Spread BTp-Bund: possibili rialzi in vista, necessaria cautela

Le previsioni sullo spread BTp-Bund in vista dell’Ecofin del prossimo 9 luglio: il differenziale potrebbe aver raggiunto il suo obiettivo ribassista

Spread BTp-Bund: possibili rialzi in vista, necessaria cautela

Lo spread tra BTp e Bund a 10 anni resta un argomento di primo piano tra gli investitori.

Dopo la discesa dello scorso maggio, culminata con un minimo a 239,41 punti base (minimi dall’11 aprile 2019), il differenziale tra la carta italiana e quella tedesca ha iniziato a risalire, apprezzandosi del 3,87% in quattro giorni.

Questo allargamento è dovuto al fatto che mentre lo yield del BTp a 10 anni sta crescendo, al momento della scrittura si attesta al 2,171%, mentre quello del Bund decennale si attesta in area di minimi storici, veleggiando al -0,313%.

Avendo subito un calo di oltre il 13% dai massimi di maggio 2019, gli investitori si staranno interrogando se i livelli raggiunti dallo spread BTp-Bund siano già arrivati al loro obiettivo ribassista. Vediamo quale scenario potrebbe aprirsi ora.

Spread BTp-Bund: obiettivo quasi raggiunto, ridurre le posizioni su Italia

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, la prospettiva relativa all’arrivo di nuova liquidità con i possibili QE, porta ad abbassare il target relativo al rendimento del decennale americano all’1,50% per fine 2019. In questo quadro, lo yield del Bund avrebbe ulteriori spazi di disceso fino al -0,40%.

Alcuni fattori potrebbero però creare le condizioni per un incremento degli yield nei titoli di Stato nel breve periodo. Cesarano afferma infatti che si potrebbe assistere ad un aumento delle aspettative sull’inflazione, «causate da un aumento dell’ottimismo per le attese delle manovre degli istituti centrali, per l’eventuale ripresa dei negoziati tra Usa e Cina e per un’aumento della domanda cinese di petrolio».

In questo quadro, il Chief Global Strategist di Intermonte SIM sostiene che l’obiettivo fissato a 220 punti base è stato quasi raggiunto. Per tale motivo, si potrebbe valutare un approccio cautelativo prendendo profitto, anche in vista della chiusura della semestrale delle banche e sul pericolo di tensioni tra Italia e UE fino al 9 luglio prossimo.

Quel giorno si terrà infatti l’Ecofin, dove il Governo italiano cercherà di prendere tempo, facendo rinviare la decisione sull’avvio della procedura di infrazione ad agosto o a fine anno. In questo modo, il Belpaese riuscirà a «produrre ulteriori numeri che certifichino ulteriormente il buon andamento delle entrate fiscali e quindi del deficit 2019», chiosa Cesarano.

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