Matteo Renzi attacca Conte: “Non può essere leader dei riformisti”

Mario D’Angelo

14/02/2021

14/02/2021 - 23:36

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Durissimo attacco di Renzi al Partito Democratico e a Giuseppe Conte.

Matteo Renzi attacca Conte: “Non può essere leader dei riformisti”

Il Governo Draghi ha appena giurato, e Matteo Renzi, fautore dello stesso, coglie l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Non contento di aver fatto cadere Giuseppe Conte e, con esso, l’asse PD-Cinquestelle, il senatore di Rignano sull’Arno attacca gli ex alleati in una durissima lettera su La Stampa.

Matteo Renzi contro Conte e PD

Il Movimento 5 Stelle, con il fallimento del Conte-ter e il successivo sostegno al Governo guidato da quello che è stato descritto “l’apostolo dei poteri forti”, potrebbe aver già subìto un colpo le cui conseguenze non sono ancora del tutto visibili. Qualcuna lo è già: oggi altri due nuovi parlamentari hanno dichiarato che non sosterranno il nuovo esecutivo, paventando la strada verso la scissione già annunciata da Alessandro Di Battista.

Neanche il Partito Democratico e il resto della sinistra stanno benissimo. In molti mal digeriscono un governo insieme a Lega e Forza Italia, ed è già partita la guerra delle correnti. Già Sinistra Italiana ha espresso l’intenzione di non votare la fiducia a Draghi, decisione “rispettata ma non condivisa” da LeU, che ha potrà contare sulla continuità di Roberto Speranza al Ministero della Salute.

Un “trionfo”, questo, su cui Matteo Renzi si affretta a piantare la bandierina con un intervento sull’edizione odierna de La Stampa: “La conclusione della crisi di Governo ci aiuta nel cogliere il disagio del gruppo dirigente della sinistra davanti alle sfide della contemporaneità”. L’asse PD-Cinquestelle-LeU ha scelto Conte come proprio leader “non con una consultazione tra i militanti ma definendolo sui media ‘il più popolare’ trasferendo la legittimazione dai gazebo ai sondaggi”.

Secondo Renzi, Conte non può essere il leader dei riformisti

Renzi ne ha per tutti: per Conte, ma anche per gli alleati del Partito Democratico, che “appare più come un puzzle di correnti che non come una vera e propria casa del riformismo”.

Ma l’affondo più duro è nei confronti dell’antico nemico, Giuseppe Conte, il vero obiettivo (apertamente dichiarato sulla stampa straniera) della crisi aperta dal leader di Italia Viva. “[...] il leader che ha firmato i decreti Salvini sull’immigrazione, che ha affermato il Sovranismo davanti all’Assemblea Generale dell’Onu, che si è posto in scia di Trump alla Casa Bianca, che si è detto populista davanti ai giovani della scuola di formazione della Lega, che ha equiparato il garantismo al giustizialismo”.

Ora Renzi si augura che “una volta diradata la nebbia del rancore per una crisi dove il PD ha seguito una strategia talmente sottile da sembrare inesistente, in quella comunità politica si provi ad assumersi le responsabilità di dare al Paese una nuova speranza”.

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