Pensione a 57 anni con la RITA: chiarimenti sugli importi spettanti

Lorenzo Rubini

7 Aprile 2021 - 09:23

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La pensione con la rendita temporanea permette di anticipare, in caso di disoccupazione, anche di 10 anni la pensione di vecchiaia.

Pensione a 57 anni con la RITA: chiarimenti sugli importi spettanti

La premessa generale che va fatta è che la rendita integrativa temporanea anticipata non è una pensione, ma semplicemente un anticipo sulla stessa finanziato con il tesoretto accumulato nel fondo previdenziale complementare. Va da se, quindi, che è essenziale sapere a cosa si va incontro aderendo alla RITA, sia che lo si faccia a 57 anni sia che si acceda a 62 anni.

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buonasera vorrei dei chiarimenti riguardo la pensione anticipata Rita. Ho 57 anni e sono disoccupata dal 2011 , ho 22 anni di contributi un invalidità civile dell’80 per cento e aderisco a un fondo pensionistico individuale pip dal 2009 con versamento di 50 euro al mese con poste Italiane. Posta previdenza valore, piano individuale pensionistico di tipo assicurativo albo covip n.5003 art.13 del d.lgs. n.252 del 05 dicembre 2005.Con questi requisiti posso fare richiesta di prepensionamento con l’anticipo di 10 anni? Mi sembra che i requisiti ci siano tutti anche il fondo di adesione rientra in quelli che aderiscono alla Rita, però vorrei una risposta da voi grazie e cordiali saluti.”

Pensione con RITA a 57 anni

Se anche i requisiti in suo possesso le permettono l’accesso alla RITA deve prendere in considerazione anche quello che le spetterebbe aderendo alla rendita integrativa. Come specificavo in apertura, infatti, non si tratta di una pensione vera e propria ma di una integrazione che accompagna il richiedente alla pensione di vecchiaia.

Ed il tutto è finanziato con il capitale versato nel fondo complementare nel corso degli anni. Nel suo caso versando 50 euro al mese per 12 anni circa, il capitale accumulato è di circa 7200 euro. Appare chiaro che non si tratta di un tesoretto che possa permetterle una rendita mensile con la quale possa vivere in modo dignitoso, anche se si considera la rivalutazione dello stesso nel corso degli anni.

Per avere una rendita mensile che possa eguagliare la pensione spettante, infatti, il capitale versato deve essere molto più corposo. In questo modo le potrebbero spettare, infatti, poche decine di euro al mese a titolo di RITA.

Un’alternativa, però, potrebbe essere offerta nel suo caso dalla pensione di vecchiaia anticipata per lavoratori invalidi, a patto che abbia svolto i suoi 22 anni di lavoro nel settore privato, visto che si tratta di una misura che preclude l’accesso ai dipendenti pubblici e ai lavoratori autonomi.

Se, quindi, ha lavorato nel settore privato con la sua invalidità all’80% potrebbe chiedere fin da subito la quiescenza con la misura per i lavoratori invalidi visto che per le donne sono richiesti, oltre ad almeno 20 anni di contributi, soltanto 56 anni di età ed una finestra di attesa di 12 mesi.

Si informi, quindi, presso il suo patronato di fiducia per i passi da compiere per accedere a questa modalità di pensionamento.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories