Naspi anticipata con apertura Partita IVA: opera la riduzione dell’80%?

Lorenzo Rubini

10 Giugno 2021 - 11:35

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Il titolare di Naspi che apre partita IVA può chiedere l’anticipo del sussidio ancora non corrisposto.

Naspi anticipata con apertura Partita IVA: opera la riduzione dell'80%?

Per il lavoratore disoccupato che percepisce Naspi vi è il divieto di cumulare redditi da lavoro dipendente o autonomo superiori ad un determinato importo, pena la decadenza del sussidio. Ma se il lavoratore apre Partita Iva e chiede l’anticipo della Naspi è necessario rispettare lo stesso i limiti di reddito?

Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci scrive:

“Buongiorno, ho letto un vostro articolo dove si parla di naspi e apertura partita iva con la possibilità di chiedere l’anticipo sui mesi ancora da ricevere.
In questo caso la Naspi verrà ridotta dell80%? Se aprissi la partita iva adesso, percependo la naspi fino ad agosto e iniziassi a fatturare a settembre, potrebbero richiedermi indietro dei soldi?
Grazie per l’attenzione e per l’eventuale risposta,
Saluti”

Naspi anticipata e limiti

Per il lavoratore in Naspi ci sono limiti ai redditi che si possono percepire da lavoro subordinato o autonomo. Il superare tali limiti porta alla decadenza dell’indennità di disoccupazione.

Quando decade il diritto alla Naspi? Innanzitutto quando si firma un contratto a tempo indeterminato, indipendentemente dalle retribuzioni ricevute. Poi anche nel caso di sottoscriva un contratto a tempo determinato che determina redditi superiori a 8mila euro l’anno e quando si hanno redditi da lavoro autonomo superiori ai 4800 euro l’anno.

Il limite di reddito di 4800 euro l’anno, poi, vincola anche chi accede alla Naspi ed è titolare di partita IVA (o la apre nel corso della fruizione dell’indennità): non si può, quindi, fatturare più di tale limite nel corso di un anno.

Ma cosa accade a chi decide di aprire partita Iva e richiedere l’anticipo della Naspi? Anche in questo caso si è sottoposti al limite delle fatture emesse? Facciamo chiarezza proprio su quest’ultimo punto nel rispondere alla domanda della nostra lettrice.

Per chi richiede l’anticipo della Naspi dopo l’apertura della partita IVA (o per il potenziamento di una attività autonoma già esistente prima dell’evento della disoccupazione involontaria) durante il periodo per il quale si sono ricevute le somme anticipate (volte proprio all’avvio di una attività di lavoro autonomo) non ci sono limiti agli importi fatturati. E non opera la riduzione dell’80% degli importi fatturati proprio perché le somme anticipate dovrebbero servire al lavoratore per sostenere le spese per l’avvio dell’attività in proprio.

Esistono però altri limiti che sono legati al lavoro subordinato. Per chi richiede l’anticipo, infatti, per tutto il periodo coperto dalla disoccupazione non è possibile accettare nessun contratto di lavoro subordinato, neanche di pochi giorni, pena la restituzione di tutte le somme ricevute a titolo di anticipo.

Per rispondere alla sua domanda, quindi, tutto quello che fattura con la Partita Iva dopo la richiesta dell’anticipo Naspi non porta al superamento del limite di 4800 euro e non si è tenuti, quindi, alla restituzione delle somme anticipate.

«Se hai dubbi e domande contattaci all’indirizzo email chiediloamoney@money.it»

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