Materie prime: le previsioni per il 2021

Pierandrea Ferrari

12 Dicembre 2020 - 18:00

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Che cosa ci dobbiamo aspettare dalle materie prime nel corso del prossimo anno? Ecco una panoramica sulle previsioni degli analisti.

Materie prime: le previsioni per il 2021

Le previsioni sul mercato delle materie prime per il 2021 - A poche settimane dalla fine del 2020 aumentano gli interrogativi sul futuro delle materie prime, condizionate negli ultimi dodici mesi dalla pandemia in corso.

Se l’oro, in virtù della sua natura di bene rifugio, ha indubbiamente tratto giovamento dall’economia pandemica, altre commodity hanno sofferto lo scardinamento delle strutture tradizionali. Tra queste, in prima fila, il petrolio, che dopo essere precipitato in territorio negativo durante la prima ondata si è ancorato ad un incoraggiante trend di crescita.

Di seguito una panoramica sugli scenari attesi nel 2021, con un focus su oro, petrolio e commodity agricole.

Materie prime: che cosa ci aspetta nel 2021?

Termini come lockdown e Covid non solo hanno fatto irruzione nel nostro vocabolario, ma hanno finito anche per scardinare l’architettura economica tradizionale. C’è chi ne ha fatto le spese (tanti), chi ne ha beneficiato (pochi): in ogni caso, il consuntivo finale deve ancora essere tracciato.

Ma il motore economico globale, dopo la prima ondata e la recrudescenza ottobrina della pandemia, ha ripreso a rombare. Sotto i riflettori, ora, le performance delle commodity nel 2021, parzialmente condizionate dalla crisi sanitaria degli ultimi mesi.

Particolarmente positivo l’outlook sull’oro, che secondo gli analisti dovrebbe continuare a seguire quel trend di crescita che lo aveva spedito ai massimi storici lo scorso mese di agosto, 2.063 dollari l’oncia. Come accennato in precedenza, l’oro ha indubbiamente beneficiato della crescente incertezza economica, ma non mancano i fattori che potrebbero alimentare ulteriormente il rally dell’asset.

Tra questi la perdurante debolezza del dollaro – destinata a durare anche nel 2021 – e l’inflazione che potrebbe scaturire dall’atteso pacchetto di stimoli economici sul quale l’amministrazione Biden dovrebbe iniziare a lavorare appena varcata la soglia della Casa Bianca. Elementi, questi, che potrebbero compensare gli effetti avversi che la prossima distribuzione dei vaccini inevitabilmente produrrà.

Legato a quest’ultima l’outlook sul petrolio, che per tornare ai livelli pre-pandemici necessita di un ripristino dei modelli economici tradizionali. Per il momento, una pezza ce l’ha messa l’OPEC+, che durante il meeting di inizio dicembre ha deciso di allentare gradualmente i tagli alla produzione che erano stati fissati durante la prima ondata.

In ogni caso, nel 2021 il settore del trasporto aereo – e quello dell’automotive – dovrebbero riprendere la loro marcia verso i livelli pre-pandemia, rafforzando consequenzialmente la quotazione dell’oro nero. Quest’ultima, secondo le previsioni aggregate di alcuni dei principali istituti finanziari globali, è destinata a lievitare, rimanendo tuttavia al di sotto degli standard consueti: 1,53 dollari al barile.

Positivo l’outlook sulle commodity agricole

Notizie incoraggianti anche sul fronte delle commodity agricole, che si apprestano a chiudere l’anno in corso con quotazioni particolarmente elevate. Sfuggendo alla morsa della pandemia – e grazie anche ai raccolti condizionati dalla siccità – il prezzo delle materie prime agricole dovrebbe aumentare nel 2021.

Una inflazione, questa, che secondo gli analisti è destinata a condizionare almeno il primo semestre del prossimo anno. Con dei distinguo da fare, tuttavia: da una parte la soia, il mais e il grano, la cui valutazione dovrebbe beneficiare di una domanda crescente. Dall’altra il caffè, il cotone, il cacao e lo zucchero che, nelle previsioni, dovrebbero continuare a subire quelle congiunture sfavorevoli che hanno influenzato l’anno in corso.

Più in generale, il mercato di queste commodity sarà esposto agli umori de La Nina, fenomeno in grado di influire sugli standard meteorologici del pianeta - e, inevitabilmente, sui raccolti - ma anche alle tensioni tra USA e Cina, key player dell’industria agricola le cui schermaglie potrebbero impattare sulle performance delle materie prime.

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