Pensione a 63, 65 e 71 anni: le possibilità ed il diritto

Lorenzo Rubini

4 Marzo 2021 - 11:15

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Per ogni misura previdenziale è richiesto di soddisfare determinati requisiti che possono essere contributivi ma anche anagrafici.

Pensione a 63, 65 e 71 anni: le possibilità ed il diritto

Ogni misura previdenziale richiede di raggiungere determinati requisiti a volte solo contributivi a volta anche anagrafici. Importante, quindi, il possesso dei requisiti richiesti dalla misura che si sceglie per il pensionamento. In questo articolo cercheremo di rispondere alle domanda che alcuni lettori di Money.it ci hanno posto al riguardo.

Pensione a 63, 65 e 71 anni

  • “Sono una casalinga di 71 anni,con 7 anni di contributi,versati prima del 1995,ho diritto ad una pensione?E quando mi spetterebbe.Grazie per la gentilezza”.

Purtroppo la pensione raggiungibile al compimento dei 71 anni con solo un minimo di 5 anni di contributi è accessibile solo da chi ricade interamente nel calcolo contributivo dell’assegno previdenziale, ovvero chi ha iniziato a versare i propri contributi a partire dal 1 gennaio 1996 o chi opta per il computo nella Gestione Separata INPS (per esercitare il quale, però, occorrono almeno 15 anni di contributi).

Nel suo caso, quindi, avendo 7 anni di contributi versati prima del 1996 l’accesso alla pensione al compimento dei 71 anni non è consentito visto che il calcolo dell’assegno spettante è interamente retributivo.

  • “Ho 63 anni e circa 30 di contributi versato ho un’invalidità civile all’80 × 100 ho dirotto ad andare in pensione di anzianità causa invalidità civile?”.

Se lavora nel settore privato potrebbe accedere fin da subito alla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi con percentuale pari o superiore all’80% ma in questo caso è necessario che si faccia certificare dalla commissione medica INPS l’invalidità pensionabile.

In alternativa con 63 anni di età, 30 anni di contributi ed una invalidità pari o superiore al 74% potrebbe accedere anche al pensionamento con l’Ape sociale.

  • “Sono un’impiegata del pubblico impiego che a dicembre 2021 avrà 65 anni e 38 di contributi. Dato il brutto periodo, diverse problematiche e tanta stanchezza sarei interessata a Quota 100 ma ho paura di essere molto penalizzata. Sarebbe molto conveniente attendere la pensione di vecchiaia? ”

La pensione quota 100 non prevede penalizzazione alcuna e l’assegno pensionistico spettante viene calcolato sugli anni di contributi effettivamente maturati.

Ovviamente se lavorasse fino al compimento dei 67 anni avrebbe 2 anni di contributi in più da utilizzare nel calcolo della pensione spettante (che potrebbero alzare l’importo dell’assegno di circa 80 euro, visto che per retribuzioni medie da 30mila euro l’anno un anno di contributi influisce sull’assegno previdenziale di circa 40 euro).

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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