La guerra commerciale è un’opportunità per i mercati emergenti?

Di scena a Johannesburg una riunione tra i leader dei mercati emergenti, che discuteranno soprattutto di guerra commerciale. Rappresenta una minaccia o un’opportunità?

La guerra commerciale è un'opportunità per i mercati emergenti?

Il blocco delle economie emergenti noto come BRICS lotta da tempo per rappresentare una voce unificata sulla scena internazionale. Ora potrebbe essere proprio Donald Trump - visto l’inasprirsi della guerra commerciale - a dargli una spinta decisa in questa direzione.

La battaglia a colpi di dazi, attiva soprattutto sul triangolo USA-Cina-UE, sta andando a delineare uno scenario di rallentamenti economici e Paesi penalizzati, confermando quella massima del mercato che non vede vincitori ma solo sconfitti tra gli attori di un conflitto commerciale.

Proprio in ottica protezionismo, può rivelarsi cruciale la riunione di oggi a Johannesburg tra i leader di Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, in occasione del meeting annuale.
Secondo diversi osservatori internazionali, se il gruppo dei cinque Paesi gioca bene le sue carte può sfruttare i conflitti in corso per intensificare i suoi scambi commerciali.

BRICS: approfittare della guerra commerciale

Duncan Innes-Ker, direttore regionale per l’Asia dell’Economist Intelligence Unit, sostiene che i membri del blocco BRICS hanno l’opportunità di assumere ruoli da protagonisti e non vedono l’ora di approfittarne.
Questi Paesi emergenti si battono da sempre per una fine del dominio occidentale, ma soffrono una mancanza di unità.

Rajiv Biswas di IHS Markit considera un fallimento il recente G20, che era stato presentato come contributo fondamentale per combattere la minaccia guerra commerciale. Per questo il vertice dei Paesi BRICS potrebbe rappresentare un vero e proprio spot per la liberalizzazione del commercio.

L’amministrazione Trump si è opposta all’etichetta protezionismo, e ha descritto la sua come una reazione a pratiche commerciali sleali. I Paesi penalizzati da Trump, all’opposto, stanno cercando di dipingere gli Stati Uniti come contrari al libero scambio.

È proprio al centro di questo contraddittorio che dovrebbero cercare di inserirsi i mercati emergenti secondo Biswas, approfittandone per stringere accordi con diversi Paesi.
In questo modo, il volatile scenario commerciale potrebbe avvantaggiarli sempre di più.

Anche se prevale la fiducia in attesa degli esiti del primo giorno di negoziati, alcuni sottolineano come le politiche divergenti che caratterizzano i cinque EM - di base molto diversi tra loro - potrebbero ostacolarli seriamente.

Tra i critici c’è Deborah Elms, direttore esecutivo dell’Asian Trade Center, che nota proprio le diverse strutture interne e spiega che la vera sfida per i BRICS è sempre stata quella di riuscire a rendere concreta e funzionale la loro unione.

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