Italia, secondo Confindustria inizia la ripresa: 500.000 nuovi posti di lavoro entro il 2016, e PIL in crescita dell’1,5%

Italia, secondo Confindustria la crisi è finita: 500.000 posti di lavoro in più entro il 2016 e PIL in costante crescita. Tra le cause dello sviluppo c’è il calo dei prezzi del petrolio e la svalutazione dell’euro, ma il loro effetto potrebbe esaurirsi a breve.

Notizie positive per l’Italia: come rilevato dal Rapporto Scenari Economici pubblicato da Confindustria, entro il 2016 in Italia ci saranno 500.000 posti di lavoro in più.

Anche il PIL è in crescita: nel 2015 il livello del PIL dovrebbe aumentare dell’1%, mentre nel 2016 l’aumento sarà dell’1,5%.Tuttavia, nonostante il buon livello di crescita, il PIL sarà inferiore dell’8,9% rispetto a quello del 2007.

La crescita del PIL avrà effetti positivi sull’occupazione, poiché nel 2016 ci saranno circa 500.000 posti di lavoro in più rispetto al 2016; anche in questo caso la situazione è meno positiva se confrontata con quella del 2007, in cui l’Italia contava circa 287mila occupati in più.

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ha manifestato la sua soddisfazione per le previsioni di crescita, ma ha aggiunto che l’Italia non deve accontentarsi perché può “tornare a crescere di almeno il 2%”.

L’Italia quindi è in ripresa, e secondo le previsioni di Confindustria il livello di crescita nel 2016 potrebbe raggiungere il +2% l’anno se sostenuto da un’adeguata azione riformatrice del Governo.

Quali sono i fattori da cui dipende la crescita economica dell’Italia?

Nonostante la buona notizia riguardante la ripresa economica dell’Italia, bisogna sottolineare come questa dipenda soprattutto da fattori esterni al nostro Paese:

  • calo del prezzo del petrolio;
  • tassi di interesse ai minimi;
  • svalutazione dell’euro;
  • ripresa del commercio mondiale previsto per il 2016.

Come dichiarato dal presidente di Confindustria, queste variabili esogene influiranno positivamente sulla crescita del PIL dell’Italia solamente per due anni, dopodiché il loro effetto si esaurirà. Visti questi scenari futuri, Squinzi ha fatto appello al Governo affinché contribuisca con le riforme a sostenere i livelli di crescita del nostro Paese.

L’aumento dell’occupazione invece dipenderà sia dall’aumento del PIL, sia dalle riforme attuate dal Governo, come:

  • l’introduzione nel mese di gennaio degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato;
  • le nuove regole introdotte dal Jobs Act, che entrerà in vigore da marzo 2016.

500 mila posti di lavoro in più, ma il livello di disoccupazione rimane alto

In Italia il mercato del lavoro è in ripresa, e secondo le previsioni di Confindustria nel 2016 ci saranno circa 500.000 occupati in più. Nonostante questo dato positivo, in Italia il livello di disoccupazione resterà alto: il livello previsto nel 2015 è del 12,5%, mentre quello del 2016 è dell’11,8%.

In totale sono 8 milioni gli Italiani che non lavorano, e dal 2007 sono aumentati del 105,9%:

  • 3 milioni di disoccupati (+84,8%);
  • 2,6 milioni di occupati part-time involontari (+88,8%);
  • 1,6 milioni i disoccupati che non cercano lavoro poiché scoraggiati (+53,4%);
  • 638 mila persone che aspettano l’esito di un colloquio di lavoro (+50%).

Quindi, nonostante i chiari segnali di ripresa, il livello di occupazione in Italia rimane molto basso, soprattutto se comparato a quello di sette anni fa.

La situazione potrebbe migliorare con l’approvazione della Legge di Stabilità, che dovrebbe contribuire a rafforzare il livello di crescita dell’economia italiana, anche se ci vorrà molto tempo prima che i numeri tornino ad essere quelli del periodo pre-crisi.

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