Prezzo petrolio in caduta, il Brent scende a $66,8. I motivi

Pierandrea Ferrari

14 Maggio 2021 - 10:10

Prezzo del petrolio in caduta libera dopo i rialzi dettati dalle stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE): il Brent scende a 66,8 dollari al barile, il texano Wti fino a quota 63,7. Dalla riapertura dell’oleodotto USA Colonial Pipeline alla variante indiana, ecco cosa sta dettando il ribasso dei prezzi.

Prezzo petrolio in caduta, il Brent scende a $66,8. I motivi

Prezzo del petrolio in caduta libera. Dopo che le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) sullo stato delle riserve avevano messo il turbo alla quotazione del greggio, il Brent del Mare del Nord è scivolato fino a 66,8 dollari al barile, mentre il texano Wti scambia ora a 63,7.

Dietro la flessione generalizzata dei prezzi la vicenda legata all’oleodotto sulla costa orientale degli Stati Uniti, il Colonial Pipeline, e la diffusione della variante in uno Stato chiave per il mercato del greggio, l’India.

Prezzo petrolio in caduta: i motivi

Il sistema informatico dell’oleodotto statunitense, che collega Houston al New Jersey e soddisfa il 45% della domanda dell’East Coast, era stato neutralizzato da un attacco hacker – ad opera di un collettivo noto come DarkSide, legato alla Russia e ai vertici del Cremlino - nel corso della settimana. Venendo meno una parte consistente dell’offerta per l’area orientale del paese, e vista la pressione sulle forniture di benzina, il petrolio aveva registrato una decisa correzione verso l’alto della quotazione.

Nelle ultime ore, tuttavia, la situazione si è sbloccata, e l’oleodotto è tornato a pieno regime. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Bloomberg, la società che gestisce l’infrastruttura di gas e carburante avrebbe ceduto alle richieste degli autori del cyberattacco, arrivando a pagare un riscatto di 5 milioni di dollari in critpovalute. La riapertura della più grande infrastruttura di condutture degli Stati Uniti – pompa oltre 2,5 milioni di barili al giorno - ha riportato verso l’alto l’offerta di greggio, dettando il ribasso dei prezzi.

Sullo sfondo, inoltre, continua a pesare la diffusione della variante domestica in India, favorita dai maxi-assembramenti sulle rive del Gange e dalla densità abitativa nel paese. Mumbai è il terzo importatore di greggio, e la fiammata della pandemia combinata ad una campagna vaccinale a singhiozzo sembra allungare i tempi per una ripresa della domanda nazionale di oro nero, e mette pressione alla quotazione del greggio.

Verso un rimbalzo della domanda di petrolio

Ma aldilà della combinata Colonial Pipeline-India, sia l’AIE che l’Opec stimano un rimbalzo della domanda globale per l’anno in corso. Alla fine del quarto trimestre dovrebbe infatti salire fino a 99,6 milioni di barili al giorno, sensibilmente superiore ai 93,1 del Q1 e ormai vicina ai livelli del 2019, mentre l’offerta aumenterà in termini tendenziali di 1,4 milioni di barili al giorno.

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