M5S, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha copiato la tesi di dottorato?

Per un caso simile, il M5S chiese le dimissioni della ministra renziana Marianna Madia. E adesso?

M5S, la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina ha copiato la tesi di dottorato?

La neo-ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina avrebbe copiato ampi passaggi della sua tesi di dottorato. È l’accusa lanciata dal quotidiano La Repubblica con la firma del linguista, critico letterario ed ex preside Massimo Arcangeli.

Lunghi passaggi, da tre, quattro o cinque righe ciascuno, presi di sana pianta dai manuali. Non ha pace il ministero dell’Istruzione, che a pochi giorni dall’insediamento di una nuova inquilina vede spuntare un nuovo caso.

Nuovo caso per il Ministero dell’Istruzione

Lorenzo Fioramonti si è dimesso alla fine del 2019 in polemica con il governo di cui faceva parte che nella manovra non aveva destinato abbastanza fondi alla scuola e all’università.

L’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha quindi deciso di scorporare il Dicastero: alla scuola è andata Azzolina, all’università è andato Gaetano Manfredi.

Lucia Azzolina era già sottosegretaria del Movimento 5 Stelle, dunque sarà interessante vedere la posizione che prenderà Luigi Di Maio sulla questione. Perché quando si trattò della ministra renziana Marianna Madia, finita in uno scandalo simile, il M5S fu molto duro nelle critiche.

Nel 2009, la ministra pentastellata conseguì il dottorato presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento del sostegno dell’Università di Pisa con una tesi di 41 pagine dal titolo “Un caso di ritardo mentale lieve associato a disturbi depressivi”. Il relatore era Gianluca D’Arcangelo.

La ministra M5S Azzolina ha copiato la tesi?

Secondo il linguista di Repubblica, dal confronto di diversi passi delle prime tre pagine del lavoro - l’estratto disponibile online - “si scopre che più o meno la metà di quel che c’è scritto in quell’estratto è il risultato di un plagio”.

Il problema non è soltanto che la ministra “non virgoletta quel che non è farina del suo sacco”, il ché sarebbe già “di per sé molto grave”. Ma che “nei luoghi corrispondenti ai passi interessati, per giunta, non cita nessuna delle fonti cui ha attinto a man bassa”.

Nessuno dei testi citati (senza essere virgolettati), sottolinea Arcangeli, è presente nella bibliografia della tesi.

I passaggi “scippati”, in particolare, sono quattro: due al Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti alla definizione di «ritardo mentale», uno al Trattato italiano di psichiatria curato da Luigi Ravizza, Gabriele Masi, Mara Marcheschi e Pietro Pfanner, un altro alla versione italiana del Diagnostic and statistical manual of mental disorders.

Testi, spiega il linguista, molto noti agli addetti ai lavori. Il quarto, anzi, “è talmente familiare [...] che riesce difficile spiegarsi come non se ne sia accorto già il relatore della tesi discussa da Lucia Azzolina”.

Per un fatto simile, il grillino Danilo Toninelli arrivò a chiedere le dimissioni di Marianna Madia. Come si comporterà il M5S adesso?

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