Nuovo focolaio polo logistico TNT: torna la paura a Bologna

Torna la paura a Bologna dopo lo scoppio di un nuovo focolaio in un polo logistico di TNT, una ditta di spedizioni, in cui sono risultate positive 18 persone.

Nuovo focolaio polo logistico TNT: torna la paura a Bologna

A Bologna è scoppiato un nuovo focolaio all’interno del polo logistico di TNT, la nota azienda di spedizione olandese. Torna la paura in Emilia Romagna dopo il precedente caso dell’azienda Bartolini, la ditta di corrieri, in cui sono state rintracciati 44 lavoratori positivi al coronavirus alla fine di giugno.

In totale sono risultate essere positive 18 persone, scoperte grazie al sistema di tracciamento della AUSL di Bologna, che dopo essere venuta a conoscenza della positività di due dipendenti ha effettuato un controllo a tappeto su 220 dipendenti del settore delle spedizioni, che rimane un sorvegliato speciale.

Nuovo focolaio nel polo spedizioni TNT a Bologna

Tutti i dipendenti risultati positivi al coronavirus sembrerebbero essere asintomatici, una notizia che in realtà potrebbe sollevare ulteriori paure, dal momento che un recente studio ha dimostrato che sono proprio le persone che non mostrano sintomi a causare circa il 50% delle nuove infezioni dal virus responsabile della COVID-19.

“All’esito dei tamponi effettuati dall’ASL tra alcuni dei lavoratori ci sono stati riferiti, al momento, 18 casi di positività al contagio, tutti riguardanti soggetti asintomatici. I test sugli altri lavoratori del sito sono ancora in corso”.

È quanto ha riportato l’azienda nel corso di un’intervista per l’edizione locale de La Repubblica, ma secondo il sindacato Si-Cobas, potrebbero essere molti di più, proprio per questo motivo vogliono chiedere la chiusura del magazzino in forma preventiva.

Rischio seconda ondata?

La situazione epidemiologica in Italia sta nettamente migliorando di giorno in giorno, ma a preoccupare sono i nuovi focolai che potrebbero dare il via a un nuovo incremento dei contagi, con il rischio d’incorrere in una seconda ondata.

Il rischio di tornare nuovamente alla medesima situazione di marzo, nel pieno del lockdown divide anche la comunità scientifica: da un lato c’è chi la dà per certa, dall’altro chi invece minimizza la cosa, affermando che ormai il virus ha perso potenza e non riesce più a contagiare come in passato. Tuttavia, si continua a ribadire l’importanza delle misure di prevenzione e contenimento, l’unica arma che attualmente abbiamo a disposizione, ricordando di non abbassare la guardia.

Intanto, in base al bollettino quotidiano, ieri sono stati registrati 228 casi, in aumento rispetto ai giorni precedenti, di cui la maggior parte continuano a essere in Lombardia. Il totale in Italia sono state infettate più di 240.000 persone, e secondo i dati distribuiti dal ministero della Salute, le vittime sono quasi 35.000.

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