Partite IVA: mazzata in arrivo con la Legge di Stabilità 2017

Francesco Oliva

1 Settembre 2016 - 14:41

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Titolari di partita IVA unitevi: non ci sono buone notizie.. Nonostante i proclami del Governo Renzi, la situazione che si sta delineando non è delle migliori. Ecco perchè.

Partita IVA: ci sono novità? Se si, non sono buone. Continuano, infatti, le cattive notizie per i contribuenti titolari di partita IVA, imprese o professionisti che siano. Il Governo Renzi aveva promesso già dalla fine del 2014 un intervento di riassetto, semplificazione e riduzione del carico fiscale. I risultati? Deludenti.
Prima c’è stata la questione del passaggio contestato dalla partita IVA con il regime dei contribuenti minimi alla nuova forma di partita IVA agevolata con il regime forfettario; passaggio peraltro stoppato per un anno e riproposto con modifiche l’anno dopo.

Nulla, invece, è stato fatto dal punto di vista della riduzione del carico previdenziale per i professionisti senza cassa iscritti alla Gestione Separata INPS, che sta giungendo ormai a livelli inaccettabili. Per non parlare delle semplificazioni fiscali, ancora tutte da verificare.

Partite IVA 2017: ennesima riforma per il regime agevolato?

Innanzitutto una considerazione preliminare: cambiare così spesso le regole fiscali, ancorché si tratti di partite IVA con regimi contabili agevolati, è un errore grave. Ingenera confusione tra gli stessi addetti ai lavori, figuriamoci nei contribuenti.
Troppo spesso, infatti, il legislatore tributario appare irrazionale e confuso.

Il regime dei minimi è stato introdotto con la Legge Finanziaria 2008 per poi essere riformato nel 2011 con il DL 98/2011.
Il DL 98/2011 trasforma il regime dei minimi nel “Regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità”, anche se nel linguaggio comune e dei media continuerà ad essere chiamato semplicemente regime dei contribuenti minimi.

La nuova normativa, fermo restando le regole generali già previste dalla Legge Finanziaria 2008, introdusse le seguenti novità:

  • l’imposta sostitutiva passò dal 20% al 5%;
  • le fatture non furono più soggette a ritenuta d’acconto, onde evitare la perenne situazione di credito cui i contribuenti minimi venivano a trovarsi;
  • possibilità di aderire al regime a prescindere dall’età anagrafica per 5 anni oppure fino al compimento del 35° anno di età.

Partita IVA regime contabile agevolato: le riforme del 2015 e del 2016

Il regime dei contribuenti titolari di partita IVA dei minimi (anche se si dovrebbe più correttamente parlare di regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità) è stato riformato prima nel 2015 e poi nel 2016.
Nel 2015 il regime dei contribuenti minimi è stato trasformato nel nuovo regime forfetario.
Tuttavia, il decreto milleproroghe ha mantenuto in vita il precedente regime in coabitazione con il nuovo regime forfetario, creando notevole confusione in materia.
Dal 1° gennaio 2016 la partita IVA agevolata può essere aperta solo con il nuovo regime forfettario.

In che direzione va la riforma delle partite IVA del Governo Renzi?
Ecco le principali proposte in campo per facilitare la vita ai titolari di partita IVA:
Partite IVA: tutte le novità in arrivo nel 2017

Come si può comprendere facilmente, quindi, si tratta veramente di poca roba; tra l’altro, le risorse finanziarie disponibili sono scarse e lo stesso taglio dell’Ires (già introdotto dall’ultima Legge di Stabilità) deve fare i conti con la necessità di individuare le risorse finanziarie necessarie per scongiurare le cosiddette clausole di salvaguardia.

La mazzata vera e propria sarebbe proprio questa: ancora confusione, poca chiarezza ed aspettative tradite.

Non è stato fatto nulla neanche a livello di Gestione Separata INPS professionisti senza cassa

Nessuna proposta o azione concreta neanche dal punto di vista dei contributi previdenziali INPS per i titolari di partita IVA.
La Gestione Separata INPS arriverà al 33% e peserà sui titolari di partita IVA ed i collaboratori molto di più rispetto a quello che sarà il suo effettivo rendimento futuro. Si tratta, in sostanza, di una ulteriore tassazione travestita da contributi previdenziali.

Partita IVA: in quali direzioni agire?

Nella situazione attuale si potrebbe agire su tre grandi questioni, che poi sono sempre le stesse da anni:

  • semplificazione e razionalizzazione del sistema;
  • riduzione del carico fiscale e contributivo;
  • stabilità normativa.

Obiettivi che tutti i Governi dichiarano di voler perseguire prima di ogni Legge Finanziaria/Stabilità ma che poi crollano sotto i colpi della dura realtà.

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