Lavoro: parte la riforma degli ammortizzatori sociali. Annuncio Catalfo

Lavoro: parte la riforma degli ammortizzatori sociali da questa settimana come annunciato qualche ora fa dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo. Ad affiancarla ci sarà una commissione di esperti.

Lavoro: parte la riforma degli ammortizzatori sociali. Annuncio Catalfo

Lavoro: arriva la riforma degli ammortizzatori sociali annunciata dalla titolare del dicastero Nunzia Catalfo. Al centro della riforma degli ammortizzatori sociali, per PD e 5 Stelle, ci sarebbe principalmente la cassa integrazione con l’obiettivo di avere un unico strumento; spazio dovrebbe trovare anche la Naspi (su questa non si sono ancora espressi i grillini).

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato l’inizio dei lavori per la riforma degli ammortizzatori sociali sulla sua pagina Facebook ufficiale a partire da questa settimana con una commissione costituita ad hoc e che avrà anche l’obiettivo di dialogare con imprese e sindacati.

Vediamo nel dettaglio in cosa consisterebbe questa riforma degli ammortizzatori sociali nel mondo del Lavoro secondo quanto annunciato dalla ministra.

Lavoro: parte la riforma degli ammortizzatori sociali secondo Catalfo

Il mondo del lavoro avrà a breve una riforma degli ammortizzatori sociali con la commissione predisposta che come annunciato da Catalfo dovrebbe iniziare a operare dalla settimana corrente. La ministra ha infatti esordito così su Facebook due giorni fa:

“La settimana prossima si apre il cantiere per la riforma degli ammortizzatori sociali. Ho istituito, infatti, la commissione che avrà il compito di definire linee di indirizzo e interventi su questo tema, dialogando anche con imprese e sindacati. Commissione che si riunirà per la prima volta nella giornata di lunedì.”

Le linee guida per la riforma degli ammortizzatori sociali la ministra Catalfo le ha presentate insieme alla sottosegretaria al Lavoro PD Francesca Puglisi. In particolare gli obiettivi da perseguire con la riforma sono tre:

  • continuità occupazionale durante le crisi aziendali;
  • facilitare i processi di riconversione industriale;
  • evitare interventi frammentari e con provvedimenti specifici (cercando di scongiurare il ricorso al Parlamento per le singole vertenze come nel caso di Mercatone Uno).

Tra i nodi cruciali la cassa integrazione laddove per gli esperti resta sempre in ballo la possibilità di un ammortizzatore unico. Il governo su questo ancora non è chiaro, ma tra gli obiettivi vi sarebbe quello di rivedere le proroghe come anche il contratto di espansione.

Altro ammortizzatore sociale potenzialmente al centro della riforma è la Naspi; per una parte della maggioranza, quella dem, andrebbe rivista l’indennità di disoccupazione creando uno strumento universale e tra le altre cose prevedere l’ampliamento dell’assegno di ricollocazione e creare un legame tra la fine del periodo di disoccupazione e il reddito di cittadinanza, anche in virtù dell’obiettivo della ricerca del lavoro.

Non solo anche la cassa integrazione per l’emergenza COVID-19 potrebbe subire una proroga fino a fine anno per le aziende che ne abbiano effettivamente bisogno. Per quelle che vi rinunciano riportando sul posto di lavoro a regime i dipendenti si penserebbe a incentivi sotto forma di sgravi contributivi per alcune mensilità a patto che nei successivi mesi non provvedano ai licenziamenti.

Resta sempre, specie se si guarda alla proroga della cassa integrazione, il problema delle risorse che al momento non sembrano sufficienti e sulle quali ministero del Lavoro e MEF stanno lavorando.

Riforma ammortizzatori sociali: commissione al lavoro

Per la riforma degli ammortizzatori sociali la ministra Catalfo ha annunciato, e presentato, la commissione che l’affiancherà nel duro lavoro che aspetterà nelle prossime settimane il suo ministero. La ministra, nel medesimo messaggio social ha dichiarato:

“Per affrontare le sfide che ci riserva il mercato del lavoro nell’era post-Covid, serve un vero e proprio cambio di paradigma: dobbiamo ripensare gli ammortizzatori sociali, uscendo dalla logica del mero sostegno economico “passivo” ed entrando in quella che mette al centro la formazione del lavoratore e le politiche attive, al fine di assicurare loro l’occupabilità e un tempestivo riposizionamento sul mercato stesso in caso di uscita.”

Ha poi continuato:

“Desidero augurare buon lavoro ai componenti della commissione - i professori Marco Barbieri, Vito Pinto e Dario Guarascio e le professoresse Simonetta Renga e Mariella Magnani - che mi affiancheranno in questo importante progetto per il nostro Paese.”

Questa la commissione presentata dalla ministra Catalfo che come da lei annunciato lavorerà anche dialogando con imprese e sindacati.

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