Naspi: non sempre i dipendenti pubblici ne hanno diritto

Lorenzo Rubini

22 Aprile 2021 - 16:49

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La Naspi viene erogata ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente la propria occupazione. Ma nel pubblico impiego spetta sempre?

Naspi: non sempre i dipendenti pubblici ne hanno diritto

La nuova assicurazione sociale per l’impiego che tutti conosciamo con il nome di NASPI spetta al lavoratore che perde involontariamente il lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa e per scadenza contratto a termine. Ma è bene sapere che c’è una grossa differenza tra dipendente pubblico e privato, vediamo perché rispondendo alla domanda di un lettore di Money.it che ci scrive:

“Chiedo se L’Inps per il calcolo della Naspi prende in considerazione anche il percepito nei 4 anni precedenti di lavoro, se svolti come dipendenti pubblici inquadrati a tempo indeterminato. (Perché ho saputo che ad una ragazza che lavorava nella scuola, che poi è stata licenziata per giusta causa (non sò se faccia differenza tra tempo determinato o indeterminato) non gli hanno valutato il periodo lavorato nella scuola... Grazie per ora”.

Naspi dipendenti pubblici

L’indennità di disoccupazione Naspi spetta alla generalità dei lavoratori dipendenti, del settore pubblico e di quello privato. Nel settore pubblico, però, è necessario fare un distinguo.

La Naspi spetta al dipendente pubblico solo nel caso abbia un contratto a tempo determinato; per i lavoratori a tempo indeterminato la Naspi non spetta. Di fatto, quindi, l’insegnante precario che viene assunto con contratto a termine alla conclusione del rapporto di lavoro può richiedere l’indennità di disoccupazione mentre l’insegnante assunto a tempo indeterminato che viene licenziato per motivi disciplinari o per superamento del periodo di comporto non ha diritto alla Naspi.

I dipendenti pubblici, da sempre, denunciano una disparità di trattamento rispetto ai dipendenti privati (che non emerge solo per quel che riguarda l’indennità di disoccupazione ma anche, per esempio, nella liquidazione del trattamento di fine rapporto) ma tant’è: la legge questo prevede.

La Naspi, quindi, non solo non prende in considerazione nei 4 anni precedenti l’evento di disoccupazione i periodi lavorati alle dipendenze della Pubblica Amministrazione con contratto a tempo indeterminato per il calcolo delle retribuzioni che danno luogo all’importo dell’indennità, ma neanche i periodi che, di fatto, potrebbero far crescere la durata del beneficio.

Per il lavoro svolto nella pubblica amministrazione a livello di Naspi, quindi, è determinante il tipo di contratto sottoscritto se a tempo determinato o a tempo indeterminato.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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