Pensioni, con quale importo sei nella media? Ecco i dati Inps per ogni singola categoria.
Pensi che l’importo della tua pensione sia troppo basso? È una sensazione tutt’altro che rara, ma per capire davvero se è così serve un punto di riferimento. Non basta, infatti, guardare al proprio assegno: bisogna confrontarlo con la media nazionale.
A fornire gli strumenti per farlo è Inps, che ha aggiornato al 2026 il suo Osservatorio statistico sulle pensioni vigenti in Italia. Un’analisi che prende in considerazione l’intero sistema previdenziale, includendo tutte le principali prestazioni: dalla pensione di vecchiaia a quella anticipata, fino agli assegni di reversibilità destinati ai superstiti.
Si tratta di una fotografia dettagliata di quanto si prende oggi di pensione nel nostro Paese, costruita mettendo insieme tutti gli importi erogati e rapportandoli al numero complessivo dei pensionati. Da qui emerge un dato medio nazionale che, pur con tutti i limiti di una media - che non tiene conto delle differenze tra carriere, contributi e tipologie di prestazione - rappresenta comunque un riferimento utile per orientarsi.
C’è poi un elemento che merita attenzione e che in parte ribalta alcune convinzioni diffuse. Nonostante il numero di nuove pensioni sia in calo, 831.285 nel 2026 rispetto alle 901.152 dell’anno precedente, l’importo medio continua a crescere. Un dato che può sembrare controintuitivo, soprattutto considerando che il sistema contributivo, ormai sempre più centrale, tende a produrre assegni meno generosi rispetto al passato.
La spiegazione, però, sta proprio nei requisiti di accesso: sempre più stringenti. Questo spinge molti lavoratori a uscire dal mercato del lavoro più tardi, accumulando un maggior numero di anni contributivi. E carriere più lunghe, inevitabilmente, si traducono in pensioni mediamente più alte.
A questo punto, però, la domanda resta: qual è davvero questa media? E soprattutto, quanto è distante - in più o in meno - dall’assegno che percepisci ogni mese? Per rispondere, bisogna entrare nel dettaglio dei numeri.
Importo medio pensione in Italia
Entrando nel dettaglio dei numeri diffusi dall’Inps, emerge una fotografia molto più articolata del sistema previdenziale italiano, che aiuta davvero a capire dove si colloca il proprio assegno.
Nel complesso, le prestazioni pensionistiche e assistenziali in pagamento superano i 21,2 milioni, con un importo medio mensile pari a circa 1.284 euro. Un dato che, però, va letto con attenzione, in quanto si tratta di una media generale che include tipologie molto diverse tra loro. Per questo, più che fermarsi al numero complessivo, è utile osservare come si distribuiscono gli importi tra le varie gestioni e categorie.
La quota più consistente riguarda i lavoratori dipendenti del settore privato, con oltre 8,2 milioni di trattamenti. Qui l’importo medio si attesta intorno ai 1.476 euro al mese, ma con differenze marcate tra le diverse prestazioni. Le pensioni di vecchiaia rappresentano la componente principale, con più di 5,5 milioni di assegni e una media che sfiora i 1.760 euro mensili. Decisamente più basse, invece, le pensioni di invalidità - circa 870 euro - e quelle ai superstiti, che si collocano poco sopra i 900 euro.
Uno scenario diverso si osserva nel comparto dei dipendenti pubblici, dove gli importi risultano mediamente più elevati. Le pensioni superano i 3,1 milioni e l’assegno medio mensile va oltre i 2.270 euro. In particolare, le pensioni di vecchiaia di questo settore sono le più alte tra le principali gestioni, con una media superiore ai 2.540 euro, mentre anche le prestazioni di invalidità e reversibilità si mantengono su livelli più alti rispetto al privato.
Più contenuti, invece, gli importi per lavoratori autonomi e parasubordinati, che contano oltre 5 milioni di pensioni complessive ma con una media di circa 965 euro al mese. Le pensioni di vecchiaia si fermano poco sopra i 1.090 euro, mentre le altre prestazioni risultano ancora più basse. Un divario che riflette spesso carriere contributive meno lineari e redditi medi inferiori.
Un capitolo a parte riguarda le pensioni liquidate in regime di cumulo o totalizzazione dei contributi: poco più di 330mila trattamenti, ma con un importo medio superiore ai 2.050 euro mensili.
Si tratta, nella maggior parte dei casi, di percorsi lavorativi lunghi e articolati tra diverse gestioni, che consentono di raggiungere livelli di assegno più elevati. Residuale, invece, il peso delle pensioni derivanti da assicurazioni facoltative, caratterizzate da importi medi molto bassi.
Accanto alla previdenza si colloca poi l’area dell’assistenza, che coinvolge oltre 4,4 milioni di prestazioni tra pensioni e assegni sociali e trattamenti per invalidi civili. In questo caso, gli importi medi si collocano tra circa 509 e 556 euro al mese, evidenziando chiaramente la funzione di sostegno al reddito svolta da queste misure, spesso vicine alla soglia minima.
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