Lavoro in banca a rischio: 56.000 licenziamenti in arrivo, ecco dove

Il lavoro in banca è a rischio e sono in arrivo 56.000 licenziamenti. Il taglio del personale riguarda tutti i principali istituti bancari europei. Analizziamo la crisi e i numeri degli esuberi.

Lavoro in banca a rischio: 56.000 licenziamenti in arrivo, ecco dove

Lavoro in banca a rischio in Europa: in arrivo 56.000 licenziamenti nei principali gruppi bancari dei Paesi europei.

Il settore bancario soffre e corre ai ripari con drastici piani di tagli al personale. L’ultimo annuncio è arrivato da HSBC: la banca licenzia 10.000 dipendenti. Con lo scopo di migliorare i numeri del bilancio nel breve termine, il nuovo CEO della banca cinese-britannica, Neil Quinn, ha predisposto il taglio del 4% della forza lavoro impiegata negli uffici diffusi in tutto il mondo.

La strategia dei licenziamenti interesserà soprattutto le filiali in Europa e figure manageriali e dell’executive. Il numero totale di lavoratori in esubero si attesta intorno alle 56.000 unità considerando l’intero Continente.

La notizia sulla riduzione del personale in HSBC, infatti, è solo la conferma di un trend negativo che sta coinvolgendo ampiamente il settore bancario in Europa. Nel 2019 i principali istituti finanziari europei hanno manifestato segni di crisi importanti, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro e disegnando prospettive poco incoraggianti.

Lo scenario economico-finanziario incerto a livello internazionale e gli ultimi sviluppi del settore, che ha visto emergere start-up di digital banking e Fintech, non promettono nulla di buono per le banche tradizionali. Intanto, si prosegue con un ridimensionamento degli impiegati, con effetti immediati e negativi sull’occupazione.

56.000 licenziamenti nelle banche europee: ecco dove

Sembra che nessuno dei grandi gruppi bancari europei sia esente dal piano di tagli e licenziamenti. La crisi bancaria in Europa, infatti, conta circa 56mila operatori in esubero nel settore.

Il caso HSBC è soltanto l’ultimo della lista. Neil Quinn, che succede a Flint, ha oggi il compito di gestire la crisi del grande gruppo finanziario, che nonostante il periodo non favorevole con tutte le incognite della Brexit, risulta essere uno dei pochi a continuare investimenti nel Regno Unito. Il tasto dolente resta la questione dei dipendenti. Se in estate, infatti, era stato annunciato un piano di circa 4.000 tagli al personale, ora la strategia di HSBC prevede licenziamenti pari a 10.000 unità.

A soffrire è anche il gruppo bancario inglese Barclays, che ha licenziato 3mila persone quest’estate. La banca spagnola Santader ha previsto la chiusura di 140 filiali sul suo territorio ed esuberi sono previsti anche a causa dell’operazione di aggregazione con il Banco Popular. Sempre in Spagna, Caixa taglierà 2.000 posti.

La tedesca Deutsche Bank, ancora scossa dall’impatto dei derivati tossici e della crisi di Lehman Brothers, procederà con il licenziamento di 18.000 persone.

La prima banca polacca, Bank Pekao, ha approvato un piano di tagli di 900 persone e la francese SocGen subirà un ridimensionamento consistente, con 1.600 addetti in meno.

L’Italia non sembra essere esente dal contagio della crisi bancaria in Europa. Il gruppo Unicredit potrebbe prevedere un taglio di 10.000 persone, attuando un piano di licenziamenti senza eguali nel nostro Paese.

Lavoro in banca: i motivi dei licenziamenti

La crisi bancaria in Europa, testimoniata dai concreti piani di licenziamento che stanno colpendo un po’ tutti i principali Paesi, ha diverse cause.

Innanzitutto, occorre analizzare le incognite che stanno erodendo la fiducia nei mercati e nei canali finanziari tradizionali. Fenomeni come la Brexit - che pare non avere una via d’uscita - la guerra commerciale tra USA e Cina, l’andamento dei tassi di interessi negativo soprattutto in Inghilterra non aiutano le banche a risollevarsi.

La politica di abbassamento dei tassi portata avanti dalla BCE di Mario Draghi, inoltre, ha colpito proprio l’attività fondante della banca, ovvero il prestito di denaro per ottenerne un profitto.

Le banche tradizionali, inoltre, sono sempre più minacciate dalla digitalizzazione e dall’automazione del lavoro, oltre che dal proliferare di start-up operanti nel Fintech e nel digital banking. Il mondo mobile e i servizi finanziari che offre stanno scalzando il ruolo di sportelli, uffici, personale.

C’è un cambiamento in atto nel mondo bancario. Per ora, però, i risultati più evidenti sono i licenziamenti nei principali istituti europei.

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