Manovra Governo Conte poco chiara, Dbrs aspetta confronto con Ue

Dopo Moody’s, Fitch e S&P anche l’agenzia di valutazione del credito Dbrs auspica dall’Italia una revisione degli obiettivi di bilancio

Manovra Governo Conte poco chiara, Dbrs aspetta confronto con Ue

Dopo Moody’s, S&P, Fitch, anche l’agenzia di rating Dbrs tentenna nel giudizio sull’Italia e si riserva a una valutazione dopo il confronto Roma - Bruxelles. L’agenzia canadese chiede maggiore chiarezza sulla manovra finanziaria del Governo Conte e auspica che la trattativa con l’Unione europea non si areni, ma porti a “una revisione degli obiettivi di bilancio”.

Scetticismo sulla stima del Pil

A spaventare non solo i vertici di Palazzo Berlaymont, ma anche gli analisti delle maggiori società di rating, la scelta di posizionare il target del deficit strutturale all’1,7% del Pil nell’intero triennio.

“Crediamo sia la maggiore preoccupazione della Commissione europea”,

spiegano dall’agenzia d’oltreoceano che si dice scettica sulla stima del Pil a 1,5% nel 2019.

“Alcune misure espansive, come ad esempio il reddito di cittadinanza che entrerà in vigore in primavera, forniranno tutto il proprio sostegno potenziale alla crescita solo nel 2020,”

spiega a Reuters Carlo Capuano, assistant vice president per il Global Sovereign Ratings di Dbrs, temendo un eccessivo ritardo nella crescita del Paese. Tuttavia, commenta favorevolmente la revisione al ribasso del target deficit/Pil per il biennio 2020 - 2021.

“Se raggiunti dovrebbero mantenere il rapporto debito/Pil su una traiettoria discendente, sempre se non ci sono peggioramenti di altre variabili come crescita economica e spesa per interessi,” afferma.

Meno rosee, rispetto alle attese di Dbrs, le previsioni della maggior parte delle agenzie di rating. Fitch ad esempio ritiene poco credibili le stime del governo Lega-M5S, soprattutto quelle sulla diminuzione del rapporto deficit/Pil dopo il 2019.

Nelle ultime ore, bocciando la manovra, l’agenzia statunitense ha messo in dubbio il raggiungimento degli obiettivi indicati dall’Esecutivo. Non crede alla “moderata riduzione” al 2,1% nel 2020, ma stima invece “un risultato più vicino al 2,6% previsto in agosto”.

Alla base di questa notevole differenza, anche le diverse previsioni sulla crescita: per l’agenzia di rating saranno certamente inferiori rispetto a quelle indicate nella nota al Def: una crescita del PIL più bassa,1,2% nel 2019 e 0,9% nel 2020 contro quella ipotizzata dal Governo di 1,5% e 1,6%”.

I dubbi sulle riforme

Ad allarmare gli analisti sono il potenziale allentamento fiscale e il rischio di un’inversione delle riforme strutturali. Questo potrebbe provocare un impatto negativo sui fondamentali del credito italiano.

In tema di occupazione, in pochi credono che il superamento della legge Fornero o il Reddito di cittadinanza siano gli strumenti idonei per incentivare la creazione di posti di lavoro, rimpiazzando i neo-pensionati con giovani lavoratori. Si teme che tali soluzioni appesantiscano la spesa pubblica e aumentino il carico fiscale.

Agli avvertimenti delle agenzie di rating, Conte & co. sembrano essere del tutto indifferenti e proseguono senza indugio per la loro strada. Un percorso che si sta rivelando tutto in salita, bocciato più volte e da più parti.

“La manovra è stata elaborata, meditata e studiata, potremmo valutare qualche intervento ma è stata costruita in termini integrali e pensare di modificare qualcosa di significativo lo escluderei”,

le ultime parole del presidente del Consiglio da Addis Abbeba. Intanto c’è chi - come Fitch - profetizza nuove elezioni prima della scadenza naturale del mandato.

“Non crediamo che il governo duri l’intero mandato, e vediamo un aumento della possibilità di andare al voto dal 2019: il rischio di elezioni anticipate renderà più difficile per i partiti fare compromessi che alienino le loro basi politiche.”

Alla data del 31 agosto 2018, lo ricordiamo, l’Italia è valutata così dalle principali agenzie: S&Poor’s BBB, Moody’s Baa2, Fitch BBB.

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