Mobilità docenti 2016/17, ultime notizie: il ricorso è stato accolto, cosa succede ora?

Ultimissime su mobilità docenti 2016/17: il Tar del Lazio ha accolto il ricorso dei docenti sospendendo l’ordinanza 241 del Miur. Cosa succederà ora?

Mobilità docenti 2016/17 ancora nel caos: il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso dei docenti che potrebbero essere penalizzati dall’ordinanza ministeriale 241 mobilità, ovvero quella che regola i trasferimenti e i passaggi di ruolo e di cattedra nella Scuola.

Torniamo a parlare di mobilità territoriale (trasferimento) e della mobilità professionale, o passaggio di ruolo o di cattedra. In piene fasi di pubblicazione degli esiti, la mobilità docenti 2016/2017 non smette di far discutere e, anzi, diventa un tema sempre più acceso.

Stavolta il Miur deve vedersela con la decisione del Tar del Lazio che punta il dito contro il contratto firmato dal Ministero, accogliendo al richiesta di “congelare” l’ordinanza 241. Ricordiamo che questa disciplina i termini per la presentazione delle domande e la pubblicazione degli esiti della mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2016/2017.

Il ricorso degli insegnanti della fase A e Zero assunti nel 2015, i cosiddetti “esiliati”, ha portato il Miur in tribunale, mettendo la mobilità 2016/17 a rischio rimescolamento.

L’ordinanza ministeriale numero 241 dell’8 aprile 2016, sostengono i giudici dando così ragione ai 500 docenti ricorrenti della fase A e Zero, ha attuato una disparità di trattamento tra gli assunti nelle varie fasi, privilegiando alcuni e penalizzando altri. Il Tribunale ha così accolto la richiesta di sospensiva dell’ordinanza del Miur, ritenuta ingiusta e priva di fondamento logico. Cosa accadrà ora per la mobilità docenti 2016/2017?

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Mobilità docenti 2016/17, ricorso accolto: fasi mobilità discriminatorie

Mobilità 2016/2017 congelata e a rischio rimescolamento: è ciò che ha stabilito il Tar del Lazio in seguito al ricorso dei docenti della fase A e Zero assunti nel 2015 con contratto a tempo indeterminato. Si tratta di circa ottomila insegnanti trasferiti su tutto il territorio nazionale e che sono andati a ricoprire i posti ai quali avevano diritto arrivando dalle graduatorie del concorso indetto nel 2012 o dalle Gae.

Il Tar del Lazio ha dato ragione ai ricorrenti e ha sospeso così l’ordinanza 241 dell’8 aprile 2016. I giudici hanno infatti confermato l’effettiva penalizzazione indotta dalla successione delle fasi della mobilità, ritenuta illogica e priva di fondamento. Cosa dice l’ordinanza ministeriale mobilità 2016/17? Il testo ufficiale del Miur è visibile e scaricabile nel PDF qui di seguito.

Mobilità docenti 2016/17, Miur nel caos: perché il ricorso è stato accolto

L’ordinanza del Miur sulla mobilità viene ritenuta dai docenti ricorrenti discriminatoria e anticostituzionale per loro rispetto ai docenti assunti nel 2014 per effetto del piano straordinario previsto dalla Legge 107.

Benché assunti con lo stesso decreto emanato dall’allora Ministro Carrozza, le assunzioni sarebbero dovute avvenire nel 2014 e non nel 2015. Ma non si denunciano solo assunzioni posticipate, bensì anche una disparità di trattamento: gli assunti nel 2014 entreranno con scelta nelle scuole nei trasferimenti interprovinciali, mentre loro e quelli della fase B e C saranno in coda ed “esiliati”.

In pratica i docenti ricorrenti hanno dovuto scegliere (pena la decadenza dal diritto al contratto) le sedi disponibili dell’organico su tutto il territorio nazionale, con conseguenti disagi e lamentele in termini economici e familiari. È stato poi autorizzato, per effetto della Legge 107, un piano straordinario su posti di potenziamento su posti creati ad hoc a cui tutti i docenti iscritti nelle Gm e nelle Gae hanno potuto fare domanda, anche quelli più bassi in graduatoria. Questi sono stati poi collocati provvisoriamente negli ambiti territoriali delle graduatorie a cui si erano iscritti, senza causare loro troppi disagi.

Mobilità docenti 2016/17, ordinanza sospesa: cosa succederà ora?

In poche parole la Legge 107 ha costretto i docenti della fase A e Zero che hanno fatto ricorso a collocarsi nell’ambito di posti costituenti l’organico di diritto, destinandoli a sedi lontane e onerose per le proprie famiglie, e poi ha creato posti di potenziamento per 100.000 docenti che erano dietro di loro in Gm e Gae, consentendo loro non solo di godere del piano straordinario di potenziamento, ma anche di scegliere tra un numero più ampio di collocazioni restando nell’ambito provinciale di residenza.

Da qui la richiesta di sospendere l’esecuzione dell’ordinanza mobilità per evitare che i trasferimenti tanto attesi possano compromettere le pretese dei ricorrenti. Richiesta accolta dai giudici, ordinanza sospesa, ma cosa succederà ora? Al momento restano solo i dubbi, in attesa della nuova udienza fissata dal Tar il prossimo 20 ottobre.

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