Chi è Lucia Borgonzoni, la candidata della Lega alle elezioni in Emilia Romagna?

Lucia Borgonzoni è la candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Emilia Romagna: la biografia e la storia politica di questa senatrice della Lega che i sondaggi danno quasi appaiata al centrosinistra.

Chi è Lucia Borgonzoni, la candidata della Lega alle elezioni in Emilia Romagna?

A Lucia Borgonzoni non sembrerebbero spaventare le sfide difficili, visto che nel 2016 ha cercato di soffiare al sindaco uscente di centrosinistra Virginio Merola la guida di Bologna, venendo sconfitta al ballottaggio con l’onore delle armi.

Adesso dopo che nel frattempo è diventata senatrice, è stata invece scelta direttamente da Matteo Salvini per essere la candidata del centrodestra alle elezioni regionali in Emilia Romagna che si terranno il prossimo 26 gennaio.

Leggi anche la Guida alle elezioni in Emilia Romagna: data, candidati e sondaggi

Sarà quindi Lucia Borgonzoni a guidare l’assalto del centrodestra alla Regione Emilia Romagna, con i sondaggi che vedrebbero la senatrice della Lega vicina, se non addirittura davanti, al governatore uscente del PD Stefano Bonaccini mentre alla fine il Movimento 5 Stelle potrebbe anche decidere di non presentarsi.

La biografia di Lucia Borgonzoni

Nome: Lucia Borgonzoni

Data di nascita: 18 settembre 1976

Luogo: Bologna

Famiglia: nipote del pittore e partigiano Aldo Borgonzoni

Istruzione: laurea in Arti Figurative

Lavoro: designer

Partito: Lega

Ruolo: senatrice

Le elezioni regionali in Emilia Romagna

Alla vigilia del ballottaggio delle elezioni amministrative del 2016, dove Lucia Borgonzoni era in corsa per la poltrona di sindaco di Bologna per il centrodestra, fece notizia un’intervista rilasciata dal padre Giambattista dove l’uomo affermava che non avrebbe votato per la figlia in quanto facente parte della Lega.

Più di tre anni dopo, ha fatto notizia la presenza di Giambattista Borgonzoni in piazza a Bologna insieme al Movimento delle Sardine, che si era adunato per protestare contro l’arrivo in città di Matteo Salvini.

Il nonno della senatrice era il famoso pittore Aldo Borgonzoni, un antifascista che durante la Resistenza fu partigiano e poi in seguito iscritto per alcuni anni al Partito Comunista.

Nonostante anche una frequentazione giovanile dell’ambiente dei centri sociali bolognesi, cosa che la accomuna a Matteo Salvini che in gioventù è stato vicino al Leoncavallo di Milano, fin dai primi anni del nuovo millennio Lucia Borgonzoni si avvicina alla Lega.

Con il Carroccio a Bologna si è fatta tutta la gavetta, transitando prima nel consiglio provinciale e poi in quello comunale prima della grande sfida del 2016, quando al ballottaggio ha fatto tremare il sindaco uscente Merola arrivando fino al 45%.

Il passo successivo è stata l’elezione al Senato alle elezioni politiche del marzo 2018 e la nomina, durante i quindici mesi del primo governo Conte a tinte gialloverdi, a sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali.

Quando si sono iniziate ad avvicinare le elezioni regionali in Emilia Romagna, subito Matteo Salvini ha preteso che fosse la Lega a esprimere il candidato della coalizione di centrodestra, con la scelta che immediatamente è caduta su Lucia Borgonzoni.

La senatrice subito si è calata nel clima da campagna elettorale, sfoggiando a Palazzo Madama in occasione del voto di fiducia al governo Conte bis una maglietta su cui era scritto “Parlateci di Bibbiano”.

Un episodio questo della maglietta che può far capire quanto è rovente il clima di queste elezioni regionali, che si preannunciano essere come le più equilibrate di sempre della recente storia in Emilia Romagna.

I sondaggi

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo è quello realizzato dall’istituto Tecnè in data 10 novembre, con il centrosinistra che sarebbe di poco avanti anche se molto dipenderebbe dalle scelte del Movimento 5 Stelle.

Se i pentastellati dovessero presentarsi da soli, tra Bonaccini e la Borgonzoni sarebbe una sfida all’ultimo voto. In caso di alleanza tra M5S e centrosinistra il governatore avrebbe invece un margine di vantaggio maggiore, che diventerebbe di due punti percentuali nel caso di una rinuncia dei grillini a partecipare alle elezioni

Altre voci invece parlano di una indagine privata che vedrebbe la Borgonzoni avanti di almeno cinque punti rispetto a Bonaccini, con il governatore uscente che però avrebbe un maggiore tasso di gradimento rispetto alla senatrice.

Sull’esito del voto molto dipenderà dalla possibile alleanza tra il PD e il Movimento 5 Stelle, che però difficilmente potrebbero replicare in Emilia Romagna lo schema già messo in atto alle elezioni in Umbria visto il flop del 27 ottobre.

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