimandate a causa della crisi sanitaria.

A meno di un peggioramento dell’emergenza Covid e di un nuovo lockdown, le urne a Milano per le amministrative si apriranno tra la fine di maggio e l’inizio giugno, con l’eventuale ballottaggio in programma dopo due settimane.

Queste amministrative si annunciano essere come un appuntamento molto delicato, visto che si voterà anche in città come Torino, Roma, Napoli e Bologna. In Lombardia, sarà invece Varese l’altro comune capoluogo chiamato al voto.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Milano un Comune con più di 15.000 abitanti, se nessun candidato al primo turno dovesse ottenere la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanziale governabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 50 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

Per quanto riguarda le modalità di voto, nei comuni con più di 15.000 abitanti è ammesso il voto disgiunto, con l’elettore che potrà esprimere fino a due preferenze mantenendo però la parità di genere (un uomo e una donna).

I candidati

Molti dubbi e poche certezze finora in merito ai candidati che si sfideranno alle prossime elezioni a Milano. Lo scorso 7 dicembre si è comunque sciolto il rebus legato a Beppe Sala.

L’attuale sindaco sarà così di nuovo il candidato del centrosinistra, annunciando che già a gennaio sarà chiara la composizione della sua coalizione che potrebbe essere allargata ai Verdi.

La candidatura bis di Sala rende così impossibile un patto tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, visto che il primo cittadino ha già fatto intendere come non ci sono al momento i presupposti per un patto con i pentastellati.

Nel centrodestra si è parlato di una ipotesi Silvio Berlusconi come candidato sindaco a Milano, ma come di recente deciso dai vertici della coalizione in questa tornata delle elezioni amministrative si punterà su profili civici e di spessore, con Matteo Salvini che ha dichiarato che il nome verrà scelto entro l’autunno.

Ad oggi però ancora nessuna decisione ufficiale è stata presa, con i profili più chiacchierati che sono quelli del professore alla Bocconi Maurizio Dallocchio e l’ex prefetto di Milano Alessandro Marangoni.

La sinistra radicale al primo turno dovrebbe andare per conto proprio, mentre il primo candidato ufficiale in queste elezioni è Morgan che è stato lanciato da Vittorio Sgarbi per rappresentare alle urne Rinascimento.

I sondaggi

Al momento non sono ancora stati realizzati dei sondaggi ufficiali in merito alle elezioni amministrative di Milano, ma guardando come si è votato nel capoluogo lombardo negli scorsi anni la situazione appare abbastanza chiara.

Nel 2016, Beppe Sala riuscì a vincere al ballottaggio con il 51,70%, dopo che al primo turno aveva ottenuto un punto percentuale in più rispetto a Stefano Parisi, il candidato del centrodestra.

Alle elezioni europee del 2019 quella del Partito Democratico è stata la lista più votata con il 36%, superando così la Lega che si è fermata al 27% e Forza Italia che non è andata oltre il 10%, mentre il Movimento 5 Stelle ha preso l’8%.

Alle politiche del 2018 invece a Milano i 5 Stelle erano arrivati fino al 23%, mentre in testa era finita la coalizione del centrodestra con il 38% che aveva staccato quella del centrosinistra ferma al 31%.

Beppe Sala appare essere di diritto il favorito in queste elezioni, ma a prescindere dai candidati sembrerebbe essere scontato un ballottaggio tra il centrodestra e il centrosinistra per eleggere il prossimo sindaco.

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