Lockdown in Italia, pericolo lontano: i dati migliorano

Luna Luciano

23 Gennaio 2022 - 09:25

condividi

Rallenta la crescita della curva epidemiologica. A breve potrebbe aprirsi un nuovo capitolo per la gestione della pandemia. Ecco perché il lockdown è un pericolo lontano: cosa ci dicono i dati.

Lockdown in Italia, pericolo lontano: i dati migliorano

Omicron comincia a rallentare la sua corsa e diminuisce la pressione sulle terapie intensive, analogamente è ciò che sta accadendo lentamente anche per i reparti ordinari.

A livello nazionale da giorni si osserva una significativa diminuzione del tasso di crescita della curva epidemiologica. A confermarlo sono i dati dei bollettini nazionali e regionale. Un possibile lockdown in Italia sembra quindi essere lontano, non solo.

La flessione della curva epidemiologica potrebbe aprire a nuovi scenari in Italia: le norme più stringenti potrebbero essere riviste e modificate. Ecco cosa ne pensano gli esperti e qual è la situazione odierna dell’Italia.

Italia, lockdown lontano: migliorano i dati

Diminuiscono i nuovi casi positivi giornalieri in Italia, si conferma in questo modo il trend degli ultimi giorni, che fa ben sperare in un reale rallentamento della diffusione della variante Omicron. Si riduce così la pressione sulle terapie intensive, le strutture sanitarie registrano un calo nei nuovi ricoveri. A confermarlo sono i dati riportati quotidianamente dal bollettino nazionale.

Stando agli ultimi dati, risalenti a sabato 22 gennaio, sono 171.263 i nuovi casi di coronavirus in Italia, un calo significativo rispetto al giorno precedente, 21 gennaio 2022, con 179.106 casi. Calano anche i decessi: 333 il 22 gennaio contro i 373 registratisi il 21 gennaio, sale quindi a 143.296 il numero di vittime per il Covid da febbraio 2020.

Guardando invece al sistema sanitario, si conferma da qualche giorno la diminuzione delle degenze ordinarie dall’inizio del 2022. I posti letto occupati nei reparti Covid ordinari sono -43, per un totale di 19.442 (contro i 19.485 ricoverati del 21 gennaio). Diminuiscono anche i posti letto occupati in terapia intensiva con -31 ricoveri, per un totale di 1.676 pazienti (contro i 1.707 del giorno precedente). Scendono a 121 invece gli ingressi giornalieri (contro i 148 del 21 gennaio). Sono dati questi che fanno ben sperare in un possibile e progressivo allentamento delle restrizioni, ma secondo gli esperti bisogna rimanere vigili. Il picco è stato quasi raggiunto.

Nessun lockdown, ma circolazione Omicron ancora elevata

Pur essendosi registrato una significativa riduzione nell’aumento dei contagi Covid, l’Italia, secondo gli esperti, si avvicina sempre più al picco atteso per fino gennaio. Sebbene - quindi - la curva epidemiologica cominci a calare, la variante Omicron avrà una circolazione elevate almeno per un altro mese.

Stando all’Instant Report “Covid 19” dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) della Cattolica di Milano, ci sono dei “timidi” segnali positivi sul controllo di questa quarta ondata pandemica, causata principalmente dalla variante Omicron. Dopo 5 settimane di trend di forte crescita, questa settimana sembra si sia affievolito questo “sprint”, come spiegato da Americo Cicchetti, direttore di Altems. Si registra un calo della pressione sui sistemi sanitari, sebbene a livello regionale questo dato possa variare sensibilmente.

Secondo Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, in Italia si registra sì un rallentamento, ma non una “discesa evidente”, come invece mostrato dai trend degli altri Paesi. È per questo motivo che bisognerà aspettare almeno altre due o tre settimane per affermare con certezza che il picco è stato raggiunto e superato in Italia. Perciò, pure se il lockdown è una possibilità ormai lontana, l’attenzione deve rimanere alta per le prossime settimane.

Nessun lockdown in Italia: cosa potrebbe accadere?

E se l’Italia introduce nuove restrizioni, ci sono Paesi come la Gran Bretagna, che hanno detto addio alle restrizioni dall’oggi al domani. È naturale dunque domandarsi cosa potrebbe accadere in Italia. Secondo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, che da mesi cerca di smorzare l’allarmismo appellandosi al ritorno di una pseudo-normalità, c’è bisogno di una “via di mezzo”.

Stando alle parole dell’infettivologo, i ricoveri sono ormai stabili, e quindi in questo momento anche il Governo italiano dovrebbe “cercare di capire come uscire” dalla pandemia. Alcune misure restrittive andrebbero riviste, come la riduzione dei posti negli stadi o la mascherina all’aperto. Non solo, secondo Bassetti si potrebbe pensare anche a una revisione del sistema delle zone a colori per le Regioni o ancora alla “Dad a scuola per i vaccinati".

Si potrebbe quindi aprire realmente una nuova stagione per la gestione della pandemia in Italia, che preveda un progressivo allentamento delle restrizioni, in modo da poter comunque tener sotto controllo la curva epidemiologica e i contagi.

Iscriviti a Money.it