Natale in busta paga: quanto spetta e a chi

Teresa Maddonni

18 Dicembre 2020 - 19:00

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Il Natale in busta paga come viene retribuito? E le altre festività come Santo Stefano, Capodanno ed Epifania? Vediamo quanto spetta e a chi viene riconosciuta una maggiorazione.

Natale in busta paga: quanto spetta e a chi

Il Natale in busta paga come viene retribuito? Quanto spetta e a chi è attribuita un’eventuale maggiorazione per il festivo?

Natale, il 25 dicembre, è un giorno festivo segnato in rosso sul calendario. Come Santo Stefano il 26, Capodanno ed Epifania, o come l’ormai trascorso il 8 dicembre, il Natale rientra tra le festività nazionali, al contrario del 24 che è un prefestivo.

Il Natale, come anche le altre festività a cavallo tra dicembre e gennaio, quest’anno cade in un giorno infrasettimanale e anche se sarà un po’ diverso da quello cui siamo abituati a causa del Covid, moltissimi lavoratori si astengono dall’attività, fatta eccezione per alcuni mestieri come quello del medico o dell’infermiere.

Vediamo come cambia la busta paga dei dipendenti a Natale, a chi spetta l’eventuale maggiorazione e cosa accade alle festività quando cadono di domenica o in un giorno non lavorativo, cosa che potrebbe accadere quest’anno con Santo Stefano, che cade di sabato.

Natale in busta paga: quanto spetta ai lavoratori nei giorni festivi

Il giorno di Natale in busta paga, come le altre festività di dicembre, comparirà come retribuito a tutti gli effetti anche se non lavorato. Ma quanto spetta e a chi?

Nel 2020 25 e 26 dicembre, 1° gennaio ed Epifania coincidono con giorni infrasettimanali.

Per quest’anno Natale, cadente in un giorno infrasettimanale, come lo scorso anno non dà diritto a un compenso aggiuntivo per il lavoratore a meno che non sia il CCNL di riferimento a prevederlo. Diverso è il caso di una festività cadente di domenica.

La legge 90/1954 che regola il pagamento delle festività non godute stabilisce che quando il festivo cade di domenica il lavoratore deve essere pagato come se avesse lavorato, indipendentemente dal fatto che il lavoratore sia retribuito con un fisso o a ore. Lo stesso per esempio vale per la Pasqua che cade sempre di domenica.

Per i giorni di festa infrasettimanali, il lavoratore che si astiene dal lavoro ha diritto comunque alla retribuzione ordinariamente prevista, la festività viene dunque pagata.

C’è il caso poi della festività cadente di sabato com’è quest’anno Santo Stefano, e la situazione cambia per coloro che hanno la settimana corta ovvero il contratto di lavoro dal lunedì al venerdì.

Il sabato non può essere pertanto considerato giorno di riposo, ma neanche giorno lavorativo. In questo caso il sabato viene considerato giorno feriale a zero ore e la festività di Santo Stefano cadente di sabato non dà diritto alla retribuzione sebbene possono esservi CCNL che prevedono condizioni più favorevoli per i lavoratori.

Vediamo cosa accade invece se il lavoratore è tenuto a prestare servizio durante il Natale e gli altri festivi tra dicembre e gennaio anche se infrasettimanali.

Lavorare nel giorno di Natale: come cambia la busta paga

Abbiamo visto che il giorno di Natale e le altre festività che cadono durante la settimana se non lavorate prevedono la normale retribuzione.

Vediamo invece cosa accade in busta paga se il lavoratore deve lavorare 25 e 26 dicembre, 1° gennaio e 6 gennaio che quest’anno cadono tutti in giorni infrasettimanali.

Nel caso in cui il lavoratore debba prestare servizio nei giorni di festa ha diritto alla retribuzione base più la maggiorazione per lavoro festivo che varia in base al CCNL di riferimento.

Nel caso del contratto collettivo del Commercio e Terziario, per esempio, la maggiorazione è del 30% in busta paga per chi lavora nel giorno di Natale e nelle altre giornate festive anche se infrasettimanali.

Se invece il CCNL lo prevede per il lavoro nel giorno di festa, che sia Natale o Capodanno, può essere concesso anche il riposo successivo compensativo.

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