Mantenimento: possibile il sequestro del Tfr se l’ex coniuge non paga

Mantenimento: se l’ex coniuge non paga, l’altro può chiedere il sequestro del Tfr a garanzia del credito. I dettagli.

Mantenimento: possibile il sequestro del Tfr se l'ex coniuge non paga

Mantenimento: è possibile procedere al sequestro del Tfr se l’ex coniuge obbligato non paga. Questa possibilità è prevista all’articolo 8 della Legge sul divorzio, ed è stata recentemente ribadita da una sentenza del Tribunale di Roma.

Dunque, il sequestro del Tfr serve ad impedire che l’ex coniuge si sottragga all’obbligo di corrispondere l’assegno di divorzio e che disperda i beni del proprio patrimonio.

Quindi il coniuge beneficiario dell’assegno, dopo la messa in mora di 30 giorni, potrà agire in giudizio per il sequestro del Tfr in caso di cessazione del rapporto di lavoro, come stabilito dal Tribunale di Roma nella sentenza 5420/2019.

Mantenimento: possibile il sequestro del Tfr dell’ex coniuge

In caso di inadempimento dell’obbligo di corrispondere l’assegno di divorzio, il giudice può disporre il sequestro del Tfr dell’ex coniuge inadempiente. Lo stabilisce l’articolo 8 della legge n.898/1970 sul divorzio, che recita:

“Per assicurare che siano soddisfatte o conservate le ragioni del creditore in ordine all’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 5 e 6, su richiesta dell’avente diritto, il giudice può disporre il sequestro dei beni del coniuge obbligato a somministrare l’assegno. Le somme spettanti al coniuge obbligato alla corresponsione dell’assegno di cui al precedente comma sono soggette a sequestro e pignoramento fino alla concorrenza della metà per il soddisfacimento dell’assegno periodico di cui agli articoli 5 e 6."

Tale disposizione serve a scongiurare che l’ex coniuge, per evitare di pagare l’assegno di divorzio, ponga fine al rapporto di lavoro e si faccia assumere in nero. Dunque, in caso di mancato pagamento, l’ex coniuge a cui spetta l’assegno periodico, dopo la messa in mora per 30 giorni, può rivolgersi direttamente al datore di lavoro e chiedergli di corrispondergli la cifra stabilita nella sentenza che ha attribuito il diritto al mantenimento.

Sequestro Tfr: la sentenza del Tribunale di Roma

Dunque, il Tribunale di Roma (sentenza n. 5420 del 2019) ha disposto il sequestro del Tfr dell’ex coniuge in quanto non aveva adempiuto all’obbligo di corrispondere l’assegno di divorzio nei confronti dell’ex moglie.

Per il giudice, infatti, la donna, ormai alla soglia dei 60 anni, non avrebbe alcuna possibilità di trovare un impiego, quindi resta economicamente dipendente dall’ex marito. Non solo, il tribunale ha anche riconosciuto il contributo della donna per essersi dedicata, durante il matrimonio, alla cura del marito, della casa e dei figli, favorendo, anche se in maniera indiretta, alla formazione del patrimonio familiare. Difatti, anche grazie al contributo dell’ex moglie, l’uomo è riuscito a fare carriera e a diventare dirigente aziendale.

Ne deriva che, è opportuno sottoporre a sequestro il Tfr dell’ex marito a garanzia del credito della moglie nei suoi confronti e per evitare che l’ex disperda le garanzie patrimoniali e non possa più corrispondere l’assegno di divorzio.

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