API: cosa sono e perché sono importanti per il Fintech

Cosa sono le API e perché sono diventate fattori cruciali per il Fintech: guida allo strumento perfetto per creare servizi innovativi e nuovi modelli di business nel settore bancario.

API: cosa sono e perché sono importanti per il Fintech

In tutti i settori le società stanno lottando per fornire un’esperienza cliente superiore, e il bancario non fa certo eccezione.

Dal momento che le applicazioni di digital banking hanno afferrato una quota maggiore delle transazioni dei clienti, la necessità di offrire servizi digitali innovativi non è mai stata così urgente. Per soddisfare queste crescenti aspettative, le fintech sono entrate nel mercato dei servizi finanziari, collaborando con le banche per portare in tavola soluzioni innovative orientate al cliente. Questa cooperazione ha portato all’emergere di concetti come Open Banking e API, concetti che spiegheremo in modo approfondito qui di seguito.

Cosa sono le API

Tecnicamente un’API, interfaccia di programmazione di un’applicazione, è un insieme di comandi formalizzati che consentono alle applicazioni software di comunicare tra loro in modo uniforme e di sfruttare i servizi di base per creare servizi incentrati sul cliente.

Sebbene il concetto non sia proprio nuovo (è stato lanciato da Salesforce nel 2000), le API sono diventate pian piano uno dei principali fattori abilitanti di innovazione nel settore bancario e il fulcro dell’Open banking e del Fintech.

Open banking e API: perché sono importanti

L’open banking è il processo con cui le banche condividono i dati dei clienti con aziende o app di terze parti in modo sicuro e in tempo reale, attraverso l’apertura di API, per creare nuovi servizi innovativi, utili e sempre più personalizzati. Ad esempio, grazie alle API bancarie i clienti possono utilizzare lo smartphone per pagare nei negozi o vedere quanti soldi spendono ogni mese per fare la spesa.

Le banche, diventando piattaforma per altri servizi, beneficiano di questa apertura, e la condivisione dei dati fa bene al business. Questo approccio alle open API riduce infatti di molto i cicli di progettazione e sviluppo, e aumenta la velocità di commercializzazione, consentendo di perfezionare la user experience e allo stesso tempo garantire alle banche vantaggi in termini di scalabilità e costi del cloud.

Come vengono utilizzate

Ad esempio Mastercard offre una vasta gamma di soluzioni basate su API per coprire molteplici aspetti delle soluzioni di pagamento: consente l’accettazione dei pagamenti per l’e-commerce, abilita il servizio di trasferimento di denaro attraverso più canali di accesso, consente agli istituti finanziari di inviare e ricevere trasferimenti di denaro tramite Western Union Agent Network, abilita il pagamento online recuperando le informazioni della carta di pagamento da un portafoglio digitale nella rete MasterPass...

Pensiamo, poi, a Apple, che ha fornito API e SDK agli sviluppatori di terze parti per consentire loro di integrare Apple Pay nelle proprie app e in numerosi sistemi di pagamento, specialmente nel caso di acquisti in-app.

Ma il fintech non è solo pagamenti. I dati, come abbiamo già accennato, sono un altro dei molti percorsi con cui una API bancaria può aprire una porta quando si tratta di generare business. Questo è esattamente ciò che viene fatto da Xignite, una delle aziende pioniere nell’offrire API in grado di alimentare i database in tempo reale, che fornisce spazio cloud per l’archiviazione dei dati finanziari.

Un altro caso in cui i dati fintech offrono possibilità di business tramite un’API è quello di Kontomatik, che non solo fornisce uno strumento di autenticazione utente per qualsiasi app finanziaria, ma raccoglie anche i dati dei conti bancari dei clienti per l’elaborazione e per la presentazione di offerte contestuali sulla base di queste informazioni.

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Argomenti:

Tecnofinanza Banche

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