Omicron o Fed: cosa frenerà mercati e ripresa USA?

Violetta Silvestri

6 Dicembre 2021 - 15:23

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Variante Omicron o prossime decisioni Fed: quale evento colpirà maggiormente mercati azionari e ripresa nella potenza USA? Una domanda dominante in questo momento. La risposta in alcune opinioni.

Omicron o Fed: cosa frenerà mercati e ripresa USA?

In attesa del prossimo incontro cruciale della Fed, è esplosa la bomba variante Omicron, con tutti i dubbi sul suo impatto a tenere banco tra gli esperti.

Nello specifico, in questo finale di 2021 più incerto che mai, gli analisti e i trader si stanno chiedendo se il nuovo ceppo sarà o no più nocivo di un potenziale e prossimo annuncio del rialzo del tassi da parte della Federal Reserve.

E la ripresa economica USA, subirà un impatto negativo?Alcuni analisti hanno avanzato previsioni finanziarie ed economiche su Omicron e mosse della Fed.

Variante e Fed colpiranno i mercati azionari?

Gli investitori in azioni probabilmente hanno cose più importanti di cui preoccuparsi rispetto all’emergere del nuovo ceppo di coronavirus, secondo gli strateghi di Morgan Stanley.

I venti contrari pronti a soffiare sugli indici azionari provengono da altri scenari, stando agli esperti. Dopo che il presidente della Federal Reserve ha segnalato il possibile tapering accelerato degli acquisti di asset, la considerazione è che questa prospettiva porterà a valutazioni più basse delle azioni.

JPMorgan Chase ha individuato una svolta da falco da parte delle banche centrali come il principale rischio per le azioni. Tuttavia, lo scenario di base è che il rally azionario continui nel prossimo anno, mentre Morgan Stanley vede l’S&P 500 in calo.

“I mercati azionari stanno riprendendo il loro processo di declassamento iniziato più di nove mesi fa per numerose ragioni”, hanno scritto gli strateghi di Morgan Stanley.

Essi prevedono che il rapporto prezzo/utili dell’S&P 500 scenderà di circa il 12%, con un ribasso potenzialmente maggiore poiché gli investitori azionari iniziano a chiedere premi di rischio molto più elevati in previsione di tassi di interesse a lungo termine notevolmente alti.

Gli esperti di UBS Global Wealth Management stimano un periodo di maggiore volatilità mentre “gli investitori tentano di valutare i rischi di Omicron e della Fed, sulla base di dati insufficienti e irregolari.”

Mentre gli analisti consigliano agli investitori di astenersi da un’uscita frettolosa dalle attività di rischio, gli esperti con a capo Mark Haefele, hanno affermato che l’inasprimento monetario potrebbe presentare un fattore ribassista per il loro scenario di base.

Secondo l’opinione di Michael Brush di Marketwatch, il doppio timore che spaventa gli investitori – il ceppo e l’inflazione – è esagerato. Le azioni dovrebbero procedere al rialzo man mano che più persone ne saranno consapevoli, portando a un rally di Babbo Natale alla fine di questo mese.

Basterà, in questo senso, osservare l’andamento dell’inflazione e rendersi conto che l’impennata dipende soprattutto dai cosiddetti prezzi flessibili (invece dei prezzi vischiosi, difficili da muovere), facili al cambiamento in alto e in basso.

Jim Paulsen, stratega di mercato presso Leuthold Group ha sottolineato: “Anche se problematico, l’aumento complessivo dell’indice Core CPI è dovuto quasi interamente ai prezzi che tradizionalmente si muovono molto, sia al rialzo che al ribasso”, suggerendo che il tasso di inflazione principale può invertire e scendere rapidamente da qui.

A questo, secondo Brush, deve aggiungersi che probabilmente le strozzature delle catene di approvvigionamento dovrebbero sparire entro metà 2022.

Gli stessi prezzi, a quel punto, scenderanno.

Economia USA: volata o frenata?

Goldman Sachs ha ridotto le sue prospettive per la crescita economica degli Stati Uniti al 3,8% per il 2022, citando rischi e incertezza sull’emergere della variante Omicron.

L’economista di Goldman Joseph Briggs ha affermato in una nota che il nuovo ceppo potrebbe rallentare la riapertura economica, ma ci si aspetta solo un modesto freno sulla spesa per i servizi.

La carenza di lavoratori potrebbe durare più a lungo se le persone non si sentono a proprio agio nel tornare al lavoro a causa della variante, secondo la nota.

Goldman ha sottolineato che la diffusione del virus potrebbe anche peggiorare la carenza di approvvigionamento se altri Paesi implementassero restrizioni più severe, anche se l’aumento dei tassi di vaccinazione tra i partner commerciali esteri eviterebbe gravi interruzioni.

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