MiFID 2, grandi novità entro luglio 2020: ecco cosa cambia

La “MiFID 3”, nuova versione della MiFID 2, dovrebbe essere pronta entro luglio 2020. La Commissione UE è a lavoro. Cosa cambia?

MiFID 2, grandi novità entro luglio 2020: ecco cosa cambia

MiFID 2, grandi novità in arrivo - È ufficiale: la Commissione europea darà presto il via alle consultazioni con il fine di rivedere la normativa interna alla MiFID 2. Cosa cambia e quando sarà pubblicata la nuova versione, che ci azzardiamo già a chiamare MiFID 3?

La MiFID 2 si sta avviando verso una rivoluzione, o almeno questo è quel che spera il comparto del risparmio gestito: la Commissione UE si è impegnata ad avviare presto un processo di consultazione per rivedere la normativa legata alla regolamentazione che tanto ha destabilizzato gestori, consulenti e risparmiatori.

A farlo sapere è Efama attraverso FocusRisparmio, secondo cui le varie Assogestioni europee sarebbero state informate che la revisione della MiFID 2 avrà presto inizio. Tale operazione dovrebbe concludersi entro la fine di luglio 2020.

Arriva la nuova MiFID 2, UE a lavoro

Nei prossimi giorni si attende una prima consultazione in materia di revisione sia sulla MiFID II che sulla MiFIR da parte della Commissione UE. Secondo quanto riferito, il documento di prossima pubblicazione dovrebbe essere lungo circa 50 pagine. Tante, dunque, saranno le informazioni da assimilare per gli addetti ai lavori.

Le tematiche sulle quali si prevede si concentreranno maggiormente le novità riguarderanno:

  • divulgazione e costi legati ai dati da comunicare;
  • gestione della protezione e della trasparenza dedicata agli investitori;
  • analisi degli obblighi legati alle PMI.

Nuova MiFID: quando entra in vigore?

Come anticipato, la versione revisionata - la “MiFID 3” - dovrebbe essere pubblicata entro luglio 2020, giusto in tempo con l’inizio della gestione tedesca della presidenza del Consiglio dei Ministri UE.

MiFID 2: ecco cosa (e come) cambierà

Quel che possiamo fare, al momento, è delineare una serie di passaggi che riteniamo necessari per trasformare con successo le attuali regole inserite nella MiFID 2 nelle nuove regole della MiFID 3.

  • MiFID 2 ha migliorato la trasparenza, ma l’eccessiva quantità di dati è un rischio

Gli investitori ora ricevono molti più report rispetto a prima dell’ingresso della MiFID 2, poiché i gestori patrimoniali devono fornire report dettagliati sulla performance degli investimenti ogni trimestre anziché due volte l’anno. Gli investitori devono poi conoscere nel dettaglio i costi annuali e i report di spesa. Alcune stime suggeriscono che gli investitori ricevono circa 140 pagine piene di dati all’anno.

Sebbene la trasparenza sia un aspetto cruciale, non sappiamo se davvero gli investitori vogliano essere informati tramite tutti questi rapporti.

L’autorità di regolamentazione deve collaborare con l’industria per ridurre il volume di dati inviati agli investitori e migliorarne la chiarezza. È necessario un quadro con informazioni chiare, giuste e non fuorvianti che consentano agli investitori di confrontare chiaramente costi, prestazioni e ritorni sull’investimento.

  • L’educazione finanziaria dovrebbe accompagnare tutte le comunicazioni su costi e commissioni

Nonostante lo scopo ultimo fosse quello di fornire ulteriore trasparenza, elaborare nel dettaglio i costi obbligatori e le informazioni sulle commissioni - come vuole la MiFID 2 - consiste in uno sforzo mostruoso per il settore. Bisogna concentrarsi maggiormente sull’educazione finanziaria per aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate, senza costi diretti per le imprese.

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