Italia: rapporto Debito/PIL è spaventoso. Ecco cosa ci dicono i dati

Marco Ticciati

25/06/2020

12/04/2021 - 17:56

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Analisi delle prospettive di crescita del rapporto Debito/PIL in Italia in confronto agli altri paesi dell’Eurozona, unita alle informazioni provenienti dai dati macroeconomici.

Italia: rapporto Debito/PIL è spaventoso. Ecco cosa ci dicono i dati

Nella giornata di mercoledì sono uscite le stime del Fondo Monetario Internazionale in merito al futuro andamento delle economie globali.

Per l’economia italiana non è andata bene. L’organizzazione con sede a Washington ha stimato un calo del PIL per il 2020 del 12,8% sulla scia della pandemia COVID-19 contro le stime precedenti del mese di aprile che davano il PIL italiano in calo del 9,1%.

In deciso rialzo il rapporto debito PIL, che è previsto in crescita fino a un livello pari al 166,1%.

In aumento il debito in Italia

La situazione economica italiana non è buona secondo le stime dell’FMI.

L’organizzazione ha infatti reso note le stime sui fondamentali macroeconomici delle economie globali designando per la penisola italiana un PIL in calo del 12,8% quest’anno contro le precedenti stime di aprile che parlavano di un -9,1% e un deficit/PIL pari a 12,7% con una stima precedente che si attestava al 8,3% del PIL.

Questo quadro che non ha interessato solamente la penisola italiana, risulta essere molto peggiore rispetto allo scenario relativo alla crescita del PIL fatta registrare nel primo trimestre scorso.

PIL paesi europei primo trimestre 2020. 1=Europa 2=Italia 3=Germania 4=Francia 5=Gran Bretagna 6=Spagna

Tuttavia, anche i dati relativi al PIL del primo trimestre del 2020, che in parte considerano gli effetti del COVID-19, fanno registrare un PIL più basso per l’Italia.

I nuovi dati mostrati dall’FMI vanno a disegnare un quadro molto pessimistico dell’economia italiana, fortemente sotto sforzo a causa degli effetti economici della pandemia COVID-19.

Il lockdown e le conseguenti misure da prendere per attenuare gli effetti economici della pandemia hanno causato in Italia:

  • un forte calo del PIL pari a -12,8% per il 2020. Un dato superiore alle attese;
  • l’incremento del rapporto debito/PIL italiano che salirà da 134,8% a 166,1% a fine 2020;
  • un maggiore deficit/PIL che salirà a 12,7%;
  • conseguenze pesanti sul mercato del lavoro, già in situazione di forte precarietà.

Chi ne paga di più le spese è proprio il mercato del lavoro, nonostante i dati relativi sul tasso di disoccupazione mensile del mese di maggio sembrano dire il contrario.

Tasso di disoccupazione paesi europei mese di maggio. 1=Europa 2=Italia 3=Germania 4=Francia 5=Gran Bretagna

Le misure restrittive messe in atto dal Governo Conte hanno previsto la chiusura di attività economiche. Come conseguenza, molti cittadini italiani hanno perso il posto di lavoro.

Anche i dati sulla disoccupazione dei principali paesi europei mostrano come l’Italia abbia avuto un tasso di disoccupazione vicino alla media Europea.

L’Italia non è l’unico paese che pagherà di più le spese della pandemia COVID-19 in termini sia di crescita del PIL che di rapporto Debito/PIL.

Il peggioramento riguarda tutti i paesi dell’Eurozona, dalla Francia che quest’anno balzerà al 125,7% del PIL, alla Spagna (123,8%) e alla Germania dove crescerà di 16 punti sul 2019 ma mantenendosi al 77,2%.

Nonostante l’Italia non sia la sola colpita dagli effetti economici della pandemia, la situazione economica attuale va ad aggravare le condizioni della finanza pubblica italiana in relazione alle condizioni della finanza pubblica degli altri paesi europei.

I dati mostrano un rapporto Debito/PIL italiano in crescita negli ultimi 10 a contro un trend decrescente mostrato dal rapporto Debito/PIL dell’Unione Europea.


Rapporto Debito/PIL italiano vs rapporto Debito/PIL europeo 2010-2020

Parallelamente analizzando i dati sia sui rendimenti delle obbligazioni europee si i dati sui rendimenti delle obbligazioni italiane si vede che:

  • con l’aumento del Debito/PIL in Italia il rendimento delle obbligazioni governative italiane con scadenza 10 anni scende;
  • la diminuzione del rapporto Debito/PIL europeo si associa a una riduzione del rendimento medio delle obbligazioni europee con scadenza 10 anni e con rating AAA.

    Rendimento medio obbligazioni governative europee con scadenza 10 anni con rating AAA 2010-2020


Rendimento obbligazioni governative italiane scadenza 10 anni

Questo dato mostra che l’Italia ha un costo del debito maggiore rispetto al resto dell’Europa con particolare riferimento per paesi come la Germania o il Belgio.

Come conseguenza avremo che gli effetti economici della pandemia potrebbero incrementare il divario tra paesi core e paesi periferici appartenenti all’Unione Europea.

Sul lato industriale, nonostante i dati in miglioramento sia dell’indice PMI che e della fiducia dei consumatori europei dei paesi principali dell’Unione Europea, il quadro macroeconomico continua a dipingere un’Unione Europea ancora in una fase di contrazione economica.

Analizzando il trend dell’indice PMI dei principali paesi europei si vede che sebbene nel mese di maggio i valori fatti registrare dall’indice manifatturiero siano sia ancora molto inferiori a 50 e inferiori alla media europea, l’Italia ha fatto registrare un valore dell’indice PMI superiore a paesi come la Germania o la Francia.

Nonostante il dato positivo di maggio nel periodo di marzo e aprile l’indice PMI italiano è sceso di più rispetto sia agli altri paesi europei che alla media europea.


Indice PMI paesi europei gennaio-maggio 2020 Europa, Italia Germania Francia e Gran Bretagna

Sul lato rapporti con l’estero, analizzando i dati relativi al saldo della bilancia commerciale si può vedere che:

  • l’Italia mostra un saldo della bilancia commerciale negativo per il mese di aprile minore alla Francia;
  • la diminuzione del saldo della bilancia commerciale rispetto al mese precedente è stata maggiore di quella mostrata da paesi come la Francia o la Germania.


Saldo della bilancia commerciale periodo Gennaio-Aprile 2020 paesi: Italia, Francia, Germania e Spagna

Questo dato anche se relativo al mese di aprile ci mostra ancora una volta le difficoltà che sta incontrando l’Italia per far fronte a questa crisi.

Aspettative per il futuro dell’Italia. C’è una via d’uscita?

Nonostante nelle crisi precedenti la domanda di servizi sia stata meno intaccata, con il lockdown la crisi dei servizi è stata persino maggiore di quella manifatturiera e ha colpito economie avanza e economie emergenti allo stesso modo.

Tuttavia chi ne paga maggiormente le spese saranno i paesi più poveri come i paesi emergenti e il paesi dell’Europa meridionale come Italia e Spagna, già fortemente messi alla prova da un mercato del lavoro inefficiente elevato debito pubblico e stime sulla crescita del PIL vicine allo 0% anche prima della pandemia COVID-19.

I dati sulla divergenza sulla crescita del rapporto del Debito/PIL italiano rispetto alla crescita del Debito/PIL europeo non fa ben sperare nel recupero dell’economia italiana rispetto all’economia europea anche se ci sono segnali di ripresa.

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