Quanto si guadagna nei giorni festivi? Facciamo chiarezza sulle maggiorazioni in busta paga previste dai singoli contratti.
Il lavoro nei giorni festivi non può essere trattato allo stesso modo delle altre giornate lavorative.
Fermo restando che, in linea generale, il lavoratore ha diritto ad astenersi dal lavoro durante le festività infrasettimanali, ci sono circostanze in cui la prestazione può essere richiesta, ad esempio quando è stata prevista da uno specifico accordo applicabile al rapporto di lavoro oppure in presenza di particolari discipline di settore.
In caso di svolgimento dell’attività lavorativa durante una festività, il dipendente ha comunque diritto a uno specifico trattamento economico, al quale si aggiunge generalmente una maggiorazione dello stipendio.
Il problema è che alla domanda quanto si guadagna in più lavorando durante una festività non esiste una risposta uguale per tutti. A stabilire la percentuale della maggiorazione è infatti soprattutto il contratto collettivo applicato, con differenze anche significative da un settore all’altro.
Vediamo quindi quanto spetta a chi lavora nei giorni festivi, come si calcola la maggiorazione e quali sono alcune delle percentuali previste dai principali contratti collettivi.
Busta paga nei giorni festivi
Nel nostro ordinamento alcuni giorni dell’anno sono riconosciuti come festività, in quanto destinati alla celebrazione di ricorrenze civili o religiose. Si tratta di giornate per le quali sono previste specifiche tutele anche dal punto di vista della retribuzione. La disciplina di riferimento parte dalla legge n. 260 del 1949, successivamente modificata e integrata.
Per capire quanto spetta in busta paga nei giorni festivi bisogna distinguere tre situazioni:
- La prima è quella della festività non lavorata: se il dipendente non lavora perché si tratta di una giornata festiva, conserva il diritto al trattamento economico previsto per la festività secondo le regole applicabili al proprio rapporto di lavoro.
- C’è poi la festività lavorata: la legge prevede che, quando il lavoratore presta attività durante una festività, oltre al trattamento dovuto per la giornata gli spetti anche la retribuzione relativa alle ore effettivamente lavorate, con la maggiorazione prevista per il lavoro festivo. Come anticipato, la percentuale della maggiorazione non viene stabilita in maniera uniforme dalla legge, in quanto è il Ccnl applicato dall’azienda a determinare quanto vale il lavoro festivo e la base retributiva sulla quale deve essere calcolato.
- Infine c’è la festività non goduta, come nel caso in cui una festività coincida con la domenica. La legge prevede, per le fattispecie alle quali si applica questa disciplina, un trattamento economico aggiuntivo corrispondente all’aliquota giornaliera.
Attenzione quindi a non confondere le tre situazioni: non lavorare durante una festività, lavorare durante una festività e avere una festività che coincide con la domenica possono produrre effetti differenti sulla busta paga.
Lavoro festivo, retribuzione e maggiorazioni: quanto spetta
Arriviamo quindi alla domanda principale: quanto viene pagato in più il lavoro festivo?
Come abbiamo visto, non esiste una percentuale valida per tutti. Il trattamento cambia in base al Ccnl applicato e bisogna inoltre fare attenzione a distinguere il normale lavoro festivo dallo straordinario festivo o dal lavoro festivo notturno.
Ecco alcuni esempi:
| CCNL | Tipologia di lavoro | Maggiorazione |
|---|---|---|
| Terziario, Distribuzione e Servizi - Confcommercio | Lavoro straordinario festivo | 30% |
| Pubblici esercizi, Ristorazione e Turismo | Lavoro festivo | 20% |
| Cooperative sociali | Lavoro festivo e domenicale | 15% |
| Cooperative sociali | Straordinario festivo diurno | 30% |
| Cooperative sociali | Straordinario festivo notturno | 50% |
| Metalmeccanici industria | Lavoro festivo | 50% |
| Metalmeccanici industria | Lavoro festivo con riposo compensativo | 10% |
| Metalmeccanici industria | Straordinario festivo | 55% |
| Pulizie e Multiservizi | Lavoro nei giorni festivi | 50% |
| Pulizie e Multiservizi | Straordinario festivo | 65% |
| Pulizie e Multiservizi | Straordinario notturno festivo | 75% |
| Logistica, Trasporto merci e Spedizione | Lavoro nelle festività nazionali e infrasettimanali nell’orario normale | 50% |
Esempi di calcolo della maggiorazione per lavoro festivo
Facciamo qualche esempio per capire meglio quanto può aumentare la busta paga.
Supponiamo, per semplicità, che la retribuzione oraria da utilizzare come base per la maggiorazione sia pari a 10 euro.
Con una maggiorazione del 20%, per ogni ora lavorata durante la festività spettano 2 euro in più. In caso di turno di 8 ore, quindi, la sola maggiorazione vale 16 euro.
Con una maggiorazione del 30%, invece, l’incremento è di 3 euro per ogni ora, quindi 24 euro in più per 8 ore di lavoro.
Se invece il Ccnl riconosce una maggiorazione del 50%, per ogni ora spettano 5 euro aggiuntivi e un turno di 8 ore determina quindi 40 euro di maggiorazione.
Con una maggiorazione del 60%, l’incremento è di 6 euro l’ora, quindi 48 euro per 8 ore, mentre con il 65% si sale a 52 euro e con una maggiorazione del 75% a 60 euro.
Naturalmente si tratta solamente di esempi. Per il calcolo effettivo non sempre è sufficiente prendere la paga oraria indicata nel cedolino e applicare la relativa percentuale, perché è lo stesso Ccnl a stabilire quali elementi della retribuzione costituiscono la base di calcolo della maggiorazione.
Bisogna inoltre distinguere il lavoro festivo ordinario dallo straordinario festivo. Lavorare durante una festività, infatti, non significa automaticamente fare straordinario: se la prestazione rientra nell’orario normale si applicano le regole previste per il lavoro festivo; se invece vengono superati i limiti dell’orario ordinario può trovare applicazione la specifica maggiorazione prevista per lo straordinario festivo.
Lavoro festivo, nel 2026 si pagano meno tasse sulla maggiorazione
C’è infine una novità particolarmente importante per il 2026, perché in alcuni casi il guadagno netto derivante dal lavoro festivo può essere più alto rispetto al passato.
La legge di Bilancio 2026 ha infatti introdotto, esclusivamente per i lavoratori dipendenti del settore privato che rispettano i requisiti previsti, un’imposta sostitutiva del 15% sulle somme riconosciute per maggiorazioni e indennità collegate, tra le altre cose, al lavoro festivo. L’agevolazione si applica alle somme corrisposte nel 2026 entro il limite complessivo di 1.500 euro annui e riguarda i lavoratori che nel 2025 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 euro.
L’Agenzia delle Entrate ha inoltre chiarito che l’agevolazione riguarda le maggiorazioni e le indennità riconosciute per il lavoro svolto nei giorni festivi e, nel caso dello straordinario festivo, può interessare l’intera retribuzione corrisposta per quelle ore e non solamente la maggiorazione.
Questo significa che nel 2026, per chi rientra nella platea prevista dalla legge, una parte dei compensi legati al lavoro festivo può essere sottoposta al 15% al posto dell’ordinaria Irpef e delle relative addizionali, con un vantaggio che si traduce direttamente in un netto più elevato in busta paga.
Resta invece dovuta la contribuzione previdenziale prevista sulla retribuzione.