Pensioni, novità: incontro Ugl-Governo. Nuove proposte per la flessibilità in uscita

Le ultime news sulla riforma delle pensioni e sulle trattative che si sono tenute tra Ugl e Governo nella giornata di ieri. Di seguito i dettagli dell’incontro.

Le pensioni e la riforma per migliorare la situazione sono i punti su cui il Governo cerca di puntare al momento. La riforma delle pensioni deve essere perfetta e cercare di accontentare tutti. La ricerca di consensi è infatti fondamentale in questo momento del percorso governativo e non possono esserci errori.
La riforma delle pensioni dovrà essere inserita nella nuova Legge di Stabilità 2017 e per questi gli incontri con i sindacati si susseguono.
Nella giornata di ieri a incontrare Nannicini è stato il segretario generale dell’Ugl, Francesco Paolo Capone.

La riforma delle pensioni deve essere messa a punto entro settembre per rientrare nella Legge di Stabilità e soprattutto devono essere concordati dei punti che non sono ancora chiari o peggio ancora non piacciono ai lavoratori.
Uno degli argomenti più discussi è l’Ape, che potrebbe comportare seri problemi ai lavoratori in uscita, che rischiamo di perdere una grande fetta del loro assegno. Nannicini e Poletti sono al lavoro per trovare una soluzione proprio a questo punto ostico e di difficile risoluzione. La Legge Fornero ha comportato dei gravi problemi ai lavoratori, che hanno visto sfumare il sogno del pensionamento.

Altro problema sarà l’ottava salvaguardia, anch’essa dovrebbe essere inserita nella Legge di Stabilità, ma non è certo che si riescano a reperire i fondi. L’ipotesi al momento è che il piano Ape venga applicato anche a questa categoria e che non si presentino dei nuovi programmi di aiuto per i lavori penalizzati dalla Legge Fornero e per gli esodati.

Al tavolo delle trattative questa volta le proposte sono state avanzate dal segretario generale dell’Ugl, che a fine incontro ha anche sottolineato la buona volontà del Governo nell’ascoltare le proposte avanzate.
Quali sono le proposte per la flessibilità in uscita dell’Ugl? Come potrebbe cambiare l’Ape? Vediamo nel dettaglio cosa è emerso dalle trattative di ieri e cosa pensano gli altri sindacati.

Pensioni, novità: confronto Ugl-Governo

Il Governo ha aperto una serie di tavoli per le trattative e quelli con Cgil, Cisl e Uil si sono già tenuti in più occasioni. Nella giornata di ieri l’incontro è avvenuto tra segretario generale dell’Ugl e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Tommaso Nannicini. L’incontro si è svolto presso il Ministero del Lavoro e Francesco Paolo Capone si è detto soddisfatto delle trattative intraprese.

Nannicini ha ascoltato le idee avanzate dal segretario dell’UGL e ha proposto di produrre un documento, nel più breve tempo possibile, con tutte le soluzioni che il sindacato ha in mente di applicare. In questo modo il Governo potrà analizzare nel dettaglio i punti e soprattutto vedere se i fondi per la manovra e le sue modifiche sono possibili.
L’Ape, per quanto sia un salasso e in base alle dichiarazioni di Boeri un buon modo per creare una generazione di pensionati poveri, è al momento l’unico modo di agire. Banche e istituti di credito si farebbero infatti garanti della somma da anticipare e si potrebbero finanziare migliaia di lavoratori.

Le risorse a disposizione dello Stato sono molto limitate e non porterebbero alcun giovamento alla situazione congestionata che si ha al momento. Per riuscire ad ottenere dei risultati è infatti importante che i lavoratori in massa scelgano il pensionamento anticipato.

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Pensioni, novità: cosa pensano gli altri sindacati?

Nei mesi scorsi si sono tenuti svariati incontri con i sindacati e da questi sono emerse diverse proposte che hanno provato a risolvere la situazione della pensione anticipata. In prima linea si è schierata Susanna Camusso, che propone una modifica radicale della Legge Fornero.
Il segretario generale della Cgil non ha mai approvato il piano proposto dal Governo per il pensionamento anticipato. I lavoratori perdonofino ad un mese di pensione l’anno per ripagare gli interessi sul prestito e non è possibile che siano penalizzati in questo modo.

Anche la proposta Rita non è piaciuta ai sindacati, dal momento che anche in questo caso hanno mostrato come sarebbe un prestito per i lavoratori. Ancora non è chiaro in che modo influiranno queste proposte, nel caso dovessero essere approvate, sull’opzione donna o sulla quota 41. Le parti sociali continuano a chiedere spiegazioni e delucidazioni, ma non è semplice per il Governo fare chiarezza o sbilanciarsi al momento.

Il problema della riforma delle pensioni rimane sempre lo stesso: il reperimento dei fondi. Se si escludono le banche e i prestiti non si riuscirà ad avere un gettito abbastanza ampio per dare una scossa alla situazione.

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