Busta paga più alta, chi guadagna di più e quanto aumentano mediamente gli stipendi nel 2023

Stefano Rizzuti

3 Dicembre 2022 - 07:30

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Con il bonus in busta paga dell’1,5% per i dipendenti pubblici aumentano gli stipendi nel 2023. Ma chi ci guadagnerà di più tra i lavoratori della Pa?

Busta paga più alta, chi guadagna di più e quanto aumentano mediamente gli stipendi nel 2023

Per i dipendenti pubblici arriva un bonus in busta paga nel 2023 pari a un incremento dell’1,5% dello stipendio. La legge di Bilancio ha infatti previsto uno stanziamento da un miliardo a cui aggiungere altri 800 milioni destinati agli enti territoriali. Un sistema che premia, però, gli stipendi più alti andando l’aumento a incidere sulla cifra che oggi viene percepita in busta paga.

Di fatto vuol dire che i dirigenti - pari a poco meno del 5% del totale dei dipendenti della Pa - avranno un aumento di salario più alto per il prossimo anno. Il meccanismo stipendiale dei dipendenti pubblici non è semplice da calcolare. Il Sole 24 Ore, facendo i conti per il 2023, ricorda che si parte dal presupposto che per i dirigenti pubblici le voci dello stipendio sono divise in due: la retribuzione di posizione da una parte (riguardante la responsabilità dell’incarico) e la retribuzione di risultati dall’altra (orientata ai risultati degli uffici diretti dal manager).

Il bonus si calcola solamente sulla base stipendiale, quindi più questa è alta e maggiore sarà l’aumento. Per questa ragione l’aumento di stipendio nel 2023 sarà maggiore per le autorità indipendenti e i magistrati (su cui, però, non c’è ancora assoluta certezza che scatti l’aumento, stando a quanto sostiene la stessa categoria), perché le voci su posizione e risultati praticamente non esistono.

Per chi aumentano di più gli stipendi nel 2023

L’aumento una tantum introdotto dalla manovra per i dipendenti pubblici porterà a guadagnare di più soprattutto i dirigenti delle autorità indipendenti e dei magistrati, come segnala Il Sole. Per loro ci sarà, rispettivamente, una crescita in busta paga di 1.980 e di 1.812 euro lordi, ovvero circa 152 e 139 euro al mese.

Notevole l’aumento anche per i dirigenti di vertice della presidenza del Consiglio, con 976,5 euro annui in più, corrispondenti a circa 75 euro al mese. Subito dopo, per maggior incremento salariale, troviamo i dirigenti delle Pa centrali.

Busta paga, quanto cresce in media nella Pa

Se escludiamo i dirigenti, per la maggior parte dei dipendenti pubblici l’aumento previsto dalla manovra è in media di 27,8 euro lordi al mese per i ministeriali e di 32,6 euro lordi per gli insegnanti. Cifre che sono più o meno simili per tutti i dipendenti, con un’importante eccezione: i lavoratori delle Authority avranno un aumento ben superiore, di circa 84 euro al mese.

Quanto variano gli aumenti di stipendio

La differenza negli aumenti di stipendio è quindi evidente e il Sole 24 Ore spiega a quanto ammonta attraverso alcuni esempi. Per le Autorità le voci stipendiali sono mediamente pari a 132mila euro per i dirigenti, ovvero l’80% dei 166mila euro di trattamento economico. Per i ministeri, invece, il trattamento complessivo sale a 193mila euro, ma la quota stipendio è solo di 64mila e su questa si calcola l’aumento.

La differenza è persino maggiore tra i non dirigenti: nelle Autorità un dipendente ha uno stipendio medio di 72mila euro, circa il triplo rispetto a chi lavora in un ministero. E per questi lavoratori gli aumenti in busta paga nel 2023, considerando il bonus dell’1,5%, saranno maggiori.

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