Mercati: un’opportunità che capita solo ogni 10 anni, questa bolla sta per scoppiare - JPMorgan

La bolla speculativa sulle azioni a bassa volatilità sta per scoppiare, una opportunità sui mercati più unica che rara.

Mercati: un'opportunità che capita solo ogni 10 anni, questa bolla sta per scoppiare - JPMorgan

Al di sotto della calma apparente sul mercato azionario di oggi si nascono due categorie di titoli che, se sfruttati nel modo corretto, offrono un’opportunità quasi senza precedenti in vista di un’inversione di mercato.

Tale opportunità non si rivelerà ora secondo Marko Kolanovic, il guru tra gli analisti quantitativi di JPMorgan Chase & Co., e probabilmente non fino al termine dell’estate. Ma è proprio in questo periodo di calma che i trader dovrebbero iniziare ad impostare una strategia per cavalcare la futura convergenza sulla base della performance relativa di due particolari categorie di titoli sul mercato, tutt’altro che dormienti.

Di questi due gruppi, il primo è rappresentato da titoli value, ovvero quei titoli con una quotazione a buon mercato rispetto ai fondamentali della relativa società. L’altro è quello delle azioni a bassa volatilità, una categoria di titoli ad oggi molto popolare, con la particolarità di avere oscillazioni di prezzo attenuate.

L’analista ha identificato una divergenza record «tra titoli value/ciclici da un lato e i titoli a bassa volatilità/difensivi dall’altro».
Inoltre, Kolanovic ha affermato che tale divergenza «è molto più significativa anche rispetto alle valutazioni delle dot com di fine anni ’90».

«Nonostante ci sia una tendenza secolare per cui le azioni value diventano più economiche e le azioni a bassa volatilità diventano più costose a causa del calo secolare dei rendimenti, il movimento quasi verticale degli ultimi mesi non è sostenibile», scrivono in una nota di ricerca gli strategist di JPMorgan guidati da Kolanovic.

«La bolla delle azioni a bassa volatilità rispetto alle azioni value è ora più significativa di qualsiasi bolla relativa alla valutazione del mercato azionario nella storia moderna».

Il grafico mette a confronto il rapporto dei titoli value rispetto al mercato (in verde) e il rapporto dei titolo value contro i titoli a bassa volatilità (in azzurro) nel momento dello storico scoppio della bolla delle dot com e oggi.

Cosa potrebbe innescare la convergenza?

Per Kolanovic, la stabilizzazione dei dati economici e l’avanzamento della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti potrebbero fare la differenza. Se da una parte le ultime notizie riportano che i progressi nella trade war sono ancora lontani, Kolanovic afferma che qualcosa di così piccolo come gli hedge fund che cambiano le loro posizioni in una direzione o nell’altra durante i mesi estivi potrebbe innescare un effetto a cascata capace, infine, di allontanare gli investitori dal mercato.

«Tale rotazione spingerebbe significativamente più in alto le small cap, i titoli di petrolio e gas e più in generale le azioni con bassi rapporti P/E e P/B»,

ha dichiarato Kolanovic.

Questo scenario non è una certezza. Ma quel che è certo è che lo smart money sta influenzano l’esposizione dell’azionario.

Tale contesto potrebbe rivelarsi una spiacevole sorpresa per gli investitori in fondi quotati in borsa che sono andati alla grande nei mesi scorsi con i titoli a bassa volatilità.
Gli investitori hanno investito 6,6 miliardi di dollari nell’ETF iShares Edge MSCI Min Vol USA quest’anno, il terzo afflusso di capitale più alto tra gli oltre 2.000 fondi quotati.

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