Perché il vaccino Johnson & Johnson sarà decisivo per l’Italia

Alessandro Cipolla

19 Febbraio 2021 - 16:03

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A metà marzo il vaccino Johnson & Johnson dovrebbe arrivare in Italia: essendo monodose e non necessitando di particolari temperature sarà destinato ai medici di base, che così inizierebbero a vaccinare dando un’accelerata fondamentale per il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Perché il vaccino Johnson & Johnson sarà decisivo per l'Italia

C’è una data che potrebbe segnare una svolta per l’Italia nella complessa partita della campagna di vaccinazione di massa anti-Covid. Si tratta dell’11 marzo, giorno in cui l’Ema (l’Agenzia europea del farmaco) si esprimerà sull’autorizzazione al vaccino di Johnson & Johnson.

Se tutto dovesse andare liscio, i test hanno finora indicato ottimi risultati per il siero elaborato dal colosso farmaceutico americano, a stretto giro dovrebbe arrivare il disco verde anche dell’Aifa con il vaccino che sarebbe così distribuito già a partire dal 15 marzo.

La speranza ovviamente è che questo cronoprogramma possa essere rispettato, visto che per l’Italia l’arrivo del vaccino di Johnson & Johnson, che si andrebbe ad aggiungere a quelli di Pfizer, Moderna e AstraZeneca, sarebbe uno step fondamentale.

Nel piano vaccini che ha in mente Mario Draghi, quello di Johnson & Johnson verrebbe destinato viste le sue caratteristiche ai medici di base, che così potrebbero iniziare anche loro a somministrare le dosi dando una notevole accelerata alla campagna.

Vaccino Johnson & Johnson fondamentale per l’Italia

Stando agli accordi stretti tra l’Unione Europea e la casa farmaceutica, Johnson & Johnson in questo 2021 dovrebbe far arrivare in Italia in totale 27 milioni di dosi, di cui oltre 7 milioni entro giugno.

Una manna per l’Italia visto che basterebbe una sola dose per immunizzare. In più il siero verrebbe distribuito monodose e per il suo mantenimento andrebbe conservato per tre mesi in una temperatura compresa tra i 2 e gli 8°C. Per periodi più lunghi invece, fino a due anni, va tenuto a -20°C.

A differenza del vaccino di Pfizer quindi quello di Johnson & Johnson non necessita nell’immediato di temperature polari e, in più, è monodose. L’ideale quindi per i medici di base: una puntura e il gioco è fatto.

Non è un caso che in questi giorni il ministro Roberto Speranza sta cercando di arrivare a un accordo con i medici di base, che così a breve potrebbero iniziare ad avere un ruolo attivo e determinante nella campagna di vaccinazione.

L’obiettivo infatti è arrivare ad aver vaccinato in Italia 30 milioni di persone entro la fine dell’estate. Visti gli attuali ritardi dovuti ai rallentamenti nelle forniture, per rispettare la tabella di marcia presto si dovrebbe iniziare a vaccinare al ritmo di 300.000 somministrazioni al giorno.

L’arrivo di Johnson & Johnson quindi può produrre l’accelerata decisiva per il nostro Paese, al fine di raggiungere entro l’autunno quella tanto agognata immunità di gregge che dovrebbe farci tornare a una sostanziale normalità.

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