Pensione Forze Armate 2017: requisiti anagrafici, contributi e novità

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Pensione Forze Armate 2017: requisiti anagrafici, contributi e novità

Forze Armate, pensioni 2017: requisiti anagrafici e contributi per i militari che vanno in pensione quest’anno.

Pensioni 2017 Forze dell’Ordine e militari: requisiti anagrafici, contributi e finestre mobili per chi va in pensione. Tutte le novità su pensione anticipata, Ape Social e misure della Legge di Bilancio 2017 che interessano il comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico.

Forze Armate: quali sono i requisiti per andare in pensione nel 2017? Sono previste delle novità per quanto riguarda l’età anagrafica e i contributi? Una guida utile per i militari e le cose da tenere a mente per chi va in pensione tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2018.

Abbiamo già ampiamente esaminato tutte le novità per le Forze Armate inserite nella Legge di Bilancio 2017, ma questa volta affrontiamo la questione pensioni. Nel 2017 cosa cambia per i militari in età pensionabile o prossimi al pensionamento? Quali degli interventi previsti dalla nuova Legge di Bilancio riguardano anche le pensioni 2017 delle Forze armate? Vediamoli insieme e chiariamo quelli che sono i requisiti di età e contributi necessari a Polizia, Vigili del Fuoco, Esercito, Guardia di Finanza per accedere alla pensione quest’anno.

Forze dell’Ordine, pensioni 2017 novità: cosa cambia quest’anno?

Iniziamo col dire che nel 2017 per i militari i requisiti utili ad andare in pensione restano immutati. Chi lavora nel comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico anche nel 2017 potrà conseguire la pensione di anzianità all’età minima di 57 anni e 7 mesi, unitamente a 35 anni di contribuzione.

Anche se la Riforma Fornero aveva intenzione di innalzare i requisiti anagrafici e contributivi, questo provvedimento non è mai stato adottato. Restano in vigore anche le finestre mobili (12 mesi e 15 mesi).

Il personale appartenente al corpo dei Carabinieri, Polizia di Stato/Penitenziaria, Esercito, Marina, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco continuerà perciò a usufruire dei requisiti pre-legge Fornero sopracitati. Tuttavia è utile ricapitolare a che età e con quanti anni di contributi alle spalle le Forze Armate possono accedere alla pensione di vecchiaia e anzianità, con le differenze dovute al grado e alla qualifica ricoperti. Vediamo anche se le novità della Legge di Bilancio 2017 interessano, seppur marginalmente, i dipendenti del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso Pubblico.

Pensione Forze Armate 2017: prestazione di vecchiaia

Nel 2017 sul fronte Forze dell’Ordine non cambiano i requisiti per raggiungere la pensione di vecchiaia. Questa si perfeziona, infatti, al raggiungimento dell’età anagrafica massima per la permanenza in servizio prevista dai singoli ordinamenti e diversa in base alla qualifica e al grado. L’età massima si attesta tra i 60 e i 65 anni, mentre il requisito contributivo previsto è pari a 20 anni di contributi.

Vediamo nello specifico i requisiti anagrafici dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 previsti per la pensione di vecchiaia delle Forze Armate:

Forze Armate
Generale di Corpo D’armata: 63 anni e 7 mesi
Generale di Divisione: 61 anni e 7 mesi
Generale di Brigata: 60 anni e 7 mesi
Colonnelli, Ufficiali (fino a tenenti colonnelli), marescialli/sergenti, truppa: 60 anni e 7 mesi

Vigili del Fuoco e Corpo Forestale
Dirigente generale, dirigente superiore, primo dirigente, vice questore aggiunto/commissario: 65 anni e 7 mesi
Ispettore, sovrintendente, caporeparto, agenti/vigili: 60 anni e 7 mesi

Guardia di Finanza, Polizia di Stato/Penitenziaria
Dirigente Generale: 65 anni e 7 mesi
Dirigente Superiore: 63 anni e 7 mesi
Colonnello/Primo dirigente; ufficiale; Vice Questore aggiunto; commissario; ispettore; svorintendente/caporeparto; maresciallo/sergente; agente: 60 anni e 7 mesi.

Al raggiungimento dei limiti d’età, chi non ha già maturato i requisiti previsti per la pensione di anzianità (35 anni di contributi) si vedrà applicati i meccanismi della finestra mobile (12 mesi) e dell’incremento adeguato alla speranza di vita, pari attualmente a 7 mesi fino al 31 dicembre 2018.

Forze Armate, pensione 2017: requisiti prestazione di anzianità

L’alternativa alla pensione di vecchiaia è la pensione di anzianità, a cui possono accedere in anticipo rispetto all’età massima i lavoratori che hanno raggiunto un’anzianità contributiva di almeno 35 anni. Per quanto riguarda il requisito anagrafico, è richiesta un’età di almeno 57 anni e 7 mesi.

I militari che accedono alla pensione con 40 anni di contributi alle spalle indipendentemente dall’età anagrafica scontano una finestra mobile di 15 mesi, ovvero più lunga di 3 mesi rispetto agli altri casi.

Hanno diritto alla pensione di vecchiaia con almeno 35 anni di permanenza in servizio Dirigenti generali (65 anni), Dirigenti superiori (63 anni) e qualifiche inferiori (60 anni).

I requisiti anagrafici per chi ha maturato meno di 35 anni di servizio sono i seguenti:

  • 65 anni e 7 mesi - Dirigenti generali;
  • 63 anni e 7 mesi - Dirigenti superiori;
  • 60 anni e 7 mesi - qualifiche e gradi inferiori.

Forze Armate, pensione anticipata 2017: sì o no?

Tra le novità sulle pensioni contenute nella Legge di Bilancio 2017 troviamo la Quota 41, con cui dal 1° maggio 2017 si potrà andare in pensione in anticipo con 41 anni di contributi versati. A prescindere dall’età anagrafica, chi raggiunge gli anni di contributi versati e ha i requisiti necessari può accedere alla pensione anticipata.

Le categorie di lavoratori che possono usufruire dello sconto di 10 mesi sono i lavoratori precoci, usuranti e chi svolge attività rischiose o difficoltose. Per i dettagli leggi Pensioni, chi potrà andare in pensione anticipata nel 2017?

Tra questi, però, non figurano i militari. Per quanto riguarda le Forze dell’Ordine, quindi, la Quota 41 non sembra applicarsi in quanto mancherebbero le compatibilità con i requisiti utili per andare in pensione con 10 mesi di anticipo. Anche l’APE, anticipo pensionistico rivolto a tutti i lavoratori con almeno 63 anni, non è idoneo per i dipendenti militari visto che quelli che hanno raggiunto la soglia anagrafica hanno già maturato la pensione. Stesso discorso per l’Ape social: l’accesso alla pensione anticipata senza costi non include i militari nella sua platea di beneficiari.

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