Pensione di vecchiaia a 71 anni, ecco quando non spetta a 67 anni

Lorenzo Rubini

4 Settembre 2021 - 19:35

condividi

Non sempre a 67 anni spetta la pensione di vecchiaia anche se i contributi versati sono di 20 anni.

Pensione di vecchiaia a 71 anni, ecco quando non spetta a 67 anni

Il pensionamento a 67 anni non sempre è possibile, anche se i contributi versati sono di almeno 20 anni e questo può succedere a chi ricade nel sistema contributivo. Nessun problema, quindi, per chi ha contributi versati prima del 1996, in questo caso la pensione a 67 anni è assicurata. Ma se i contributi sono stati versati a partire dal 1996 o si effettua il computo in Gestione Separata potrebbe non spettare la pensione a 67 anni.

Chiariamo questo concetto rispondendo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno,
Le chiedo informazioni a seguito di un articolo che ho letto sulle pensioni.
Mia madre di origine albanese, ma cittadina italiana ha iniziato a versare i contributi nel 97, e ad oggi ha raggiunto i 18 anni di contributi con un età di 65 anni a Novembre.
INPS e sindacati le hanno detto che deve aspettare la quota di 71 anni di età comunque vada. (Anche se non sono stati molto chiari e a volte un pò confusionari nel darle spiegazioni in merito)
Tenendo conto di questi fattori le conviene lavorare ancora due anni oppure aspettare direttamente l’età di 71 anni e magari cercare di ottenere la disoccupazione nel mentre.
Purtroppo ha una certa età ed un lavoro abbastanza impegnativo, ora inizia a faticare a portarlo avanti. Grazie.”

Pensione a 71 anni

Le vado a spiegare. Sua mamma ha iniziato a versare contributi nel 1997 e, per questo, ricade nel sistema contributivo puro. Per chi si pensiona con questo sistema di calcolo è richiesto, per l’accesso a 67 anni, di soddisfare 3 requisiti imprescindibili:

  • avere compiuto i 67 anni
  • aver versato almeno 20 anni di contributi
  • che l’importo dell’assegno liquidato con la pensione sia si almeno 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale INPS (una pensione di circa 690 euro mensili).

Sua mamma con 18 anni di contributi e con 65 anni di età potrebbe raggiungere, per il compimento dei 67 anni i 20 anni di contributi versati ma il diritto alla pensione non sarebbe sicuro a quell’età poiché (e molto probabilmente INPS e sindacati lo hanno appurato) l’importo dell’assegno spettante fra due anni è più basso di quanto richiesto.

Per questo motivo il suo pensionamento è rimandato al compimento dei 71 anni quando la pensione viene liquidata, anche con meno di 20 anni di contributi per chi ha iniziato a versare a partire dal 1996, indipendentemente dall’importo dell’assegno.

Alla luce di questo, se sua madre ha voglia di continuare a lavorare può farlo addirittura fino al compimento dei 71 anni ma se, come lei pensa, non ce la fa più potrebbe smettere anche subito, senza arrivare ai 20 anni di contributi ed avere lo stesso diritto al pensionamento al compimento dei 71 anni. La via da scegliere dovrete valutarla voi e se sua mamma ha la possibilità di percepire indennità di disoccupazione (mi raccomando, spetta solo se la perdita del lavoro è involontaria e non spetta se si presentano dimissioni) potrebbe accumulare, in ogni caso, altri contributi figurativi utili al calcolo della pensione.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti a Money.it