La Cina taglia le stime Pil 2019

Frenata per la crescita economica in Cina: il nuovo target sul Pil 2019 è stato fissato sotto il range del 6-6,5%.

La Cina taglia le stime Pil 2019

A lanciare l’allarme appena due giorni fa era stata la Banca Mondiale: la crescita globale rischia una seria frenata. Colpa delle tensioni commerciali innescate dalla guerra tra Usa e Cina.

E proprio dalla Cina, sul rallentamento della quale si erano già espressi diversi analisti, arrivano ora notizie poco confortanti. Il Paese del Dragone, infatti, ha rivisto le stime di crescita del Pil per il 2019 fissando il target al di sotto del range 6-6,5%.

Intanto, le speranze di una tregua nella battaglia tra Washington e Pechino hanno spinto la performance delle Borse asiatiche che si avviano a chiudere la settimana in positivo.

Cina taglia le stime di crescita

È uno studio dell’agenzia Reuters a rivelare le intenzioni della Cina. L’obiettivo di crescita economica stimata dal governo per il 2019 sarà inferiore al 6-6,5%, posizionandosi al di sotto del target di 6,5% dello scorso anno.

Un taglio di circa mezzo punto percentuale che preoccupa e che porta le attese ai livelli minimi dal 1990.

I timori per un rallentamento sono, dunque, concreti e come spiegato da una fonte alla Reuters, è verosimile pensare che sia piuttosto difficile superare quel 6,5% nell’anno appena iniziato, avvertendo che “ci potrebbero essere problemi se la crescita scende al di sotto del 6%”.

Il nuovo obiettivo sarebbe già stato approvato e dovrebbe essere presentato alla sessione parlamentare annuale del prossimo marzo.

Le mosse attese

Rivedere le stime di crescita significa ripensare anche al progetto di prosperità che Pechino stava immaginando per i prossimi anni. A tal proposito, c’è chi fa notare quanto sia importante che il dato non scenda sotto il 6,2%, pena: il mancato rispetto degli obiettivi di migliorare non solo il Pil ma anche i redditi al 2020.

Tra le mosse attese, anche quella della Banca Centrale Cinese che, secondo gli esperti sentiti dalla Reuters, potrebbe concedere maggiore liquidità alle piccole e medie imprese con l’intento di spingere verso un miglioramento sia sul fronte della crescita che dell’occupazione. Improbabile, invece, che tagli i tassi di interesse.

Cos’altro ci si potrebbe attendere invece da Pechino? Probabilmente un pacchetto di misure che aiutino a stimolare l’economia, con interventi in materia fiscale per le imprese e investimenti infrastrutturali.

I mercati si aspettano, in particolare, un taglio dell’Iva che rappresenta un terzo delle entrate pubbliche totali: oggi va dal 6% per il settore dei servizi e al 16% per i produttori

Rallentamento mondiale

Se i timori di una rallentamento della crescita e dei consumi in Cina sta diventando sempre più concreto – tanto da spingere società come Apple e Samsung a rivedere le previsioni sui conti – non è esclusa anche una frenata dell’economia a livello globale.

L’allarme è stato lanciato pochi giorni fa dalla Banca Mondiale, che guarda con un certo pessimismo sia al 2019 che al 2020: quest’anno il Pil è atteso al 2,9%, mentre l’anno prossimo in calo al 2,8%.

Iscriviti alla newsletter Economia e Finanza per ricevere le news su Cina

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.