Modello 730/2015, immobili, affitti e fabbricati: le novità per la compilazione o integrazione del Quadro B

Nel Modello 730 Precompilato e Ordinario i redditi derivanti dagli immobili e dagli affitti sono documentati nel Quadro B: ecco quali sono le maggiori novità previste per la dichiarazione dei redditi 2015.

In vista della prossima dichiarazione dei redditi sono molte le novità che vanno tenute in considerazione per l’appuntamento che vedrà contribuenti e intermediari abilitati, impegnati nell’integazione del nuovo Modello 730/2015 Precompilato o nella compilazione del Modello 730/2015 Ordinario o del Modello Unico PF 2015 (contribuenti non interessati dal Modello 730).

Tra le novità di maggiore importanza, perché interessano un ampio numero di contribuenti, vi sono quelle riguardanti gli immobili, i redditi prodotti da affitti e i fabbricati che vengono documentati nel Quadro B del 730.
Ecco quali sono gli aggiornamenti più importanti da tenere in considerazione.

IMU non dovuta
Per effetto del Decreto Semplificazioni (D. Lgs. 175/2014) viene eliminata la colonna 10 del Quadro B riguardante l’IMU dovuta per il periodo d’imposta precedente che, quindi, non deve più essere indicata nella dichiarazione dei redditi.

Rendita Catastale
Nella colonna 1 del Quadro B il valore relativo alla rendita catastale degli immobili deve essere inserito al netto della (quindi, senza la) rivalutazione del 5% prevista per l’aggiornamento del valore della rendita catastale ai fini dell’imposizione fiscale. A tal proposito occorre ricordare che è il professionista o l’intermediario (Commercialista, Consulente del Lavoro o Caf) che si occupa di effettuare la rivalutazione della rendita catastale applicando la rivalutazione del 5%.
Il valore della rendita catastale che deve essere arrotondato all’unità di euro può essere individuato:

  • da una visura catastale, ottenuta dal Catasto, relativa all’immobile in oggetto;
  • dalla colonna 1 del quadro B del Modello 730/2014;
  • dalla colonna 1 del quadro RB del Modello UNICO 2014.

Nel caso del Modello Unico 2015 è opportuno ricordare che le modalità di compilazione previste per la colonna 1 del Quadro B del Modello 730 valgono anche per la colonna 1 del quadro RB del Modello Unico, in cui deve essere inserita la rendita catastale al netto della rivalutazione del 5%.

Cedolare secca
La tassazione degli immobili affittati con contratto a canone concordato (cosiddetta Cedolare Secca) diventa più conveniente per il periodo d’imposta 2014. Per i contratti a canone concordato stipulati nel periodo che intercorre tra il 2014 e il 2017 è stata, infatti prevista una riduzione dell’aliquota fiscale dal 15% al 10%.
L’applicazione di tale aliquota spetta per i contratti di affitto riguardanti gli immobili a uso abitativo situati nei comuni indicati nel DL 551/1998 e in altri comuni ad alta densità abitativa individuati dal CIPE (Comitato interministeriale per la programmazione economica), ovvero:

  • Comuni di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia e nei comuni confinanti con essi;
  • altri capoluoghi di provincia;
  • comuni ad alta tensione abitativa non compresi nei punti precedenti e indicati nella delibera 087/2003 del CIPE (a tal proposito è opportuno ricordare che tale elenco è in fase di aggiornamento, anche se non è stato ancora ultimato un nuovo elenco che vada a sostituire quello vecchio);
  • Comuni per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza “nei cinque anni precedenti” il 28.5.2014: in questo caso non vale il criterio dell’alta densità abitativa ma l’eventualità che si siano verificati eventi calamitosi quali calamità naturali, catastrofi o altri eventi classificati di intensità ed estensione tale, da dover essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari o per i quali è stato deliberato lo stato di emergenza. In tal caso è opportuno ricordare che occorre barrare la nuova casella della colonna 9, denominata “Stato di emergenza”, nella sezione II del Quadro B e nei righi da B1 a B8, della colonna 2, dovranno essere indicati i codici 8 o 12;

La possibilità di optare per la cedolare secca e la relativa aliquota agevolata è prevista anche per i contratti di locazione di unità abitative stipulati con cooperative edilizie per la locazione o con enti senza scopo di lucro, purché tali immobili vengano poi subaffittati a studenti universitari o messi a disposizione dei Comuni, rinunciando all’aggiornamento ISTAT del canone.

Residenti all’estero
Gli immobili non locati posseduti in Italia da soggetti residenti all’estero non sono più equiparati all’abitazione principale ai fini dell’IMU, pertanto, nel periodo d’imposta 2014, non essendo più considerati come abitazioni principali sono stati assoggettati all’IMU e, per questo motivo, non concorrrono più alla formazione del reddito complessivo.
Viceversa, dal periodo d’imposta 2015 (dichiarazione dei redditi 2016) sarà assimilata all’abitazione principale, e quindi concorrerà alla formazione del reddito IRPEF una e una sola unità immobiliare posseduta da italiani residenti all’estero, iscritti all’AIRE e già pensionati nel Paese di residenza, purché tale unità immobiliare:

  • sia un immobile di proprietà o sia stato concesso in usufrutto;
  • non risulti locata o data in comodato;
  • non appartenga alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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