Contratto di espansione: cos’è lo scivolo per pensione anticipata?

Sara Nicosia

30 Settembre 2019 - 17:20

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Che cos’è e come funziona il contratto di espansione, l’ammortizzatore sociale che permette di andare in prima in pensione e perché rischia di sparire nella prossima legge di bilancio.

Il contratto di espansione, nato all’interno del decreto crescita del governo gialloverde, era stato pensato come un completamento della, forse, ben più nota compagna in tema di pensionamenti anticipati; Quota 100.

Oggi però, lo scivolo di pensionamento che si realizza con il contratto di espansione rischia di sparire. Per il suo finanziamento sono stati infatti stanziati, nella precedente manovra finanziaria, circa 63,7 milioni di euro.

E, come è noto, il nodo cruciale che il governo giallorosso si trova a dover dipanare è proprio quello inerente il reperimento di fondi per la legge di Bilancio che permettano sia di realizzare le promesse fatte con il programma di governo, sia di stabilizzare l’Iva, bestia nera dei conti dello Stato.

Ed ecco quindi il punto. Il futuro del contratto di espansione è davvero incerto, se non troverà spazio nella prossima legge di Bilancio il rischio di sparire è davvero concreto. Posto che, secondo quanto previsto dal decreto crescita, la misura non sarebbe andata oltre il 2020.

Contratto di espansione, che cos’è?

Come anticipato, il contratto di espansione fa parte del decreto crescita introdotto dall’ex governo gialloverde, ed è un ammortizzatore sociale che permette aziende con più di mille dipendenti interessate ad azioni di riorganizzazione aziendale volte alla crescita dell’azienda, di fornire uno scivolo di pensionamento agevolato.

Il contratto di espansione permette quindi alle aziende di riorganizzarsi in tre passaggi:

  • accompagnare i lavoratori vicini alla pensione;
  • riqualificare il personale che rimane;
  • assumere nuovo personale.

La misura è nata come sperimentale, per gli anni 2019 e 2020, e si rivolge a una platea non troppo ampia, rappresentata dal tessuto produttivo italiano di piccole e medie imprese. I lavoratori che però potrebbero beneficiare della misura non sono tanto pochi; almeno 2,6 milioni.

Come abbiamo detto però, la misura non solo è sperimentale e quindi necessita per forze di cose di una proroga per continuare a operare anche nel 2020, ma è anche costosa.

Per il 2019 sono stati stanziati 63,7 milioni di euro che al momento difficilmente troveranno spazio nella prossima manovra finanziaria. Anche se presenta dei vantaggi, vediamo quali.

Contratto di espansione e isopensine: il confronto

Nonostante i costi elevati di mantenimento, il contratto di espansione rappresenta una alternativa più che valida alla modalità di isopensione introdotta con la legge Fornero del 2012, creata per facilitare l’uscita dal lavoro dei lavoratori più anziani.

L’isopensione ha dei costi decisamente più alti del contratto di espansione dato che il pagamento dell’assegno sostitutivo della pensione va tutto a carico delle aziende.

Al contrario, con il contratto di espansione anche lo Stato entra in gioco finanziando la Naspi (se prevista) e la cassa integrazione nel caso di eventuali riduzioni dell’orario di lavoro degli altri dipendenti.

Differenze non solo sul piano economico ma anche concettuale. L’isopensione sembra rivolgersi ad aziende più orientate ad ottimizzare l’occupazione posseduta, rivolgendosi a lavoratori che hanno già pieno diritto alla pensione e facendosi carico dei costi.

Il contratto di espansione ha invece come obiettivo la crescita. Il presupposto per cui si realizzi è che venga al avviato in azienda un processo di assunzioni coerenti con il piano industriale.

La politica passiva, ovvero l’integrazione dell’assegno di pensione a carico dello Stato, supporta la politica attiva che si realizza nel progetto riqualificazione e incremento delle competenze in azienda.

I dipendenti che entro cinque anni dall’inizio della politica di riqualificazione abbiano maturato i requisiti per la pensione e che non intendano partecipare al processo di cambiamento possono così accedere al pensionamento anticipato.

Il contratto di espansione per il pensionamento è in realtà una possibilità residuale e volontaria dato che il vero l’obiettivo primario della formula è favorire la crescita dell’azienda.

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