Mascherine alla moda: proteggersi dal coronavirus con stile

Il boom del mercato delle mascherine potrebbe continuare anche dopo il lockdown. Le vedremo come nuovo accessorio must have?

Mascherine alla moda: proteggersi dal coronavirus con stile

Mascherine alla moda, ecco il nuovo feticcio fashion che guiderà il nostro shopping ai tempi del coronavirus.

La COVID-19 è una malattia molto contagiosa, si trasmette tramite “droplets”, goccioline di saliva che emettiamo parlando o starnutendo. Per questo, abbiamo assistito a un boom del mercato di mascherine sanitarie, considerate, anche dagli esperti, la barriera più efficace per il contenimento dei contagi.

Ma la tentazione di cedere alle lusinghe del fashion è troppo forte per accontentarsi di una mascherina azzurra che fa molto medico in corsia. Con la bella stagione la voglia di portare il colore anche su questi dispositivi è inevitabile.

Le mascherine non sono nuove neanche in passerella. Potrebbero essere il nuovo oggetto must have del futuro e molte aziende della moda sono pronte a capitalizzare questo nuovo segmento. Da Balenciaga a Louis Vuitton, da Gucci a Ermanno Scervino, continuando con Kristina T, Brioni e Boccadamo, gli esempi di griffe che hanno proposto i loro modelli è già lunga.

Boom mascherine alla moda: quanto durerà?

Purtroppo, il boom delle mascherine è esploso soprattutto in concomitanza con il riempirsi degli ospedali, facendo crescere il bisogno di dispositivi di protezione individuali destinati agli operatori sanitari. Questo, non ha escluso ovviamente che la domanda aumentasse anche per tutti gli altri.

L’impennata del fabbisogno di mascherine ha dovuto fare i conti con un mercato rarefatto, sia in Italia, sia a livello internazionale, e soggetto anche a frodi e speculazioni, che ha spinto molte aziende a riconvertire i propri sistemi produttivi per fabbricarle. In particolar modo le aziende del fashion.

Oggi, indossare la mascherina è il primo gesto per proteggersi e nonostante l’emergenza pare stia pian piano regredendo, tutto fa pensare che si dovrà portare ancora per molto. Non è possibile stabilire per quanto tempo ne avremo ancora bisogno tutti, obbligatoriamente o anche solo per sentirci più al sicuro e il passaggio dalle farmacie ai negozi alla moda è già realtà.

La mascherina, in ogni caso, sarà l’accessorio dell’estate 2020. Molte maison hanno puntato a modelli con il logo come Louis Vuitton, altre invece hanno pensato di scrivere il marchio all’altezza della bocca come Balenciaga. Scopriamo insieme le iniziative più interessanti.

La moda contro il coronavirus

A fronte della scarsità delle mascherine sul mercato, molte aziende, in particolare quelle del settore moda, si sono organizzate per riconvertire i loro sistemi produttivi e abilitarli alla fabbricazione eccezionale di mascherine di vario genere. Abbracciando anche la solidarietà.

Lo stilista Ermanno Scervino si è impegnato nella realizzazione di mascherine sanitarie da donare agli ospedali in Toscana. Anche il brand Les Copains si è attivato per la produzione delle mascherine, così come Pirelli, che ha consegnato 20 mila unità alla regione Lombardia.

Altri marchi come Zara, H&M e Prada stanno convertendo il loro lavoro per produrre mascherine per il personale medico. Il Gruppo Miroglio ha dichiarato la messa in produzione di 600 mila unità mentre il Consorzio Cuoio Di Toscana donerà un importante quantitativo di dispositivi ad alcune strutture ospedaliere della regione.

Brioni ha avviato il progetto Filo Rosso, pensato per produrre nello stabilimento di Montebello di Bertona, in provincia di Pescara, mascherine destinate alla Protezione civile locale e donate in base alle esigenze alla popolazione e agli enti della Regione Abruzzo.

Boccadamo, azienda specializzata in gioielli con sede a Frosinone, ha trasformato parte dei macchinari della produzione per realizzare mascherine fashion in doppio tessuto tnt e lavabili: sono acquistabile su un sito creato apposta: www.italiasecurity.it

L’idea di Kristina T è stata invece di realizzarle con i capi invenduti. La designer ha mostrato in diretta Instragram le mascherine realizzate con i tessuti della collezione rimasta appesa negli stendini dei negozi chiusi, abbinate ad un tessuto interno trattato con antibatterico e un doppio passaggio di impermeabilizzazione. Anche qui, una parte del ricavato è destinato alla beneficienza.

Si tratta solo di alcuni esempi di come l’industria ha risposto alle sfide messe sul piatto dal coronavirus. Ma dove potrebbero aprirsi inedite opportunità di business?

Mascherine fashion: diventeranno accessorio moda?

Il binomio fashion e mascherine non è una novità. Il primo che l’ha proposta in tempi non sospetti è stato Gucci: logata in tulle nero e doppia G di Cristalli è stata indossata dalla cantante Billie Eilish ai Grammy Awards 2020 a fine gennaio, quando ancora non era scoppiata l’epidemia.

A fine febbraio, Fendi ha messo in commercio una mascherina griffata al costo di 190 euro, che ha fatto esplodere un sentimento d’indignazione condiviso da molti sui social.

Eppure, in pochissimi giorni, quando ormai i sospetti che l’epidemia non avrebbe accennato ad arrestarsi erano fondati, sono andate a ruba. Le mascherine non sono nemmeno del tutto estranee alle passerelle. Molti stilisti le hanno usate come accessorio da sfilata molto spesso e in Asia, dove l’uso della mascherina era già consolidato anche prima della pandemia, la produzione di mascherine fashion esiste da anni.

Anche se in questi giorni si parli ancora poco di mascherine alla moda, non è escluso che possano diventare una tela per la creatività sartoriale e che subentri la voglia di trasformarle in un vezzo, decorarle, di renderle più sofisticate o semplicemente più allegre. Soprattutto, non è escluso che in futuro anche in Italia saremo più attenti alla proliferazione dei virus (non solo il coronavirus) e finiremo per abituarci a indossarle come prassi in luoghi affollati come i mezzi pubblici.

Si potrebbe già ipotizzare la nascita di un business di enormi dimensioni, seguito da un nuovo boom del mercato delle mascherine. In realtà, stiamo parlando di un mercato già esploso che, come scrive il The Guardian, ha permesso ad alcune etichette di moda di riaprire le proprie fabbriche quando il lockdown era nella sua prima fase.

Inoltre, i molti brand di moda che hanno riconvertito il loro lavoro per produrre mascherine a scopo sanitario hanno consolidato così un know how che li vede pronti a proporre le loro linee di mascherine alla moda e anche sicure.

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1 commento

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Cristina Ciccarelli • 1 mese fa

Chi è abituata a stare in silenzio o a vociferare anziché parlare le compra, chi le deve usare per professione non le acquista perché chi le ha indossate per obbligo professionale rispettoso delle norme sulla sicurezza conosce bene l’importanza ed il valore della libertà dei movimenti che ha la priorità anche sull’estetica e sulla moda-trend-tendenze. Nelle fabbriche, nei cantieri, nella sanità non comprano la griffe, oltre alla mascherina dovrebbero curarsi il cavo rale con un igiene certosina, il mercato offre una miriade di prodotti correlati all’igiene, meno smalto e più igiene, vale anche per i piedi e per molto altro. Igiene e sicurezza vanno d’accordo

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