La scorsa settimana, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, l’uomo accreditato per garantire che l’Italia non cada vittima di un contagio del debito della zona euro il, ha approvato una serie di dure misure di austerità al Governo. Tuttavia, i 40 miliardi di euro del pacchetto di austerità hanno fatto "arruffare le penne” di molti, tra cui il Primo Ministro italiano Silvio Berlusconi.
Il Premier ha criticato la proposta di Tremonti, dicendo che è troppo severa. Gli scettici pensano anche che il pacchetto di austerità sia troppo vago e superficiale. Infatti viene solo precisato che i tagli alla spesa saranno distribuiti in quattro anni, e la maggior parte di essi avverranno nel 2013 e nel 2014.
Il crescente divario tra i due pezzi grossi della politica italiana ha messo gli investitori a disagio.
Questo è probabilmente il motivo per cui molti guru economici pensano che l’Italia e la zona Euro in generale si troverebbero in una situazione di gran lunga peggiore se il ministro delle Finanze fosse fuori dalla scena, anche se non tutti sono colpiti dalla proposta di Tremonti.
Quando i battibecchi politici hanno solcato l’etere, il differenziale tra i titoli di stato italiani e tedeschi a 10 anni si è allargato a 2,36%, il più grande spread registrato da quando l’euro è stato introdotto nel 2002!
E questo è solo l’inizio! All’inizio della settimana i traders della sessione asiatica hanno reagito trascinando l’euro ai suoi minimi in due settimane, rispetto al dollaro e allo yen.
I traders si stanno forse accanendo contro l’Italia? Non sono, del resto, anche il Portogallo e l’Irlanda in acqua torbide e bollenti?
A parte i timori crescenti di contagio del debito, dovremmo ricordare che l’economia in Italia è più del doppio della dimensione di Portogallo, Irlanda e Grecia insieme. Il debito in Italia è già proiettato al picco del 120% del Pil quest’anno, uno dei più grandi della zona euro. Se affonda l’Italia, allora potremmo vedere l’euro sprofondare ancora più in basso nella classifica, o addirittura ascoltare rinnovati appelli per lo scioglimento dell’euro.
Ogni speranza non è persa comunque. Ieri una delegazione di alcuni funzionari della zona euro si è incontrata in tutta fretta in vista della riunione di due giorni dei funzionari europei, in programma questa settimana. Anche se nessuno ha dato indicazioni su ciò che è affiorato dall’incontro, molti sospettano che si siano affrontati i problemi del debito in Grecia e in Italia.