Pensione di vecchiaia anticipata a 56 anni o assegno ordinario di invalidità?

Per i lavoratori del settore privato sono previste diverse agevolazioni previdenziali: vediamo in questo caso se spetta l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di vecchiaia anticipata.

Pensione di vecchiaia anticipata a 56 anni o assegno ordinario di invalidità?

La legislazione italiana prevede diverse agevolazioni per i lavoratori invalidi tra le quali possiamo ricordare la pensione di vecchiaia anticipata a 56 o 61 anni, l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di invalidità civile. Per gli invalidi del settore pubblico e privato, inoltre, è prevista anche una maggiorazione contributiva di 2 mesi per ogni anno lavorato con invalidità superiore al 74%. Vediamo nel caso specifico cosa spetta.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci ha chiesto:

“Sono invalida 80 per cento, lavoro ma sto quasi sempre malata. Spetta la pensione d’invalidità ordinaria?”

Assegno ordinario di invalidità

Per poter aver diritto all’assegno ordinario d’invalidità è necessario che al lavoratore sia stata riconosciuta una riduzione della capacità lavorativa inferiore a un terzo. Spetta, quindi, in presenza d’invalidità certificata pari o superiore al 67%.

Inoltre, per poterne avere diritto, è richiesto che siano stati versati almeno 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio che precede la domanda del beneficio.

Può, quindi, richiedere l’assegno ordinario d’invalidità se ha versato almeno 5 anni di contributi di cui 3 negli ultimi 5 anni.

Le ricordo che l’AOI è diretto solo ai dipendenti privati poiché quelli della pubblica amministrazione ne sono esclusi. Se lavora, di conseguenza, nel pubblico impiego non potrà richiedere l’assegno.

Pensione di vecchiaia anticipata

Avendo un’invalidità certificata all’80%, però, lei potrebbe avere diritto, al compimento dei 56 anni, visto che è donna, dalla pensione di vecchiaia anticipata.

La pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi richiede i seguenti requisiti:

  • almeno 20 anni di contributi accreditati
  • almeno 56 anni di età per le donne
  • almeno 61 anni di età per gli uomini
  • invalidità pensionabile certificata pari o superiore all’80%.

Per la decorrenza del trattamento pensionistico è necessario attendere una finestra di 12 mesi per i lavoratori dipendenti

Ricordiamo che anche questa misura esclude i dipendenti della pubblica amministrazione che sono tutelati da altre misure per inabilità (da cui dipendenti privati sono, invece, esclusi).

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