Pensione quota 41, si può accedere dopo cassa integrazione?

La pensione quota 41 per lavoratori precoci prevede profili di tutela per accedere tra i quali anche quello dei lavoratori disoccupati: vi rientrano i lavoratori in cassa integrazione?

Pensione quota 41, si può accedere dopo cassa integrazione?

La quota 41 è una pensione studiata per i lavoratori precoci che si ritrovano in uno dei profili bisognosi di tutela, ovvero disoccupati, invalidi, caregiver, lavoratori usuranti e gravosi.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, in sintesi sono del 1964 e a dicembre 2020 avrò 39.9 anni di contributi. Sono in cassa integrazione per 2 anni ovvero sino a dicembre del 2022. Ho iniziato a lavorare prima dei 19 anni. Ho speranza di andare in pensione a febbraio 2023?”

Pensione quota 41, dopo cassa integrazione è possibile?

La pensione con la quota 41 prevede che il richiedente rientri nei lavoratori precoci e che abbia, quindi, maturato almeno 12 mesi di contributi derivanti da lavoro effettivo prima del compimento dei 19 anni di età.

Per i lavoratori disoccupati l’accesso è consentito solo a patto che risulti la disoccupazione involontaria e che abbiano terminato da 3 mesi di fruire dell’intera indennità di disoccupazione spettante.

La cassa integrazione, però, non è sinonimo di disoccupazione in quanto si tratta di un intervento di integrazione salariale per il dipendente di un’azienda in crisi.

La cassa integrazione, infatti, non presuppone il licenziamento ed il dipendente risulta ancora assunto anche se nel periodo di fruizione della CIGO non svolge attività lavorativa (o la svolge con orario ridotto).

Non configurandosi la disoccupazione (che esiste solo nel momento che si perde effettivamente il lavoro) al termine della cassa integrazione non si può accedere alla pensione con la quota 41.

Nel suo caso, quindi, al termine della cassa integrazione avrà accumulato 41 anni e 9 mesi di contributi versati. Le strade che le si porranno davanti sono due:

  • o l’azienda provvederà al licenziamento e in quel caso, quindi, potrebbe fruire dell’indennità di disoccupazione per un massimo di 24 mesi (e solo al termine della Naspi avrebbe diritto ad accedere alla quota 41)
  • o ricomincerà a lavorare

In ogni caso, la strada più breve, dopo la sua cassa integrazione, per accedere al pensionamento sembra essere il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi di contributi per avere diritto alla pensione anticipata ordinaria.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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