NASpI o assegno ordinario d’invalidità: cosa scegliere?

Simone Micocci

7 Giugno 2021 - 15:36

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Tra NASpI e assegno ordinario d’invalidità c’è incompatibilità: tra le due, dunque, o l’una o l’altra. Ma scegliere tra le due misure non è complicato.

NASpI o assegno ordinario d'invalidità: cosa scegliere?

È bene chiarire fin da subito che la NASpI e l’assegno ordinario d’invalidità sono incompatibili tra di loro.

È l’articolo 6, comma 7, del Decreto Legge 148/1993 a stabilirlo, precisando che “trattamenti ordinari e speciali di disoccupazione e l’indennità di mobilita’ sono incompatibili con i trattamenti pensionistici diretti a carico dell’assicurazione generale obbligatoria per l’Invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, degli ordinamenti sostitutivi, esonerativi ed esclusivi dell’assicurazione medesima, nonché delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi”.

Questo però, non significa che chi percepisce l’assegno ordinario d’invalidità non possa fare domanda di NASpI in caso di perdita del lavoro. In realtà, inizialmente era così, ma poi è intervenuta la Corte di Cassazione a riconoscere la possibilità per il lavoratore di scegliere tra queste due misure. Nel dettaglio, la sentenza della Corte Costituzionale 234 del 2011 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della suddetta norma nella parte in cui questa non prevede, per il lavoratore che fruisce dell’assegno o della pensione d’invalidità nel caso in cui questo si trovi ad avere diritto ai trattamenti di disoccupazione, la facoltà di scegliere tra le due.

Tale sentenza, quindi, riconosce a ognuno la possibilità di scegliere tra l’assegno ordinario d’invalidità e il godimento della NASpI, fermo restando l’incumulabilità delle due misure. Dunque, o l’una o l’altra.

Una novità recepita anche dall’Inps con la circolare 138 del 2011; ma cosa scegliere? La decisione, in realtà, non è così complicata come potrebbe sembrare.

Assegno ordinario d’invalidità o NASpI?

L’assegno ordinario d’invalidità è quella prestazione riconosciuta a coloro che hanno un’invalidità compresa tra il 74% e il 99% e possono vantare almeno 5 anni di contributi (di cui 3 maturati negli ultimi 5 anni dalla data della domanda).

L’importo dell’assegno è calcolato secondo le attuali regole per il calcolo della pensione. Per i contributi maturati successivamente al 1° gennaio 1996, dunque, si utilizza il metodo contributivo e per questo motivo l’importo dell’assegno potrebbe essere molto basso.

Il vantaggio dell’assegno ordinario d’invalidità, rispetto ad esempio alla pensione d’inabilità, è che chi lo percepisce può anche lavorare nel frattempo. Ed è per questo che potrebbe anche succedere che, in caso si perda il lavoro, si soddisfino le condizioni per poter richiedere l’indennità di disoccupazione, ossia:

  • perdita involontaria del lavoro (non spetta, dunque, per chi dà le dimissioni);
  • poter vantare 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anno (a patto che non abbiano già dato luogo a indennità di disoccupazione);
  • aver effettivamente lavorato per un periodo di almeno 30 giorni negli ultimi 12 mesi.

Chi soddisfa queste condizioni può fare richiesta della NASpI, la quale ha un importo pari all’80% della retribuzione maturata nelle settimane di contribuzione per le quali si fruisce dell’indennità di disoccupazione.

Potrebbe succedere, dunque, che l’importo che viene erogato con la NASpI sia superiore a quello dell’assegno ordinario d’invalidità. Nessun problema: è vero, infatti, che non potete percepire le due misure contemporaneamente, ma potete preferire la NASpI senza comunque perdere il diritto all’assegno ordinario d’invalidità.

Cosa scegliere tra NASpI e assegno ordinario d’invalidità?

Scegliere tra la NASpI e l’assegno ordinario d’invalidità non è complicato: vi basta, infatti, preferire la prestazione che ha un importo più alto (che nella maggior parte dei casi è l’indennità di disoccupazione).

D’altronde, scegliere la NASpI non pregiudica la vostra possibilità di tornare a godere dell’assegno ordinario d’invalidità una volta terminato il periodo di fruizione della disoccupazione (che solitamente viene erogata per la metà delle settimane contributive maturate negli ultimi quattro anni).

Come spiegato dall’Inps con la circolare 138/2011, infatti, chi sceglie la NASpI, nei casi in cui l’importo sia più alto rispetto a quello della pensione d’invalidità percepita, ha comunque due possibilità:

  • tornare a percepire l’assegno ordinario d’invalidità una volta cessata la NASpI. L’AOI, infatti, è semplicemente sospeso nel periodo di fruizione dell’indennità di disoccupazione;
  • rinunciare in qualsiasi momento alla NASpI così da percepire nuovamente l’assegno ordinario d’invalidità.

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