Cosa sono le accise mobili sul carburante e quanto potrebbe scendere il prezzo di benzina e gasolio

Patrizia Del Pidio

10 Marzo 2026 - 15:15

Il Governo annuncia l’attivazione delle accise mobili sui carburanti per mitigare l’aumento dei prezzi. Come funzionano e quando si assisterà a una diminuzione del costo di benzina e diesel?

Cosa sono le accise mobili sul carburante e quanto potrebbe scendere il prezzo di benzina e gasolio

Il Governo Meloni si dice pronto ad attivare il meccanismo delle accise mobili per rendere meno elevati i rincari degli ultimi giorni sul prezzo dei carburanti. I prezzi del carburante sono schizzati alle stelle negli ultimi giorni a causa delle tensioni per la guerra in Medio Oriente e l’esecutivo dovrebbe intervenire attivando una misura introdotta nel 2023 che porterebbe a un taglio delle accise.

Ma cosa sono le accise mobili? E quanto risparmierebbero gli italiani al distributore grazie a questo intervento?

Cosa sono le accise mobili sulla benzina

Per contenere l’impatto sui consumatori finali dell’aumento dei prezzi, il Governo valuta di praticare un’accisa mobile.

La misura, introdotta nel 2023 modificava una norma governativa del 2007 e prevede la possibilità di attuare un taglio delle accise sui carburanti quando il prezzo aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento. Il parametro da prendere in considerazione è quello fissato dall’ultimo Def, anche se non viene specificata la soglia di aumento per intervenire (in passato era fissata al 2%): è proprio questo aspetto che dovrebbe essere disciplinato ora.

Per comprendere come funziona, bisogna specificare che sul prezzo di benzina e diesel incidono:

  • il costo del petrolio;
  • l’Iva al 22%;
  • le accise a litro (tasse fisse).

L’accisa mobile che il governo introdurrebbe si applicherebbe anche grazie al maggior gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi: L’Iva, infatti, è un’imposta ad valorem (in percentuale) sul prezzo finale, diversamente da quanto avviene per le accise che sono sostanzialmente fisse.

Grazie al maggior gettito Iva (il cui importo chiaramente sale insieme al prezzo della materia prima) l’esecutivo andrebbe quindi a intervenire per ridurre le accise e ottenere una riduzione del prezzo alla pompa.

Con l’intervento il valore del carburante alla pompa dovrebbe mantenersi stabile o, almeno, non subire scossoni troppo evidenti.

La premier ha specificato che non è ancora certo che si applichi il meccanismo delle accise mobili poiché è previsto solo nel caso in cui i prezzi salgano in modo stabile. Al momento la benzina “servita” dovrebbe essere ancora quella acquistata precedentemente all’attacco Usa e Israele all’Iraq (del 28 febbraio) e proprio per questo c’è chi denuncia una speculazione dietro i rincari degli ultimi giorni.

Nella giornata dell’8 marzo il Codacons ha sottolineato la necessità di contenere i prezzi dei carburanti. L’Unione nazionale consumatori, invece, evidenzia un altro dato allarmante:

«Nonostante di domenica i distributori self service non cambino solitamente il prezzo, secondo la nostra elaborazione dei dati Mimit, in Calabria tra sabato e domenica il prezzo del gasolio è schizzato di 2,1 cent al litro, pari a 1 euro e 5 cent per un pieno di 50 litri, regione che detiene il record anche per il maggiore balzo giornaliero della benzina, decollata in 24 ore di 35 centesimi a rifornimento»

spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unc.

Quanto si risparmierebbe con l’accisa mobile sui carburanti

L’introduzione delle accise mobili sul carburante vorrebbe dire, di fatto, un taglio sul costo di benzina e gasolio. Ma a quanto ammonterebbe? Secondo le richieste del Codacons, servirebbe un intervento che porti a una riduzione di circa 10-15 centesimi al litro per calmierare il prezzo e riportarlo al livello precedente al conflitto.

Differenza tra accise fisse e mobili

La differenza tra le accise fisse e mobili va ricercata nella loro capacità di stabilizzazione del prezzo dei carburanti alla pompa.

Le accise fisse sono quelle standard che pesano su ogni singolo litro di benzina e diesel: non variano al mutare del prezzo industriale del carburante e rimangono costanti garantendo entrate stabili allo Stato.

Le accise mobili, invece, sono un meccanismo automatico che consente al governo di ridurre il peso delle accise compensandole con l’aumento dell’Iva. Quando i prezzi del carburante superano determinate soglie, l’extra gettito dell’Iva (che sale con il prezzo) viene utilizzato per abbassare l’accisa fissa consentendo al prezzo finale di scendere. In breve l’accisa mobile è una tutela per i consumatori dai rincari eccezionali.

Quando si usa lo scudo delle accise mobili

L’accisa mobile è un meccanismo che si applica in casi di emergenza, quando le variazioni del prezzo del greggio sono importanti. In questo caso lo Stato incassa più Iva (e proprio per questo si parla di extra gettito) dovuta al prezzo più alto: con il sistema delle accise mobili, introdotto originariamente nel 2007 e reso più efficace con i provvedimenti del 2023, il Governo ha deciso di utilizzare questo guadagno aggiuntivo per ridurre proporzionalmente la quota delle accise.

Si raggiunge in questo modo una compensazione che dovrebbe mantenere il prezzo finale di diesel e benzina invariato rispetto ai momenti pre crisi.

Evitare le speculazioni

Se il Governo decide di rinunciare a parte del gettito per aiutare i consumatori finali, bisogna fare anche in modo che il taglio delle accise non diventi un guadagno extra per chi sta speculando sui prezzi. Fondamentale in questo momento, è che sia effettuato un monitoraggio della trasparenza dei prezzi da parte del Mimit che deve essere molto rigoroso per evitare che gli speculatori possano contare su questo margine di profitto in più.

Dopo il primo attacco USA, infatti, alcune stazioni di servizio hanno aumentato i prezzi di oltre il 15%, un intervento chiaramente speculativo visto che una crisi ha sempre bisogno di alcune settimane prima di produrre aumenti di questa portata sul costo dei carburanti.

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