La Groenlandia risponde a Trump: “Siamo aperti al business, non alla vendita”

L’isola più grande del mondo vuole fare affari, senza vendersi. Cos’ha da offrire? Risorse naturali, l’acqua più pura e la nuova frontiera del turismo d’avventura

La Groenlandia risponde a Trump: “Siamo aperti al business, non alla vendita”

La sorprendente proposta del presidente Donald Trump di acquistare la Groenlandia ha incassato il sonoro rifiuto della Danimarca prima e del governo della stessa isola poi. È stato il Ministero degli Esteri groenlandese a rispondere al presidente statunitense, scrivendo su Twitter che l’isola più grande del mondo è “aperta al business, non alla vendita”.

Trump vuole comprare la Groenlandia

Il tycoon ha suggerito più volte, e secondo il Wall Street Journal “a vari livelli di serietà”, l’idea di acquistare il territorio danese. La proposta di Trump potrebbe venire dal fatto che la Danimarca - pare - abbia qualche difficoltà economica a sostenere il territorio, al quale deve circa 3,4 miliardi di corone l’anno (oltre 450 milioni di euro).

La Groenlandia, grazie a un referendum di una decina di anni fa, ha completa autonomia su tutte le materie fuorché finanze, politica estera e difesa militare. Un parere dell’esecutivo dell’isola, insomma, era auspicabile, dato che il territorio ha una forte vocazione identitaria.

Groenlandia risponde a Trump

Presto detto, la risposta del Ministero degli Affari Esteri non si è fatta attendere, trasformando la notizia in un’occasione di marketing. Così l’account ufficiale del social network ha scritto (in inglese, in modo che anche Trump capisse): “La Groenlandia è ricca di risorse di valore come minerali, acqua e ghiaccio più puri, risorse ittiche, energie rinnovabili e la nuova frontiera del turismo d’avventura. Siamo in affari, non in vendita”.

Situata nell’Atlantico del Nord, la Groenlandia è vista come un sito geopolitico strategico perché i ghiacci - a causa del cambiamento climatico - si stanno sciogliendo, offrendo nuove rotte per il trasporto marittimo.

Non è la prima volta, comunque, che un presidente statunitense avrebbe tentato l’acquisto dell’isola, che geograficamente appartiene al continente nordamericano. Nel 1946, infatti, si dice che il presidente Harry Truman avrebbe offerto alla Danimarca 100 milioni di dollari e alcune regioni dell’Alaska in cambio del territorio.

Il presidente USA dovrebbe visitare la Danimarca il 2 Settembre prossimo. Tornerà di nuovo all’attacco rilanciando la trattativa? Intanto la sua idea è stata preda dell’ironia social.

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