La PSD2 spiegata: cos’è e cosa cambia con l’Open Banking

Cos’è la PSD2, come funziona l’Open Banking e in che modo cambierà il nostro modo di gestire e spendere i soldi nella vita di tutti i giorni.

La PSD2 spiegata: cos'è e cosa cambia con l'Open Banking

“Il banking è necessario, le banche no” diceva Bill Gates nel lontano 1990. Una previsione di quasi 30 anni fa che ad oggi appare incredibilmente lucida dopo l’introduzione della nuova direttiva europea sui servizi di pagamento, anche detta PSD2.

In questo articolo cerchiamo di spiegare in modo semplice cosa è la PSD2, come funziona l’Open Banking e che impatto ha/avrà sulla nostra vita quotidiana e sul modo in cui gestiamo i nostri soldi.

Cos’è la PSD2 e perché è stata introdotta

A gennaio 2018 è entrata in vigore la 2^ direttiva sui servizi di pagamento, nuova legislazione con cui la Commissione Europea impone alle banche di aprire a terze parti autorizzate le “porte” dei conti e dei dati in loro possesso. In breve la PSD2 consente ai clienti delle banche, sia privati che aziende, di utilizzare provider di soggetti non bancari per gestire le proprie finanze.

Perché l’UE ha introdotto la PSD2? Per creare condizioni di parità e un ambiente bancario più democratico; per aumentare la concorrenza e l’innovazione nel mercato tra gli Stati membri; per rafforzare la protezione dei consumatori e migliorare la sicurezza dei pagamenti su internet e l’accesso al conto.

Con questo scopo introduce due nuovi attori nel panorama finanziario: gli AISP (Account Information Service Provider), fornitori di servizi con accesso alle informazioni sul conto dei clienti delle banche in grado di analizzare il comportamento di spesa di un utente o aggregare le informazioni da diverse banche in un’unica piattaforma; i PISP (fornitori di servizi che avviano un pagamento per conto dell’utente).

Con la PSD2 si concretizza il concetto di Open Banking grazie all’apertura delle API bancarie a soggetti terzi autorizzati, che possono così accedere in sicurezza ai dati della banca e proporre nuovi servizi e prodotti innovativi e user-centered. Le banche diventano così in competizione non solo con le banche ma con chiunque offra servizi finanziari.

Per saperne di più leggi anche API: cosa sono e perché sono importanti per il Fintech

Cosa cambia

I dati di cui parliamo possono essere informazioni basilari come la posizione delle filiali e i dettagli relativi a determinati prodotti bancari; la localizzazione delle banche con accesso per disabili o le caratteristiche dei diversi conti per poter fare un confronto e scegliere l’offerta migliore.

Ma la novità principale riguarda probabilmente i dati contenuti nelle transazioni. Le banche tengono traccia di tutto ciò che facciamo con i nostri soldi, sanno come li spendiamo, se chiediamo o diamo un prestito, quanto spendiamo in bollette, rate del mutuo, viaggi, caffè...

L’Open Banking, attraverso le API aperte, consente di trasmettere queste informazioni complete a terze parti che possono così entrare nel mercato finanziario superando le “pesantezze” della burocrazia e dell’infrastruttura tipica delle banche tradizionali, e creare nuovi prodotti e servizi orientati alle esigenze dei clienti.

La natura esatta di questi prodotti in realtà resta un po’ un mistero, e il terreno spianato dall’Open Banking è ancora da definire. Per capirci: quando Google ha creato Maps, chi avrebbe potuto prevedere Uber? Tuttavia in questa fase iniziale possiamo già intravedere alcune tendenze.

Gli acquisti online

Uno dei cambiamenti più tangibili riguarda lo shopping online, che grazie a PSD2 e Open Banking diventa più economico.

Oggi se devi comprare un prodotto su Amazon, al momento dell’acquisto il rivenditore contatta l’acquirente che entra in contatto con Visa o MasterCard per prelevare il pagamento dalla tua carta. Aprendo i dati alle banche si potrà pagare direttamente dal proprio conto in modo più veloce, senza commissioni e senza intermediari, previo permesso del titolare della carta.

L’aumento della concorrenza per le nostre transazioni finanziare implica che i trasferimenti di denaro e il modo in cui gestiamo il conto diventano più veloci e agevoli. A livello pratico saremo in grado di fare acquisti tramite social media con un solo clic, di utilizzare Facebook o Google per pagare le bollette o monitorare le spese pur avendo i soldi depositati in modo sicuro nel “buon vecchio” conto bancario.

La gestione dei conti

Al momento se hai due conti in due banche diverse puoi esaminarli e gestirli separatamente perché i due sistemi sono incompatibili. Grazie all’Open Banking siamo in grado di aggregare e gestire le carte su un’unica dashboard anche avendo due conti su banche diverse. Vengono anche abilitati strumenti che analizzano il comportamento di spesa, trovano offerte competitive per i servizi e permettono di spostare denaro da un conto all’altro con un clic.

Banche e fintech stanno già sviluppando app e dashboard in cui è possibile visualizzare entrate e uscite di conti diversi. Pensiamo a Yolt, la piattaforma di smart money della banca olandese ING che permette di gestire in maniera intelligente il proprio denaro, ponendo fine ai salti mortali tra più applicazioni e consentendo di visualizzare i propri conti e le proprie carte di credito in un’unica interfaccia chiara e trasparente.

I prestiti

Quando chiedi un prestito devi mostrare i dettagli delle tue finanze per dimostrare la tua affidabilità. L’Open Banking consentirà di fornire queste informazioni online, per esempio offrendo ai finanziatori un accesso una tantum a 12 mesi di entrate e spese. Esistono già servizi che lo fanno, ma per poterli utilizzare è necessario dare i tuoi dati di accesso. Questo metodo sarà più sicuro e più preciso e potrà fornire anche informazioni più “sottili”. Dirà se non hai lavorato per un tot di mesi o se sei stato all’estero per un lungo periodo, per esempio.

Sicurezza

Dal punto di vista della sicurezza l’Open Banking è sicuro quanto l’online banking. Le API sono affidabili e la legge impone agli account provider di verificare l’identità dell’utente e del servizio. Solo le startup approvate dall’autorità dei servizi finanziari potranno utilizzare il sistema. Una cosa importante da ricordare è che chiunque utilizzi un servizio di Open Banking non avrà bisogno di condividere il proprio login o password bancaria con nessuno fuorché la banca. Questo è un miglioramento rispetto ai servizi esistenti che a volte lo richiedono.

Al momento la PSD2 è alla fase primordiale, e la vera e propria integrazione sarà un processo lungo e difficoltoso. Il sistema ha il potenziale per modificare il nostro modo di intendere e “vivere” la banca.

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