Si può licenziare durante l’apprendistato?

Il licenziamento durante il periodo di apprendistato è possibile, ma è soggetto a regole differenti rispetto a quanto previsto per il contratto a tempo indeterminato. Qui tutte le informazioni a riguardo.

Si può licenziare durante l'apprendistato?

Si può licenziare un dipendente in apprendistato durante il periodo di formazione o alla fine del contratto? È bene essere ben informati su questo e altre caratteristiche del contratto di apprendistato, in quanto si tratta di una delle forme contrattuali più utilizzate dalla aziende, soprattutto per i giovani.

L’apprendistato prevede un periodo di formazione iniziale al termine del quale, in accordo tra le parti, il contratto di apprendistato si trasforma automaticamente in un contratto a tempo indeterminato.

Su questo contratto però si genera spesso molta confusione soprattutto per quanto riguarda l’argomento licenziamento: se è vero che al suo termine l’apprendistato si potrebbe trasformare in rapporto indeterminato, è altrettanto vero sostenere che queste due tipologie di contratto sono distinte tra loro.

Ci si chiede spesso se il datore di lavoro possa licenziare l’apprendista quando il contratto è ancora vigente, quindi nel corso stesso dell’apprendistato, e soprattutto se possa recedere dal contratto al termine del periodo per il quale il contratto ha valore.
Facciamo chiarezza su questa e su altre questioni.

Apprendistato, si può licenziare il dipendente al termine del periodo previsto?

La prima cosa da chiedersi è cosa potrà succedere allo scadere del termine del contratto; infatti esistono delle differenze notevoli con il contratto a tempo indeterminato di cui sarà bene tenere conto.

Alla fine del periodo di apprendistato sia il datore di lavoro sia l’apprendista hanno la facoltà di recedere liberamente: il recesso quindi non deve essere motivato e giustificato da particolari ragioni e non valgono in questo caso le regole del normale contratto di lavoro subordinato sul recesso per il quale è necessaria la presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

In mancanza di diversa pattuizione invece il rapporto contrattuale prosegue e si tramuta automaticamente in un ordinario contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Quale periodo di preavviso in caso di recesso?

Anche nel caso dell’apprendistato occorre rispettare il termine di preavviso che anche in questo caso decorre dal termine di scadenza del contratto: il licenziamento intimato o le dimissioni notificate entro l’ultimo giorno del periodo di apprendistato sono efficaci ma in caso di mancato preavviso la parte inadempiente dovrà corrispondere un’indennità prevista dal contratto.

Per calcolare i giorni di preavviso necessari occorre fare riferimento al periodo previsto per il livello con cui si era inquadrati da apprendista e non a quello che si raggiunge al termine del periodo formativo. Il preavviso decorre dal momento in cui si è stati messi a conoscenza del recesso e la decorrenza è interrotta nel caso in cui sopraggiungano le ferie.

Per le modalità e tempi da rispettare per il preavviso si rimanda al nostro articolo di approfondimento dedicato sul Preavviso di dimissioni.

Licenziamento durante l’apprendistato: gli obblighi del datore di lavoro

Per la durata del contratto il datore di lavoro è tenuto a formare l’apprendista e quindi anche il licenziamento durante questo periodo è soggetto a regole diverse: in questo caso il datore di lavoro non potrà liberamente sottrarsi al contratto.

Il licenziamento sarà invece possibile al verificarsi delle stesse condizioni previste per i normali lavoratori subordinati:

  • presenza di una giusta causa ossia del comportamento di un dipendente così grave da imporre il licenziamento senza preavviso;
  • presenza di giustificato motivo che può essere oggettivo o soggettivo: il motivo soggettivo è simile alla giusta causa ma riguarda l’inadempimento di obblighi contrattuali meno gravi, il motivo oggettivo invece è legato a motivi economici.

In caso di licenziamento privo di giustificazione si applica la normativa generale che impone il risarcimento del danno o la reintegra sul posto di lavoro in caso di addebito inesistente; di contro le dimissioni da parte del dipendente sono libere.

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